Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Enrico Pietrangeli. Poesie

Enrico Pietrangeli

"Pietrangeli si cala in un punto cruciale dell’attuale "offesa" letteraria all’uomo, lì dove sono stati consumati i misfatti poetico esistenziali dei nostri anni, ed anche prima e oltre."

(2.07.2006)

In memoria dell’undici settembre


Stamani, per un’antica consuetudine,

oltre la coltre di nubi pigramente cullata

da un asfissiante scirocco, irrequieto

mi commuovo ed interrogo l’anima

per dissolvermi in un uniforme grigio

che tutt’intorno mi circonda il guardo

di trascorse stagioni, sospesi eventi

per speranze bruciate e un odore

si disperde, lento ed assiduo,

in un’aria divenuta acre e rafferma:

sono innocenti carni sacrificate

che alimentano squali e vampiri,

macabri resti fanno contorno

al nauseante orrore del martirio.

Sembra che sia concime della vita

ma restano solo terre del non amore.



Alchimia


Si cela oltre il confine

segnato sui nostri corpi,

nutre una speranza sincera

e dimora nella terra,

nell’armonia accordata

ai primari elementi.

Viaggia, l’ermetica formula,

di sconsiderata innocenza,

attraversa consueti sogni

per abbandonarsi al vento:

improbabile eterea essenza

che nel lambire il limite

brucia di rinnovata esistenza

e si disperde, dolcemente,

nel soffice congiungersi

alle perdute origini,

per liquefatta sorgente

dove scorre la vita.



Non è l’amore...


Non è l’amore che non trovo,

è un sentire morto, annichilito,

pavido desiderio appassito.

Non è l’amore che non trovo,

è la paura dei sentimenti

tra impalpabili, ordinari orrori

Non è l’amore che non trovo,

è una nauseante umanità

per cui vomito inchiostro

Non è l’amore che non trovo,

è l’arido fondo di una coppa

dove non scorre più il suo vino



A Trieste


A Trieste, dannata frontiera,

galleggiano fluttuanti nel porto

profilattici con sembianze di meduse:

decadente magia colora la sera

e il mio cuore prende forma

di valigia in vinilpelle

(modello anni cinquanta)

occasionale avventore slavo

me ne porge il manico scucito.



A Mosaic


Stringhe alfanumeriche

attraversano lo schermo

in un trascorso secolo

di avari elettrici impulsi

per una nuova comunicazione.

E poi venne la grafica,

accattivante ed onnivora,

che rapida, ogni cosa divora.

Mosaic, suo primogenito,

nel pieno di beltà

giace archiviato,

ricordo sopra un tempo

non ancora compiuto.


(2002)



Il pazzo


È un lago fondo e chiaro

d’impeccabile innocenza,

nobile e azzurra vi scorre

pupilla senza più ragione

diritta scorge e solca

remoti labirinti d’animo

e ignudi vermi che siamo

ci voltiamo ignorandolo.

(Da "Di amore, di morte", 2000)



2° Stazione della via Crucis: Gesù viene caricato della croce


Giunge e ovunque un giorno,

vulnerabile e quasi improvviso,

in cui la vita si sovrappone

del silente peso di una croce;

e c’è ancora chi si maledice

e chi invoca un’alba di resurrezione.

(2000)


Sesso e liberazione


Necessito, privo di grazia alcuna,

di vorace ed inconsueto sesso

dove l’istinto genera desiderio

e i tuoi caprini, stagionati odori

saranno come un vomere

che mi rivolterà la terra

dagli abissi dell’inconscio.

Amerò i tuoi volgari,

improvvisi, arroganti sguardi,

gli esuberanti trasudati seni

sulla tua voce, ibrida e roca,

e godrò per fulminante,

lontano e sconosciuto,

universo del piacere.

Sarà un breve ed esaltante

viaggio organizzato

nel varietà delle stelle.


(1998)



A M.P. II°


Vorrei dipingerti su questa tela

che normalmente direi ingiallita,

corrosa di vinta coesistenza

ed inalterata e bianca

ne conservo la superficie

come pure il pennello,

pregno dei tuoi occhi di neve

scorre, con te, l’illusione

per poi chiamarla speranza:

quest’ubriaca abitudinaria

che dimora in fragili ossa

(Da "Di amore, di morte", 2000)



JPEG - 145.9 Kb
Hiko Yoshitaka, "La bataille de Jacques Lacan", 2006, gesso


Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie "Di amore, di morte", pubblicata in versione cartacea(Teseo editore 2000) ed in elettronica (Kult Virtual Press 2002), collabora con riviste e siti internet
pubblicando articoli e racconti brevi. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all’opera di alcuni
autori poco conosciuti. Redattore di Tam Tam, gestisce il sito "Poesia, scrittura e immagine" [www.diamoredimorte.too.it] e, recentemente, ha pubblicato il suo primo romanzo "In un tempo andato con biglietto di ritorno" (Proposte editoriali 2005)


Nota critica di Gino Scartaghiande (Quarta di copertina del libro "Di amore, di morte")

Abbiamo tra le mani un piccolo "libro aureo" di rara autenticità. La parola vi sorge e vi si concretizza, come ferma vitalba di idee, in una esemplare zona di contemplazione, dove cuore e ragione vanno insieme, anima e corpo tengono strenuamente ogni loro dato
esistenziale, a fronte di qual si voglia alienante reificazione dei linguaggi e delle mitopoiesi letterarie.
Un libro che paga altissimo in termini di impegno personale, che sa ancora far risuonare una voce profetica nel tempio infestato dai mercanti. Pietrangeli si cala in un punto cruciale dell’attuale "offesa" letteraria all’uomo, lì dove sono stati consumati i misfatti poetico esistenziali dei nostri anni, ed anche prima e oltre. Si fa goccia di sangue viva; persona, che proprio nell’attraversamento della sua parte di inferno contemporaneo, ma con un occhio di pietà e di silenzio quasi sbarbariano, non perde di vista quella terra d’innocenza ultima, di quella" terra promessa", già
rivelataci da Ungaretti, che è conquista di assiduo lavoro e di libertà. È un libro questo, che ha centrato il tema, che "venera" "Gli dèi immortali anzitutto", o "quindi gli eroi gloriosi", come limpidamente Sbarbaro traduce da Pitagora. E ancora vi si avverte la presenza di un Penna più intimamente ontologico e fondativo di un pensiero, e meno idillicamente novecentesco o addirittura manierista, da cui Pietrangeli sa trarre un lessico di alto decoro ed originalità.

Sito dell’autore


Gli altri articoli della rubrica Poesia :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ... | 16 |

30.07.2017