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Liaisons / Relazioni

Giancarlo Calciolari
(28.09.2006)

Sorprende la leggerezza delle Liaisons di Georges Duhamel, mentre ognuno che si situi nella società dello spettacolo non si aspetta nessuna sorpresa. Anche l’apertura dalla quale procedono i lavori di Georges Duhamel sorprende per la sua ironia al cui principio c’è, oltre alla leggerezza, l’aria, la libertà e l’ingovernabilità delle cose. Ironia né personale né sociale. Apertura delle cose. La logica delle relazioni è una logica ironica, aperta, e non una logica fondamentale che dovrebbe regolamentare le relazioni umane.
Nell’opera Liaisons il lato della vita è l’apertura: i corpi e la scena vanno in direzione della qualità, lasciando l’apertura alle nostre spalle.

Sorpresa nell’opera Le Vol dove l’interno della stanza è paesaggio, come in una banda di Moebius, dove l’uccello che irrompe sulla scena, senza per l’appunto poter dire se entra o esce, è nell’improporzione rispetto ai personaggi. Relazioni oniriche? Relazioni irrappresentabili nel sistema armonico/disarmonico di dentro e di fuori, ossia d’inclusioni e d’esclusioni.

Liaisons è indagine sulle relazioni. Distinguendo tra relazione e relazioni, le relazioni sono il diagramma della relazione, che è giuntura e separazione. Senza per questo richiedere il sistema di compagnia e di solitudine. Nelle opere La solitude e Solitude, la solitudine è una proprietà della vita, dell’albero dalla cui parola procede ciascuno. La solitudine in Isolated non è sostanziale né mentale. Non pesa.
Relazioni senza sistema, anche in Liaisons cannibales. Relazioni inontologiche, dove il legame non è sociale né personale, come nell’ironico Liés.
Relazione che non è rapporto sessuale: infatti le immagini delle opere di Duhamel sono senza erotismo. Così i nudi di Les trois Amis.

Quello che allude al sogno nelle opere di Georges Duhamel è l’inconsueta tranquillità, la felicità dei corpi e dei volti, che si stagliano sulla scena astratta, come, per esempio, nel Don Quichotte o in Toujours ensembles. Tranquillità anche dove la morte, irrappresentabile, indica l’alterità dell’immagine. In tal senso i crani di Gost Lover sono senza più paura. Si tratta del lato della vita senza più dicotomia tra il bene e il male. Al sogno appartiene anche La Rêveuse sur le Toit.

Opere libere quelle di Georges Duhamel. Liaisons è il titolo della vita di Georges Duhamel, come artista e come psicoterapeuta. Dalla relazione procede la vita originaria. La vita senza più paura. Solo la paura divide in due la vita, la relazione, l’uomo e anche l’albero della vita che diviene così l’albero della conoscenza del bene e del male. L’Homme divisé può anche non indossare più la paura e trovare al di là di un’invisibile diaframma la vita senza più paura: la vita indivisa.

Opere di un’astrazione artistica e culturale che appartengono alla scienza della vita. Nessun compromesso con la morte e i suoi professionisti e funzionari, quello proposto al bambino incravattato appunto dal gruppo perché inabile a farsi il nodo: Le Pensionnaire. Ecco, nelle opere di Georges Duhamel le cose procedono dal nodo della vita senza annodarsi, senza attorcigliarsi. Relazioni libere, leggere, in direzione della qualità, senza più il gravame del principio di quantità e di gravità. L’acqua è la superficie su cui si scrive il gioco: Jeux d’Eau.

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"Jeux d’Eau", 2003, acrilique sur canevas, cm 50x60


Si nota nelle opere di Georges Duhamel una assenza di paura, la non assunzione della morte, e quindi la vanificazione del tabù del fare, che nell’opera Liaisons dangereuses, come nel romanzo di Choderlos de Laclos, appare rappresentato da steccati, quali limiti e frontiere sociali.

