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Luciano Romoli a villa Pandolfini

Lara-Vinca Masini
(3.07.2007)

Parlare di Luciano Romoli come di un uomo di scienza è, ovviamente, esprimere una realtà, ma una realtà limitata, che copre una delle molte, divaricate attività (certo la più costante), nelle quali si identifica il suo lavoro. E sono, tutte, attività che interferiscono le une con le altre, non nel senso della destinazione e della specificità di ognuna, ma soprattutto nell’uso di alcuni particolari strumenti, soprattutto tecnico-scientifici, applicabili, talvolta, per accrescere
le possibilità espansive delle sue attività che si collocano in un ambito ancora definibile, forse ormai impropriamente, umanistico. Egli ha sempre parlato di rapporto arte-scienza, che costituisce la sua impostazione determinante.
E l’uso delle tecnologie, concettuali e scientifiche, che il suo lavoro gli offre diventa, per lui, un ulteriore mezzo personale di espressione nella sua attività artistica, quando, ad esempio, fa uso di sofisticate formule matematiche per la realizzazione di strutture plastiche, di strutture dinamico-luminose, di elaborazioni raffinatissime al computer, come nei suoi ormai lunghi studi sulla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, che resta, a mio avviso, la prima, straordinaria composizione ottico-cinetica della storia, che Romoli ha perseguito a lungo nella sua ricerca, nella realizzazione di infinite varianti, sempre più sofisticate e raffinate, culminanti nei quattro rosoni collocati all’apice delle porte vetrate della Sala Distribuzione della Biblioteca Nazionale di Firenze.
Straordinariamente vive anche le immagini create sulla scia delle sue ricerche tecnico-scientifiche sulle bolle di sapone (alla base anche, come egli ha riconosciuto, delle tensistrutture, ad esempio, di Fry Otto), o sui frattali, che si trasformano in sculture dinamiche... Culmine, a mio avviso, relativamente al suo uso del computer, le sue grafiche monocrome di straordinaria raffinatezza, che definisce Tracce fossili, che mi riprometto di presentare, quando mi sarà possibile. E la sua conoscenza della musica (è stato tra gli amici più stretti di Pietro Grossi, indimenticabile promotore di studi e ricerche sulla musica elettroacustica che applicava anche alla grafica), il suo amore per la letteratura, per la poesia. Riesce, ciò che è forse una delle sue qualità più straordinarie, ad estrarre dalle tecnologie digitali incredibili capacità di esprimere la sensibilità, la
fantasia, l’espressività (quella che ho citato riguardo alle sue grafiche), ma anche a rivelare la “bellezza” degli elementi usati nelle tecnologie avanzate, come quella dei piccoli “componenti” del computer, nascosti come frutti preziosi entro gusci solidissimi che, come quelli delle mandorle, delle nocciole, delle noci, rischiano, se schiacciati maldestramente, di spezzare il frutto interno; e per questo ha dovuto inventarsi un piccolo strumento “ad hoc” per estrarre questi “gioielli” dei quali il piccolo elemento splendente al loro centro rappresenta quella che Romoli chiama “la perla”, e che egli intende usare per creare veri “gioielli”. Perché ormai da tempo il concetto di “gioiello” non coincide più con quello di “prezioso”, di “costoso”.

Dall’Art Nouveau in poi, con alti e bassi a periodi alterni, il gioiello non si propone più come “status symbol” per il suo valore economico, simbolico, rituale, ma è ancora, in certo senso da considerarsi “status symbol”; ma cambia il concetto di “status”,che oggi non può più essere quello del censo, ma quello della cultura e dell’arte. Perché è diventato ormai, oggetto di ricerca, di creatività, cioè “arte” a tutto diritto, quando sia opera di un artista, di un artista-orafo, e non più una banale, spesso volgare ostentazione di ricchezza.
Per quanto, insomma, riguarda Romoli, sono lieta di farlo conoscere come “artista”. Già negli anni ’60, contro la dubbiosa incredulità della critica, che lo considerava solo un “inventore”, un “tecnico”, non un artista (e si veda quanto ci si sta ricredendo ora, a livello internazionale), ho presentato il lavoro di un altro artista, Piero Fogliati. Non mi sbagliavo. E spero di non sbagliarmi neppure ora... Certo, gli ho chiesto un sacrificio, che per lui sarà abbastanza difficile, dato il suo carattere e la sua condizione: gli chiedo di inserirsi nel “sistema dell’arte”, che certo non è “il meglio”, ma ha le sue regole ed è, purtroppo, una sorta di passaggio obbligato, al quale non può sottrarsi...Perciò l’ho invitato, attraverso il Quartiere 4, ad “esporsi”.
Oggi a Villa Pandolfini-Carducci l’installazione di Romoli nella sala delle sinopie “degli Uomini e delle Donne illustri” di Andrea del Castagno, fino a pochi anni fa ancora abbastanza visibili (ricordo la mostra di Zorio di sette anni fa), oggi quasi completamente cancellate, perché la sala, sempre chiusa e al buio, (col ...beneplacito di Istituzioni che non se ne occupano, e non si accorgono di una umidità costante – ci sono anche tracce di salnitro) si propone anche come monito nei confronti della progressiva (e velocizzata negli ultimi anni) cancellazione di documenti preziosi dell’arte e della storia fiorentina.
Un lavoro, quello di Romoli, che meriterebbe di restare fisso, in loco (e visitabile), fino, almeno, ad un auspicato e degno restauro.
Romoli si propone, con questo lavoro, di documentare, con interventi interpretativi e creativi attuali, la storia delle sinopie, dallo stacco, alla metà dell’‘800, fino ad una loro ricollocazione virtuale e dinamica degli affreschi, attraverso una proiezione articolata e fantasiosa, portata avanti con tecniche digitali complesse, ricche di fantasia e di creatività; mentre una piccola scala in perspex, appoggiata sotto l’unica sinopia ancora visibile (perché coperta da un po’ di pigmento), quella di Pippo Spano, irradia la sua morbida luce e rende attuali e quasi coincidenti il momento della realizzazione degli affreschi e quello del loro stacco, annullando le distanze tra i secoli. Una lieve musica rinascimentale anima l’ambiente di un accento poetico.

Per la mostra di Luciano Romoli a Villa Pandolfini, Firenze Quartiere 4

5 Luglio - 29 Settembre 2007

Tempo Inverso - Installazione

Sito dell’artista: http://www.lucianoromoli.it/tempo-inverso-andrea-del-castagno.html


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