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Toros

Gigliola Tallone
(5.08.2009)

Scandalizzati dalla brutalità della corrida, molte anime chiedono a gran voce una carta dei diritti del toro: encomiabile intento, se non ci fossero troppi esempi di quanto siano tenute in conto tutte le carte dei diritti dell’uomo che vengono in suo soccorso, senza essere rispettate.

Torture fisiche e psicologiche stragi sfruttamento violazione morte per fame, hanno trovato la loro giustificazione: diritti alla difesa, bene superiore dello stato, congenita debolezza della miseria, clima estremo.

Naturalmente siamo uomini sensibili al dolore e ricorriamo a rimedi “potessimo fare di più”, sfamiamo gli affamati per esempio, pochi, perché il numero dei morti per fame ci spaventa meno del numero degli affamati che ci potrebbe rubare il pane di bocca. Ipocrisia, calcolo e lavata di coscienza.

Al toro quale destino augurano gli avversari della corrida? Provette congelate per vacche?

Basterà un piccolo numero di tori ben selezionati, così saranno conservati in vita a lungo, ben curati e rispettati dai commercianti di sperma taurino.

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Grotte di Lascaux, dalla grande sala dei tori

Se fossi uomo mi preoccuperei, visto le recenti notizie della possibilità di ricavare sperma dal midollo osseo di una donna. Ma non era la donna uscita dalla costola di Adamo?

In fondo solo un pareggio, se non fosse pronta la miracolante tecnologia a rendere del tutto autosufficiente la donna.

E di conseguenza, autosufficiente anche la vacca.

Così il problema del toro maltrattato si eliderebbe del tutto.
La fine della corrida sarà l’oblio di un mito potente, forse quello che più si radica nel nostro intimo essere e forse il più degno di sopravvivere.

Toros, Toros negros, ojos de fuego y nariz ardiente, istinto furia potenza brutalità fertilità.

Quel toro siamo noi uomini, è il ricordo immerso nell’inconscio della nostra natura animale, dell’indifferenziato, del caos, dell’istinto di sopravvivenza puro, da cui siamo emersi ma al quale non possiamo voltare le spalle negandolo, perché ci è connaturato, preme in ogni nostra decisione, in ogni gesto, nella nostra voce, nei nostri sogni.

Siamo brutali come il toro ed uccidiamo questa brutalità solo se guardiamo in faccia la nostra natura e la sfidiamo, come ritualmente fa il torero che combatte con la sua ombra scura sulla sabbia calda e dorata, spruzzata di sangue rosso, colori vivi della bandiera spagnola.

L’uomo intelligente, l’uomo educato, l’uomo raffinato come quel traje de luces effemminato che gli disegna il corpo sottile ed elastico.

L’uomo coraggioso che guarda negli occhi l’orrore, che sfida il lato oscuro della sua anima.

Sparisce forse la notte se chiudiamo gli occhi?

L’uomo moderno è uno struzzo che infila la testa nella sabbia per non vedere, e’ un bambino che si nasconde dietro una porta con gli occhi chiusi, pensando di non essere visto.

“Conosci te stesso” è l’imperativo che l’uomo moderno non accetta, “conosci te stesso” è una frase che perde di senso quando ci riduciamo a esseri biologici, quando abbiamo gettato inconscio e coscienza insieme ai poderosi e numinosi simboli psichici.

E preme dentro il toro più furioso che mai, pronto a travolgerci, sbuffa fuoco e scalcia dentro il petto. E vince.

Vince anche contro gli psicofarmaci che annichiliscono la coscienza, incoscientemente ridotta a complessi neuronali e microcips.







***



Appendice a Toros



Gigliola Tallone, marzo 2008



Nell’articolo “Toros” accenno alla notizia recentissima sulla possibilita’ di ottenere sperma a partire dal midollo osseo femminile e quindi all’autogenerazione possibile che avvantaggia la donna rispetto l’uomo nell’economia della riproduzione. Mi sia concessa l’esclusione di riflessione di carattere etico, solo una osservazione obbiettiva a una notizia piuttosto sconvolgente.