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"Le Pensionnaire", 2004, huile sur canevas, cm 90x100


Ancora la sorpresa, l’ironia, l’apertura: i corpi senza la scena sono un’opera figurativa. La scena senza i corpi è un’opera astratta. Figurativo o astratto? Nessuna contraddizione che non sia l’apertura stessa. Estrema la leggerezza in Nuvolare.
Mentre Histoire d’une Défaite è senza dramma; ovvero un’immagine può sempre rilasciare un’altra immagine. Quindi pittura leggera, che fuga la paura, quella di Georges Duhamel. Com’è annodato l’uomo in Sadisme? In modo che l’approdo alla vanificazione del fantasma sia sempre a portata della mano artistica, intellettuale.

L’opera di Georges Duhamel accentua la leggerezza, senza nascondere la difficoltà della vita, che è condizione del proseguimento e non scoglio insormontabile. Anche nella pratica terapeutica la rappresentazione dello scoglio, del blocco, dello stallo, dell’impasse è già un’immagine presa in un altro viaggio.

Pittura pulsionale quella di Georges Duhamel, ossia pittura dell’esperienza che in punta d’abduzione (oltre la deduzione matematica e l’induzione occulta) s’instaura come energia. Energia originaria, inconfiscabile, che non sottostà ai principi della termodinamica sociale, quella - per intendere - che ha osteggiato Wilhelm Reich.

Che la relazione nelle opere di Georges Duhamel sia legame e anche slegame, nodo e snodo, dentro e fuori come nell’opera citata Le Vol, indica l’apertura.
Si tratta d’impersonaggi, maschere che sono relazioni arbitrarie nella dimensione delle immagini. Nessun codice generale delle relazioni. E nessun naturalismo, come indica ironicamente Le Soleil bleu.
Così, l’assenza di militarismo e di religiosità si avverte dalla libertà sulla quale poggiano le opere di Georges Duhamel. Leggerezza, libertà e ingovernabilità nel caso delle Jumelles.

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"Jumelles", 2002, acrilique sur canevas, cm 30x60


La Danse primitive è senza finalità; e il piacere che si staglia dalla scena e dall’opera non è funzionale a nessun principio generale degli umani. Ecco allora Totem et Tabou di Georges Duhamel: il complesso di Edipo presunto universale risulta il modo della complessità e non più dell’edipismo: le relazioni non sono date come scontate. Anche nella vicenda del bambino incravattato nell’opera citata Le Pensionnaire. E il nudo interviene come maschera della vulnerabilità, senza la vergogna dell’edipismo. Nudo senza morbosità, come in Bocca di Rosa.

Nei volti degli adulti in Perfidie ognuno è responsabile della sua parte del gioco. Nessun numero cieco e nessuna mano invisibile dirige il destino degli umani piegandoli a vagare nella chiusura del cerchio. Quindi, apertura verso un’altra relazione, come nelle opere in cui appare un quadro nella scena, che poi verrà ripreso come motivo e dipinto indipendentemente: L’Homme et l’Enfant, Caring, Antagonisme masculine, sino al quadro nel quadro nel quadro: Indifférence.

L’ironia della prospettiva di Georges Duhamel indica la sua natura d’immagine: indice, icona, simbolo. Immagine-movimento, come ha cercato di teorizzare Gilles Deleuze. Ciascuna immagine non è fissa: L’Attente è attesa, disattesa, altra attesa. Altra tensione, altra energia.

Occorre che ci siano le relazioni, la rete, la tela, il tessuto. Altrimenti nessuna stoffa dell’esperienza. Il limite e la frontiera, come nell’opera La Limite, sono del tempo e non dell’uomo. Anche l’assenza di scelta ne Les Indécis ci consegna l’indecisione come proprietà della decisione di vita, della sua stoffa.

