Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Dominazione

Giancarlo Calciolari
(29.06.2009)

La dominazione è il tentativo di padronanza e di controllo sull’altro. Quale altro? L’Altro della filosofia e della psicanalisi? Semplicemente il fratello. L’altro, fratello.
Riducendo qualsiasi conflitto umano ai suoi termini essenziali e mitici troviamo due fratelli. Caino e Abele. Ismaele e Isacco. E in questo secondo caso già non si distingue più chi sia Caino e chi Abele, sebbene i loro epigoni certificano che il fratricidio sia ancora in corso nelle guerre attuali.
Ognuno parla dell’altro come del diavolo e del nemico da abbattere. Infatti la dominazione si presenta sempre come ragione necessaria contro l’altro, per l’ottenimento del bene supremo.
Dominazione che si esercita con la minaccia di prigione e con la minaccia di morte.

JPEG - 189.9 Kb
Opera di Angela Biancofiore

Ora l’attenzione delle varie scienze umane, senza prendere in considerazione quelle che sono dichiaratamente inumane, va alla vittima, per distogliere l’attenzione dai carnefici. I Caino, infatti, si presentano sempre come difensori delle vittime, in altri termini come tribuni del popolo e non come quintessenza del potere dominante.
È stato anche il caso di Hitler, come ha affermato lo storico ungherese François Féjtö, in una recente intervista che ci ha concesso.
La dominazione non è mai riuscita. Nessun impero e nessun regno non sono mai sfuggiti alla loro caduta. Ogni dominazione è circolare, si svolge nel cerchio, e l’altra sua faccia è quella del fallimento, che va dal suicidio ambulante di Caino al suicidio definitivo di Hitler. Fallimento implicito nelle premesse logiche della dominazione. La dominazione è lo scherzo con la morte contro la vita. La dominazione è la morte, anche la morte della dominazione. La dominazione come contrappasso della vita: suicidio, ma anche cancro, ictus, infarto, aids, parkinson, alzheimer...
Machiavelli ha notato con estrema ironia che nessun dominatore ha mai ucciso il suo successore. Il successo è del sintomo. Non ce n’è un altro.
E il sintomo della dominazione resta pressoché integralmente da leggere. L’attenzione va portata non solo sulla vittima, ma anche sul carnefice. Come vive l’empio, che tanto sorprende Isaia e Ezechiele, che si chiedevano perché gli empi prosperano, mentre i giusti non hanno ricompensa in terra?
L’empio non vive, ma sopravvive, come la vittima, dalla quale presume d’essere differente, mentre è la sua altra faccia, quella cieca del cerchio.
Gli esempi storici sono infiniti. L’empio è preso nella vita parallela, che non raggiungerà mai la vera vita. Il suo godimento è sostitutivo. Infiniti soldi non valgono l’oro della parola libera, infinite prostituzioni non valgono un attimo di godimento originario.
Ci sono re che hanno spinto i loro figli a uccidere e a uccidersi e sono sopravvissuti come i morti affacendati di Pirandello.
Certamente la dominazione e l’altra sua faccia la schiavitù è quanto di più democratico ci sia, non risparmia nessuno strato del palinsesto sociale. Ognuno è toccato. Anche nell’isolamento estremo, la dominazione si esercita come padronanza e controllo sull’oggetto e sul tempo. Infatti parlare di soggetti e di guerra tra soggetti (dalla famiglia alla nazione) implica proprio il tentativo di togliere l’oggeto e il tempo. Sostituire la pietra delle scandalo con le pietre miliari che dovrebbero marcare il differente statuto tra la terra di Caino e la terra di Abele, e sostituire il tempo con la durata per la spazializzazione completa della superficie, in assenza di Dio.
La funzione inumana che sospende il fratricidio presupposto all’origine della società, anche da Freud in Totem e tabù, è la funzione di nome, di zero, di padre nella parola. È proprio la funzione di rimozione introdotta dallo stesso Freud nella scienza di vita, non nel discorso scientifico.
Funzione di rimozione, oppure ritorno del rimosso, senza più salvezza. È Paolo a tradurre dall’ebraico “ritorno” con “salvezza”, in modo tale che il tempo diviene escatologico. E ogni difensore totalitario dei povericristi nell’attesa della seconda venuta di Cristo ritarda l’avvento annunciato prima della parusia da Giovanni, nella sua rivelazione, quella dell’anticristo.
Contro l’altro quale rappresentante dell’anticristo ogni guerra è giusta e giustificata. Con questa “polpetta gnostica” si sono cibati anche Heidegger e Schmitt, consenzienti con la trasformazione dei forni da pane nei forni crematori.
L’alternativa tra dominatori e dominati si vanifica al tramonto del complesso edipico, quando per ciascuno si instaura l’autorità, senza autoritarismo né antiautoritarismo, anche senza conformismo e anticonformismo.
E come s’instaura l’autorità nella parola? Parlando, facendo, vivendo, senza più delega.



13 marzo 2008


Gli altri articoli della rubrica Politica :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |

3.04.2017