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Stefano Drei: Ma è Campana o non è Campana?

Paolo Pianigiani

Intervista a Stefano Drei, a proposito dell’articolo comparso sul portale del Liceo Torricelli, che mette in dubbio, anzi, smentisce, l’identificazione con Dino Campana di uno studente presente della celeberrima foto, ritenuta da tutti autentico ritratto del poeta a quindici anni.

(7.08.2006)

Paolo Pianigiani:
Come e quando ha pensato che la foto, ormai celeberrima, di Campana al Torricelli, potesse non essere rispondente al vero?

Stefano Drei:
A lungo non mi sono nemmeno posto il problema. Per me quello era Campana e basta. Poiché sto curando una galleria storica di foto di classe per il sito Internet del Liceo Torricelli, tutto quello che mi proponevo di fare era dare un nome agli altri alunni, tenendo sott’occhio il registro. Ma ben presto mi sono accorto che troppe cose non andavano: alcuni di quegli alunni erano stati identificati già da Corbara, che però dimenticò di dire che nessuno di loro era mai stato compagno di scuola di Campana. La testimonianza del professor Docci è stata decisiva per indirizzarmi verso la soluzione.


P.P.:
Quali sono, in sintesi le prove che l’hanno portata a fare questa affermazione?

S.D:
Si potrebbe rovesciare il discorso: non esistono prove, ma nemmeno indizi che quello possa essere Dino Campana. Siamo certi che quella era la quinta ginnasio 1900-01 (non la quarta dell’anno prima perché alcuni di loro non c’erano, non la prima liceo dell’anno dopo perché la classe cambiò completamente). Sappiamo inoltre che i fotografati superstiti, messi di fronte alla foto (che probabilmente qualcuno di loro già possedeva), o non riconobbero quel giovane, o proposero per lui un altro nome. L’unico preteso indizio è una certa somiglianza con Dino, anzi con una foto di Dino: quella ancora più celebre, in cui appare con i baffoni. Ma anch’io somiglio al mio collega di matematica. Insomma, se quel giorno Filippo Tramonti si fosse tagliato i baffi, non sarebbe passato alla storia come l’ ”avatar” di Dino Campana.
Poi ci sono altri elementi, che da soli non sarebbero decisivi, ma costituirebbero delle stranezze se quello fosse Campana: quell’aspetto non certo da quindicenne e ancor meno da scapigliato, la presenza nella foto di quel Naldoni che gli mette la mano sulla spalla e che è più verosimile come amico di Tramonti, che di Campana.


P.P.:
Quale è stata la reazione degli studiosi?

S.D.:
Credo che non lo sappiano ancora: il volume viene spedito ora e non so quanti siano andati in questi giorni d’estate nel sito del Torricelli. Ne avevo accennato qualche tempo fa con Cacho Millet, che giustamente si espresse in maniera molto prudente, non conoscendo le prove.

P.P.:
Si è reso conto di distruggere un mito? La foto del Torricelli ormai fa parte della memoria visiva di Campana... e se si sbagliasse?

S.D.:
Guardi, avrei preferito fare la scoperta opposta, trovare una foto autentica ed inedita di Dino (sono convinto che ne esistano). Qualche giorno fa, mi è capitato sott’occhio il manifesto della mostra bolognese "I portici della poesia". Anche lì c’è la foto di Tramonti...
Certo, può darsi che sbagli, nel senso che è possibile che ci sia uno scambio di nomi all’interno di quella classe. Ma se qualcuno continua a dire che quello è Dino, deve poi spiegare troppe cose che a me sembrano inspiegabili.

P.P.:
Gli attuali studenti del Torricelli, al di là del "dovere scolastico", conoscono e apprezzano questo loro lontano "collega"?

S.D.:
C’è interesse soprattutto intorno al personaggio. Nel programma di quinta rimane un po’ schiacciato, nell’imminenza dell’esame. Ma è senz’altro un autore con quotazioni in crescita, che si sta affermando anche nel canone scolastico.

P.P.:
Quali altri segreti "campaniani" conservano ancora gli archivi del Torricelli? Ci prepara qualche altra sorpresa?

S.D.:
Il più credo di averlo portato allo scoperto. Oltre alla storia della foto, ho pubblicato e messo in rete un’altra ricerca, con varie altre notizie inedite. Ad esempio, su quel professore di italiano che gli diede quattro allo scritto, e che pubblicava poesie anche lui. Cose di una melensaggine quasi imbarazzante. O su quel suo compagno di scuola, finora non identificato, di cui fa menzione nei Canti Orfici, che è una persona di cui molti a Faenza ancora si ricordano.
Sto pensando di approfondire la ricerca contattando i discendenti dei compagni di scuola (quelli veri), ma finora i risultati sono stati deludenti.
Un altro aspetto che vorrei approfondire riguarda un giornale scolastico. Nel 1911 uscirono una dozzina di numeri di un periodico curato da studenti ed ex studenti del Torricelli. La grafica, i contenuti, certe caricature ricordano da vicino i numeri unici su cui un anno dopo a Bologna esordì Campana poeta. Il periodico pubblica varie poesie inviate da lettori, sempre sotto pseudonimo. C’è poi una rubrica di piccola posta che dà conto delle collaborazioni respinte. Nell’ultimo numero appare una risposta negativa ad un "Alfa" che viene invitato a studiarsi la metrica. Sospetto che questo Alfa fosse proprio Dino: pensi che subito sotto un’altra risposta è rivolta a O. Fabbri di Sarsina, che è certamente Olindo Fabbri, sodale di Campana in questo periodo.
Infine andrebbe fatta una ricerca presso un "Centro Studi a Archivio della Comunicazione" dell’Università di Parma che ha acquisito l’archivio del fotografo faentino Cattani. Questo Cattani è l’autore di una foto di Campana, pubblicata anche dalla Ceragioli, che ritrae il poeta durante un’escursione in montagna. Inoltre è il successore di quel fotografo Gorini che probabilmente fece le foto di classe nel 1901.
Purtroppo non sono nemmeno riuscito ad avere una risposta negativa: mi hanno chiuso il telefono in faccia dicendomi di mandare una e-mail, a cui poi non hanno risposto.
Fortunatamente, a fronte di questo comportamento scortese, ho trovato tante persone che hanno collaborato con piena disponibilità: oltre al prof. Docci, il personale della Biblioteca di Faenza che mi ha messo a disposizione l’archivio Corbara, il direttore della biblioteca di Palazzuolo, delle impiegate gentilissime all’anagrafe di Faenza, di Modigliana, di Marradi e non pochi altri.


Stefano Drei insegna italiano e latino al Liceo Torricelli, a Faenza.

Link alliceo Torricelli

Paolo Pianigiani, Firenze-Praga. Pittore, scrittore, redattore di "Transfinito".

Per gentile concessione del sito campanadino.it


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19.05.2017