Transfinito edizioni

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Una mattina a Central Park

Davì de Buturà
(10.03.2008)

Dave se ne sta seduto tranquillamente sulla panchina.

È una luminosa mattinata di Maggio.

I raggi del sole fendono l’aria frizzante con tiepide carezze.
Sull’alte chiome degli alberi secolari le foglie, mosse dalla brezza risplendono d’oro.

Tutto, intorno a lui si sta mettendo a festa, tra il cinguettio degli uccelli e il frusciare delle chiome.

Dave tira su il colletto della giacca, distende le gambe chinando un poco il capo all’indietro.
Inala in bel respiro e socchiude gli occhi rilassandosi, compiaciuto della bella giornata.
Nella sua mente, fiori alberi ed uccelli, si mescolano ai profumi ai colori e ai suoni in una allegra dolce melodia.

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Christiane Apprieux, "Nodus linguae", 2008

Con gli occhi ancora chiusi, la sua mente si spande ed inizia a ricordare quando da bambino, al ritorno da scuola con la cartella sulle spalle, correva felice verso mamma, che lo attendeva a braccia aperte sorridente in giardino…

D’un tratto Gli uccelli smettono di cantare. Cala un silenzio sordo.
Un rumore ritmico come di piedi che pestano l’asfalto!

…Sta correndo con la sua nuova cartella rossa sulla schiena, giù per il vialetto d’ingresso verso casa, ma quel rumore, insistente dietro di lui non lo abbandona. E’ Confuso, cerca di girarsi mentre sta correndo.
Riesce ahimè solamente ad intravedere una vaga figura che lo sta inseguendo.
Qualcuno, un marciatore che pesta pesantemente sull’asfalto!

Preso dal panico e malgrado l’affaticato, prova a richiamare le ultime energie per scappare via, lontano, velocissimo verso casa.

Fuga salvifica verso casa, come ultimo estremo sacrificio verso la certezza di un tenero abbraccio, verso l’amore della sua mamma!

Quell’antica gioia di tornare a casa, lascia ora il posto alla più profonda disperazione, alla fuga, all’ossessione di non riuscire ad arrivare in tempo!
Di non potercela fare mai più!

Ma lo scenario sta mutando. Il terrore gli annebbia la vista. Quel vialetto tanto familiare si sta improvvisamente trasformando!
Si restringe, si inerpica e si allunga sempre più, allontanando anche quella minima speranza di salvezza che gli rimaneva.

Dave stralunato da questa assurda visione, ormai stremato, scivola improvvisamente su di un sasso e malgrado il dolore alla caviglia e gli enormi sforzi di restare in piedi le gambe gli cedono pesantemente e perde rovinosamente l’equilibrio … e
"Sto cadendoo!"
Un grido roco gli esce di gola come per scongiurare la caduta quando, di soprassalto, subito si risveglia. Strofinandosi gli occhi confuso, si guarda intorno!

Gli uccelli continuano a cinguettare in quella splendida giornata di Maggio e stupito si accorge di non essersi mai mosso per tutto il tempo di li, seduto, appisolato su quella panchina.

Un podista corre in lontananza, pestando pesantemente sull’asfalto del viale d’ingresso a Central Park.

Dave frastornato si rasserena: “…allora è stato solo un brutto sogno!” riflette.

Il podista, ansimate e sudato gli è ormai di fronte!

Rallenta la cosa,

si gira verso di lui!

I due si fissano per un attimo negli occhi, inspiegabilmente.

Dave fa uno sbadiglio stiracchiando le braccia ma appena li riapre un brivido gelido gli trapassa la schiena!
Diventa di sasso quando rivede sulla schiena di quel podista la sua vecchia cartella rossa!


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6.10.2016