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Il Generale Napoleone fu ospite per una notte

La casa di Alpignano e il giovane Stendhal

Gigliola Tallone

Anche il giovane Stendhal si era fermato presso i Jacquet. Giovanissimo, ma già colto e battezzato dalla spedizione militare, Marie Henri Beyle (vero nome di Stendhal) potrebbe essersi fermato nella nostra casa nei giorni precedenti alla battaglia di Marengo

(4.07.2006)

Nella campagna d’Italia del Buonaparte, la casa nella parte meno nobile era adibita a fureria, mentre nella casa vera e propria dell’avo Antoine Jaquet [1], sottoprefetto della Valle di Susa, erano alloggiati gli ufficiali.
Il Generale Napoleone fu ospite per una notte: di quel grande personaggio conservavamo gelosamente una custodia di cuoio foderata di velluto con la famosa “N” iscritta nella corona d’alloro dorato, contenente un bicchiere di cristallo.
Anche il giovane Stendhal si era fermato presso i Jacquet. Giovanissimo, ma già colto e battezzato dalla spedizione militare, Marie Henri Beyle (vero nome di Stendhal) potrebbe essersi fermato nella nostra casa nei giorni precedenti alla battaglia di Marengo, che inizia il 14 giugno del 1800, oppure nel 1801, periodo in cui, nominato sottotenente IV Dragoni, e inviato alla guarnigione, visita molti paesi in Piemonte [2].
Nato nel 1783, Marie Henri Beyle nel 1800 aveva 17 anni. Mia nonna Eleonora raccontava un episodio trasmessole dalla nonna Virginia Jaquet, figlia di Antoine e Paola Musso.
Chiedendo perdono mille volte al grande Beyle, proverò a scrivere con le mie parole l’aneddoto raccontatomi da mio padre.

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Eleonora Tango nel giardino di Alpignano, nell’anno delle sue nozze con Cesare Tallone
Per gentile concessione di Gigliola Tallone, Archivio Tallone, Milano
(diritti riservati)



...Seduta al tavolo di pietra e assorta nella lettura, Paola Jaquet Musso, alzando gli occhi, scorge oltre le foglie del pergolato il giovane ufficiale vicino al roseto.
Teneva stretta tra le mani una grande e bellissima rosa e vi sprofondava il viso.
Paola si rimette a leggere finché, non sentendo alcun passo sulla ghiaia, guarda ancora oltre il pergolato, per vedere con grande sorpresa il giovane ancora nella stessa posa, immobile come una statua. E così passano ancora parecchi minuti, finché inizia a preoccuparsi , arrivando a pensare che qualche sostanza degli effluvi del suo fiore lo avesse frastornato al punto di trasformarlo in basilisco.
Fa qualche colpetto di tosse, canticchia, finché con sollievo vede il giovane muoversi verso di lei. “... Vogliate scusarmi, non sapevo che voi..”
Per toglierlo dall’imbarazzo d’essere stato sorpreso, Paola gli risponde con ironia che per un momento aveva pensato che volesse mangiare la sua rosa e, ora che conosceva le sue preferenze, dopo la cena gli avrebbe fatto servire la sua marmellata di petali di rose. Invita a sedere il ragazzo e con gentilezza gli chiede cosa in realtà lo avesse attratto tanto. “... La bellezza che si coglie con gli occhi non è che superficiale, sono tutti i sensi insieme che ci fanno penetrare la conoscenza del bello. Toccando i petali carnosi e vellutati e immergendomi nella corolla profumata, a tal punto sono rimasto invaghito di tanta bellezza da dimenticare dove mi trovavo e persino l’ansia della guerra. Ho visto - non pensato - i miei cari e le dolcezze dell’infanzia. Sì, forse l’avrei anche mangiata se non mi aveste fermato. I sensi portano alla contemplazione estetica e l’estasi della bellezza produce immagini e le immagini i pensieri...”
Così ricordava queste parole di Beyle mia nonna, ricevute da sua nonna e trasmesse a mio padre Ermanno, riportate da me con umiltà e rispetto.
Quel roseto, il roseto di Stendhal, è arrivato fino alla mia gioventù. Rose grandi, carnose, dal profumo inebriante e il colore intenso che sfuma dal giallo oro al rosa pallido. A metà degli anni ’50 uno dei fratelli, Cesare Augusto Tallone (Cesarino), consigliò per ovviare all’umidità recata alla casa, di eliminare il “giardino segreto” a cui si accedeva con pochi scalini di pietra, alla moda settecentesca. Vennero divelti i magnifici glicini che circondavano tutto il perimetro del giardino, eliminate le deliziose aiuole e le piccole panchine di pietra e di sasso al naturale. Una volta spianato lo spazio, rimase solo la grande palma egizia.
Non volevamo rinunciare al roseto. Con abili potature, furono trapiantate le piantine in cassette, poi messe nel terreno rinnovato. Presto godemmo di un roseto magnifico, con rose identiche alle precedenti, parziale consolazione e omaggio alla memoria.
Tristi eventi e più tristi cause d’eredità e di furti, mi hanno costretto a cedere la mia parte. Ora la nostra casa che avrebbe avuto diritto a un futuro come museo nazionale, è fatiscente, il giardino abbandonato. L’amore per la memoria mi ha spinto a farmi voce della mia famiglia.



[1] vedi nota n.371, p.84, Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005: Antoine Jaquet (Susa1770 -Alpignano 16/4/1838) autore di un importante testo sulla condizione socio economica e demografica della Valle di Susa, stampata nell’anno X del calendario rivoluzionario (1802). “Mémoire sur la statistique de l’arrondisement de Suze, au Général Jourdan, Conseiller d’état, Administrateur Général de la 27° Division Militaire par le citoyen Jaquet, Sous-Préfet du même arrondissement, Turin, an X, de l’Imprimerie Nationale”.
Sulla lapide della tomba di famiglia ad Alpignano si accredita il suo contributo alla costituzione del Codice Napoleonico: (...) III A.C. Napoleone Imperatore ob eximiam juris scientiam parisios ad leges condendas arcessitus est.

[2] Stendhal, Correspondence générale Tomo I Stendhal, Honoré Champion, Paris 1899: “Beyle, nominato sottotenente IV Dragoni, dal 21/1/1801 a fine maggio, inviato alla guarnigione visita molti paesi lombardi e piemontesi.” (nota 372, p.84 del libro di Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005; anche Cesare Augusto Tallone nelle sue memorie “Fede e Lavoro, memorie di un accordatore”, 1971, Milano, presso l’autore, riporta che Stendhal fu ospite ad Alpignano.


Gigliola Tallone, vive a Milano e a Marbella (Spagna) ed è curatrice dell’archivio Tallone, autrice del catalogo ragionato di Guido Tallone, Skira’, 1998 e della monografia su Cesare Tallone, Electa 2005.


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26.04.2017