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La creazione del nemico

Giancarlo Calciolari
(15.05.2007)

Berlusconi ha dovuto inventarsi i comunisti come diavoli? I comunisti hanno dovuto inventarsi Berlusconi come diavolo?
I governanti e i candidati al governo non promuovono la maturazione culturale della società, ma cercano sempre degli acefali, perché in questa maniera riescono a governare molto meglio, poiché condizione preliminare è che loro stessi siano acefali. E la pseudo esplosione degli pseudo cervelli che scorazzano tra i governanti e i loro accoliti è la punta dell’acefalia, come Lacan insegna nel suo secondo seminario del 1954-1955.
Questa deduzione si può anche traslare nel discorso pubblicitario in modo tale che i padroni presunti della vita rendo schiave le persone e in modo tale da continuare a migliorare le perfomance di vendita. Inoltre il sistema di padronanza, di trionfo, è ignaro della sua contropartita, non potendo realizzare la padronanza se non come disfatta, personale, familiare, sociale, epocale. Nessun impero escluso.

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Opera di Hiko Yoshitaka

Nella fantasmatica su Berlusconi occorre notare che i governanti sono acefali, partecipano alla stessa acefalia, non sono coloro che hanno la testa, l’hanno già persa. Poi nel pragmatico, che non è quotidiano, occorre esplorare la fantasmatica non come un’allegoria a sé stante, senza conseguenze, ma proprio nei contraccolpi e contrappassi al tentativo impossibile di realizzarla.

Ci sono due aspetti, c’è la politica delle cose che si fanno, e c’è la fantasmatica che pesa su questa politica. Se la fantasmatica fosse tutta realizzata, allora saremmo tutti morti, suicidi o omicidi, spinti chi dallo spavento, chi dall’orrore, chi dal panico e chi dal terrore.

Tale è l’ombra vagante di ognuno. La morte? E la sua sensazione, la paura?
Occorre leggere queste cose non facili, noi non diamo mai per scontata l’ombra vagante, non va per la strada, certamente possiamo intendere quello che dice, anche se lo dice in sogno con sembianza da coniglia e voce da gatta, ma non l’abbiamo dinanzi. L’ombra non sta dinanzi. L’ombra è una proprietà della caverna, che non è chiusa. È la casa, non chiusa. Tale è la stanza della vita.

L’immagine di Berlusconi oscilla tra l’io ideale e l’ideale dell’io per una folla che è una sommatoria di ipnosi di uno più “a”, quella piccola “a” che Lacan lascia come resto all’altro immaginario, quello fatto a immagine e somiglianza dell’io, che prendendosi come uno si ritrova appunto diviso. Infinite sono queste algebre della vita, che chiamiamo chimere.

L’ombra ci inonda dai televisori? Non è rappresentata nemmeno dai media, che pur giocando per lo più la partita della morte, che non a caso Verdiglione chiama mediotanasia, non riescono a turare i pori della verità. Senza più il mito romantico dell’eroe, unico tra i tutti a svelarla. Infatti legioni di questi “unici” hanno come compito di svelarci che la nostra lettura è “aria fritta” e che solo se cominciamo a capire che Berlusconi è il diavolo, il nemico da abbattere, allora potremmo anche noi liberarci.
Certamente la nostra perversione è, e lo è stata sin da bambini, quella di prendere ogni promessa di liberazione, di avvenire radioso, per un programma di schiavizzazione. Nella policefalia ovina, leggiamo i tratti della maschera del lupo? Noi sospendiamo la credenza nel bestiario fantastico (anche quello della politica) e lasciamo senza soluzione l’enigma dell’animale. In particolare, non lo usiamo come sostituto dell’uomo, né del figlio né del padre; e nemmeno come sostituto di Dio, come nel paganesimo.

La verità per ciascuno è quanto di più semplice da incontrare e per questo ognuno costruisce castelli di pseudo sapere per contrastarla. La presunta materialità di questi castelli è l’abbaglio degli umani.


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6.10.2016