Va detto che parimenti si prospetta la possibilità di ottenere ovuli a partire dal midollo osseo maschile.

Nessuna specificazione è seguita alla notizia, e credo nessun commento dal mondo non scientifico. Ho peccato d’ingenuità parlando della prospettiva dell’estinzione del toro, di cui potrebbero restare solo pochi esemplari per l’inseminazione delle vacche. È già una realtà.

Nel mondo animale (da allevamento) il binomio istinto sessuale e riproduzione è spezzato, riproduzione e selezione sono pianificate dall’intervento dell’uomo. Manca una più estesa e chiara esposizione in campo della manipolazione riproduttiva umana, che pur siamo parte del mondo animale. Forse qualche istruttiva notizia la possiamo trarre dalla genetica riproduttiva degli animali allevati per il nostro consumo.

I cani e gatti, sono in gran parte sterilizzati, ma per altro non esentati da manipolazione, come il gatto anallergico.

Per fare ammenda, ho consultato un sito che offre un chiaro quadro della situazione:

DAL PORTALE RIPROSEL

Riproduzione e Selezione

“Sulla base di una accurata indagine delle principali esigenze avvertite dagli imprenditori nei principali sistemi produttivi zootecnici operanti nel nostro paese, sono state individuate le priorità della sperimentazione in ambito riproduttivo/selettivo. Dalla verifica di quanto già sviluppato a livello scientifico in precedenti attività di ricerca (progetto MiPAF-RAIZ) e dalla considerazione di quanto fosse necessario sviluppare ex-novo sono state individuate 9 linee di ricerca in grado di rispondere in maniera adeguata, da un punto di vista informativo ed applicativo, alle principali domande scaturite dalle priorità individuate. Le linee di ricerca predisposte sono:

1. Stima in vitro del livello di fertilità dei tori (FERT) – Verrà definito un modello che consenta di predire il livello di fertilità di un toro. A tal fine verrà analizzata una serie di parametri seminali standard (concentrazione, motilità, morfologia e stato di membrana) e lo stato della cromatina, mentre la fertilità verrà misurata in campo tramite la %NR ed in vitro tramite un nuovo test di fertilità competitiva. Il modello consentirà di massimizzare la produzione del seme in funzione del livello di fertilità intrinseca, di individuare soggetti ipofertili e di aumentare il carico informativo delle analisi seminali.

2. Crioconservazione dello sperma: nuovi protocolli (CRIO) – Saranno sviluppati nuovi protocolli di congelamento dello sperma sia in termini di mestrui diluitori e di velocità di congelamento al fine di aumentare la percentuale di sopravvivenza degli spermatozoi. Verranno studiate due specie quella bovina e quella ovina.

3. Effetto dell’inbreeding sulla qualità e mortalità embrionale (INBREED) – Sarà valutato, tramite un innovativo modello in vitro, l’effetto del livello di inbreeding sulla vitalità embrionale, quale potenziale fattore di riduzione della fertilità negli allevamenti.

4. Misure fenotipiche e genotipiche associate al prodotto-formaggio (CHEESE) – Sarà valutata la possibilità di caratterizzare i riproduttori bovini maschi in F.A. tramite un set di nuovi caratteri associati alla produzione casearia per formaggi d’interesse nazionale (ad es. grana padano, parmigiano reggiano, provolone).

5. Trascrittomica della follicogenesi in vacche normali e “repeat breeder” (FOLLICOLO) – Sarà caratterizzata in vitro l’espressione genica follicolare durante il metaestro in vacche normali e Repeat Breeder. Sarà sviluppato un modello complesso finalizzato alla coltivazione in vitro di follicoli bovini ed alla loro caratterizzazione genetica tramite trascrizione analizzata tramite micro-array.