La tranquillità viaggia da L’Homme dans la Mer a Dreaming. Senza più il celebre artificio della credenza nel soggetto. Sur le Volcan, non sotto, come nell’opera di Malcom Lowry, che non a caso crede nel criptogramma.

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"Sur le volcan", huile sur canevas, cm 91x124


La specificità dell’opera di Georges Duhamel aiuta a dissipare i nuovi ceppi che le convenzioni gettano sull’arte per neutralizzarla. Per esempio, Antagonisme féminin è un’opera che resiste alla legge della rotazione degli stocks applicata al dominio artistico.

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"Antagonisme féminin", 2004, acrilique sur canevas, cm 50x60


La pittura di Georges Duhamel approda felice alla semplicità, ossia da sempre segue la via che è la sua. Mentre la pittura facile personalizza, socializza le relazioni e si avvale dell’idea di salvezza.

C’è un’influenza delle immagini che si stagliano dalle opere di Georges Duhamel in direzione della vita. Le sue opere non lasciano indifferenti, senza per questo credere che la differenza corra e si ripartisca tra gli uomini in modo fallico, ossia servo delle genealogie di potere. L’influenza artistica è quella dell’opera che lascia una traccia e smuove i tracciati e i solchi convenzionali.
La leggerezza, la bellezza e la felicità della Rêveuse potrebbe annunciare altri crepuscoli e altra gloria, come amava dire Jorge Luis Borges.
Allora, sull’onda dell’energia specifica della vita, leggendo l’opera di Georges Duhamel, seguendo le sue immagini, ciascuno può trovare perle per il proprio viaggio.

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"La rêveuse", 2000, acrilique sur canevas, cm 50x60




Testo del catalogo: Duhamel, Liaisons, Edizioni La Marina, 2006, Calenzano (FI)


Georges Duhamel nasce a Montreal, Quebec, il 3 marzo 1941. Consegue la maturità di Arti Applicate a Montreal nel 1960. È precocemente influenzato da suo zio, Georges H. Duhamel, medico, scultore e pittore e da alcuni artisti canadesi come Borduas, Vaillancourt e Mousseau.
Dal 1960 al 1969 esplora le vetroresine e la pittura tridimensionale. Dal 1970 al 1972 si trasferisce in Alaska dove fortemente attratto dall’arte eschimese si dedica prevalentemente alla scultura su pietra. Alcune sue opere si trovano presso il museo d’Arte Moderna di Anchorage, alaska, mentre il resto della sua produzione di questi anni fa parte di collezioni private in Canada e negli Stati Uniti.
Al suo ritorno in Canada si stabilisce a Victoria, British Columbia, dove svolge l’attività di insegnante di scultura e di fotografia presso il North-West Coast Institute for Art.
In questi anni la sua produzione artistica è molto attiva e numerose sono le mostre personali e collettive in Canada e negli U.S.A.
Agli inizi del 1973 parallelamente alla sua attività artistica e di insegnante comincia a esplorare il mondo della psicoterapia umanistica. Si laurea in psicologia presso la Antioch University di Seattle, U.S.A.
Nel 1979 consegue la specializzazione in analisi bioenergetica. Svolge quindi la sua pratica come psicanalista a Victoria B.C., Canada.
Nel 1986 si trasferisce in Italia e qui intensifica nuovamente la sua produzione artistica e espositiva (scultura, pittura, fotografia), continuando a essere impegnato sul versante della psicanalisi e della didattica.
È membro dell’International Institute for Bioenergetic Analysis de della Société Québécoise des Beaux Arts.
Vive tra le colline di Soave in provincia di Verona.

La mostra "Liaisons" si inaugura sabato 7 ottobre 2006 alle ore 19, con la presenza dell’Artista, presso le sale del Ristorante Enoteca Amleto, Via Covergnino, 26 - Soave (Verona). L’esposizione sarà aperta sino al 30 ottobre 2006.
Info: 045 6190830.

Giancarlo Calciolari, direttore di "Transfinito".


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