Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
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Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
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libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
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Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
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Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
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Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

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cm 33x33

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Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
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Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
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Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

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Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

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Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
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Transfinito edizioni

(9.10.2006)

Transfinito Edizioni e la rivista Transfinito partecipano alla restituzione del testo dell’esperienza originaria. La lettura di ciascun dettaglio dell’arte, della cultura e della scienza va in questa direzione. Nessuna concessione alle istituzioni che stanno al posto della parola originaria. Perché la padronanza sul pianeta, sull’aria, sul tempo, sul sogno, sulla dimenticanza è la sua stessa rovina.
L’originario non ha nulla a che spartire con il sistema dell’originale e delle copie, che è una fantasmagoria che non può nemmeno cogliere come il presunto originale sia nella sua essenza copia impossibile di quello che si cerca di togliere. L’originario, per l’appunto.
La centralità e la marginalità appartengono al sistema, alla rappresentazione impossibile della vita, sempre contraddetta dall’atto di parola. Anche la centralità dell’originale e la marginalità delle copie. E viceversa, anche nella rivoluzione delle copie per prendere il posto dell’originale. Ovviamente l’algebra dell’originale e delle copie è infinita potenziale, anche quando si svela, prima o poi, sempre, nell’impotenza mortale.
L’originario - non definibile dal numero di copie di un libro - non entra nel sistema, non entra nello spettacolo, non entra nella rappresentazione sacra o profana. L’originario non è centralmente disconosciuto e non aspetta l’ora finché sia socialmente riconosciuto. E nemmeno la verità sta nel marginale, nel minore, nel fondo, in attesa della scintilla che la imporrà sull’oscurantismo generale.
Transfinito contribuisce a leggere l’esplosione dell’informazione e delle reti multiple di comunicazione, ossia analizza il sistema di dominio globale gestito dalle oligarchie nazionali e mondiali e anche il contro-sistema ideologico, quello candidato alla nuova presa del potere, entrambi basati sull’ipoteca di una spartizione della vita. Per questo non accetta il conformismo e l’anticonformismo. E semmai s’interroga sulla forma, quella che non si conforma né anticonforma. La forma che i più prendono come falsa, come apparenza, come pagliuzza, mentre s’incuneano nell’occhio l’albero della conoscenza del bene e del male come trave.
Non ci sono due partite in conflitto: non c’è da una parte la partita di vita e dall’altra la partita di morte. C’è solo l’albero della vita, l’albero dell’inconoscenza; mentre l’albero della conoscenza del bene e del male non possiede luogo nel paradiso, ma come copia impossibile dell’albero originario si spaccia trionfalmente anche nel formalismo della lotta contro la morte, in particolare per chi crede di poterla guardare in faccia, credendo inoltre che sia comune tra gli umani il tentativo di evitarla.
Nessuna delega. Nessun sovrano della parola che decida nello stato di emergenza e nessuno schiavo della parola che esegua le decisioni nello stato d’eternità. Debuttano così l’altra lettura e l’altra scrittura. E l’altra edizione.
Il progetto di edizione di Transfinito procede dall’esperienza della rivista e dall’itinerario singolare di ciascun autore. Il programma di edizione inventa i sui modi di produzione e di diffusione dell’arte, della cultura e della scienza. Il criterio è quello intellettuale, non più di ceto, di casta, di gruppo, di corporazione, di cappella. Non estraneo a questo progetto è quel tale che ha scritto che la pulsione gregaria non esiste.

Giancarlo Calciolari, lettore d’arte, di cultura e di scienza


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19.05.2017