6. Inseminazione strumentale con seme refrigerato: miglioramento dei risultati ottenibili in campo (OVINS) – Sarà sviluppato un nuovo protocollo per la produzione di seme refrigerato a lunga conservazione e sarà verificato il numero minimo di spermatozoi fecondanti o necessari per ottenere una adeguata fertilità.

7. Fertilità con seme refrigerato e congelato: confronto mediante indice di fertilità competitiva (FERTSUI) - Dopo aver messa a punto un nuovo protocollo per la stima della fertilità dei verri tramite fecondazione eterospermica sarà confrontata la fertilità ottenibile con seme refrigerato e congelato degli stessi verri. In tal modo sarà possibile verificare l’effetto della tipologia del seme utilizzato (refrigerato vs congelato) sulla stima della fertilità ed ottimizzarne l’uso.

8. Crioconservazione dello sperma: messa a punto di un indice di congelabilità e miglioramento dei protocolli esistenti (EQUINEX) – Dopo aver messo a punto un test di congelabilità del seme di stalloni, sarà sviluppo un indice di congelabilità seminale dei riproduttori. La messa a punto di protocolli ottimizzati per il congelamento del seme precederà lo studio dell’associazione fra congelabilità del seme e fertilità in campo.

9. Riproduzione assistita per la valutazione genetica dell’ape regina (GENEBEE) – Sarà sviluppato uno schema di selezione delle api regine basato sul calcolo degli indici genetici per la produzione di miele ed il comportamento igienico delle operaie. Si disporrà pertanto di uno strumento in grado di produrre un sostanziale miglioramento genetico-selettivo nella popolazione di api regine allevate in Italia, di cui è presente un importante mercato per la esportazione a livello internazionale.



Per ogni linea di ricerca sono stati impostati disegni sperimentali assolutamente innovativi sia nel momento della definizione di nuovi test od approcci (fertilità competitiva in vitro, effetto dell’inbreeding sullo sviluppo embrionale, caratterizzazione del tipo di seme sulla fertilità suina, follicogenesi e fertilità), sia nello sviluppo di miglioramenti metodologici-strumentali in tecnologie già affermate, ma bisognose di un sostanziale miglioramento qualitativo (crioconservazione seminale)….”



Non rimane che fare qualche riflessione sullo scenario umano possibile:

una donna single ottiene spermatozoi dal suo midollo osseo, essendo provvista di ovuli, dopo opportuna elaborazione in vitro, anche per ovviare agli inconvenienti della linea ereditaria piuttosto diretta, accoglie l’embrione e porta a termine la gravidanza.

Madrepadre femmina

Due donne: una offre gli spermatozoi, l’altra l’ovulo.

Un padrefemmina, la genitrice sarà la madre.

Un uomo single, dal suo midollo osseo otterrà l’ovulo, e dotato di spermatozoii propri ma in assenza d’utero, avrà quindi bisogno, dopo l’elaborazione in vitro, di un utero in prestito.

Padremadre maschio

Due uomini. Uno offre lo sperma, l’altro l’ovulo, come il caso precedente, necessita un utero in prestito.

Un padre maschio una madre maschio

Dall’osservazione di quanto segnalato, si nota, nel caso maschile, il principale ostacolo della ricerca di un utero: à immaginabile l’intero processo della evoluzione dell’embrione completata in laboratorio? Un utero artificiale?
Quanto costerà il processo? Quanto sarà utile a sostituire il problema della sovrappopolazione? Quanto per prevenire difetti genetici? Quanto per ottenere elementi utilmente selezionati per l’economia produttiva mondiale? Quale conseguenza sul desiderio sessuale?

Quale complessità tecnologica non interferisce col libero arbitrio?



Chiedo aiuto, sento il bisogno di capire, c’è qualcuno?




Gigliola Tallone

Marbella 2008

www.archiviotallone.com

info@archiviotallone.com



16 marzo 2008


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