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Le chimere del satanismo e dell’esorcismo

Giancarlo Calciolari
(15.02.2007)

La marea nera dell’occultismo di cui parlava Freud non ha mai accennato a scemare. La gnosi, ossia la reazione all’originario nell’occidente, gode sempre di buona salute. La gnosi vede doppio, quadruplo, ecc, già con Marcione: il Dio della creazione e il Dio della rivelazione. E il primo Dio risulta una prefigurazione dell’Anticristo. La gnosi vede l’albero della conoscenza: ha il bene e il male di fronte. Vede le cose sulla terra, nel cielo e sott’acqua. E l’albero è già doppiato dal serpente. Mentre l’albero della vita non ha nessun serpente aggrovigliato.

Il grande scoop della gnosi è la doppia divinità: il biteismo piuttosto che il politeismo. Il Dio del bene e il Dio del male. Le religioni, le ideologie, le moralità, le mentalità sono secolarizzazioni di una non lettura del Genesi e dell’Esodo.
L’affanno nel leggere la Lettera ai Romani di Paolo, da Karl Barth a Jacob Taubes, da Carl Schmitt a Agamben, trova le sue ragioni nella difficoltà di lettura del Genesi, in altri termini ognuno fa come se l’albero della vita fosse l’albero della conoscenza del bene e del male mondato “in fine” dal male. Progetto e programma a termine che sono l’essenza della escatologia, che è la base della teologia politica, come ha notato Taubes nella sua lettura di Schmitt. E non si tratta solo di teologia politica trinitaria ma anche pagana; e del resto teologia è un termine pagano.
La questione laica come questione intellettuale (al di là della querelle teismo ateismo) è ancora da inventare. Impera il laicismo, la negazione della laicità della vita. La laicità è un teorema: non c’è più religiosità. E la religione è l’altro nome della relazione, dell’apertura, del due senza più doppi né multipli.

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Opera di Hiko Yoshitaka, terracotta

Il satanismo formalizza a modo suo la paura di vivere: è il tentativo di stringere un patto col diavolo, dando per scontato che Dio non patteggi, se non con pochi eletti. E in tal senso è una fantasia di predestinazione, per altro impossibile.
Ma nulla fonda la relazione sociale e nemmeno il rapporto sessuale, come provocatoriamente affermava Lacan. Nemmeno il nome del padre fonda la relazione, come erroneamente ha sostenuto Lacan, credendo nella predestinazione psicotica, anche con la presentazione dei malati, che non ha mai sospeso.
Che cos’è il satanismo? Che cos’è la possessione diabolica? Sono varianti del tentativo di svellere lo zero, il nome, il padre, l’autore dalla parola. La funzione di zero, di nome, di padre è la funzione dell’impossessione, quella del non dell’avere. Il satanismo delega al diavolo, fatto a immagine e somiglianza del delegante, e riceve in forma invertita il messaggio che lo inchioda alla sua catena, al suo circolo vizioso e infernale. Funziona in questo modo anche l’assunzione di sostanze, siano esse droghe o farmaci.

Come cessa il satanismo? Con l’instaurazione della funzione di rimozione, con l’impossessione che è l’altro nome dell’elaborazione del lutto. In tal senso nessuna algebra del satanismo che non risulti un suo modo stesso di prosecuzione. L’esorcismo con la sua geometria dello sgombero conferma il satanismo, conferma la gnosi, ossia l’ingombro. Per la teologia cattolica dovrebbe essere un’aberrazione l’esorcismo; e siccome non lo è, la sua permanenza indica che la Chiesa è un compromesso con la gnosi, in risposta al ritardo della parusia, la seconda venuta di Cristo.
Se Gesù inaugura un nuovo eone, al punto che l’Occidente data a partire dalla sua venuta, allora il cristianesino è un’apocalittica e un’escatologia. La Chiesa nelle sue varie dossie cerca di gestire l’ingestibile, la vita. Per questo aspetto la Chiesa è una caricatura dell’impero e per questo si compromette con ogni epoca. E ogni compromesso è legittimo e legittimato. Anche nel caso di Pio XII. Tutto è legale e legittimo come kat-echon, come ritardante la venuta dell’Anticristo, e in questo evitamento lo realizza. Carl Schmitt legittima il nazismo, e per evitare l’Anticristo (gli ebrei presuntio deicidi) lo realizza con Hitler, che appare come una manifestazione dell’essere originario a Heidegger.

La questione delle eresie e anche delle sette, piccole o grandi che siano, risulta quella del contropotere, dell’altra via al potere quando la società spartita in bande trova (sempre) che tutti i giochi sono già fatti. L’esempio dei catari è lampante: la setta gnostica dei perfetti (proveniente dall’onda di un dualismo gnostico bulgaro) era diventata l’altra via al potere. C’erano i Francia e in Italia paesi e città governate dai catari. L’esorcismo dello zero è stato radicale: i catari sono stati azzerati, come gli etruschi. Estinti. Bruciati vivi. Anche nella mia città di Verona: duecento catari della comunità di Sirmione e dintorni sono stati bruciati vivi verso la fine del dodicesimo secolo dagli Scaligeri. Il giornale locale (legale, legittimo e legittimato, come tutta la stampa nazionale italiana) dedica ogni anno un articolo all’invenzione locale (lodevole) del mandorlato e mai un rigo sul fattaccio, ben più importante da leggere anche per il destino dello stesso mandorlato.

Un esempio semplice: alla signora che in analisi diceva che sotto il divano si nascondeva un coccodrillo, non si può “toglierlo” sollevando il divano e mostrando che non c’è, salvo per provocare un contrappasso, come narrava spassosamente Lacan (non era lui l’analista in questione), accennando che la signora era poi morta scivolando nella fossa dei coccodrilli allo zoo. Era posseduta dal coccodrillo? Non abbiamo paura delle parole, possiamo anche rispondere di sì. Apparteneva alla setta del coccodrillo? Uno scrittore potrebbe rispondere tranquillamente di sì. La questione tuttavia è di parola e non del suo esorcismo. Nel “coccodrillo” c’è la vita estrema. Il coccodrillo come significante, come nome e come altro dal significante e dal nome. Il coccodrillo come impossibile sembiante è condizione del viaggio e non sbarramento fantastico con effetti reali di paralisi e non d’analisi.
Non stiamo proponendo il coccodrillo come feticcio e tanto meno come oggetto della fobia come fanno legioni psicoterapeutiche, che credono di poterlo addomesticare. Occorre leggere il coccodrillo. E non è facile. Il Genesi sfata (legge) il serpente, eppure ognuno è ofita, seguace del serpente e ovviamente rimprovera l’Altro di essere aggrovigliato con il male e non arriva a leggere che l’accusa è un boomerang che non lo scusa. E noi non abbiamo scuse per queste annotazioni. E firmiamo, questione di nome, di autore, e non di “farsi un nome” come i disperati di Babele.


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30.07.2017