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Un Paladino per Leonardo: arte contemporanea a Vinci

Paolo Pianigiani

Dove si parla di Vinci e della sua nuova piazza, ma anche di architettura e arredo urbano, del passato e del presente, degli spigoli e dei denti, e si danno pareri e si riportano commenti.
Si chiude con l’intervista al Sindaco, quello chiamato a rispondere dei fatti in esame, quello di Vinci.

(20.06.2006)

A proposito della recente inaugurazione della “Piazza di Paladino”, molti sono i commenti che sono stati fatti, da più parti d’Italia, in favore o contro l’intervento dell’artista di Paduli, che ha ridisegnato la piazzetta antistante la Palazzina Uzielli, a Vinci.

Prendiamone uno a caso, comparso su uno dei tanti siti web nazionali che offrono spazio ai commenti dei visitatori:

“... mai visto niente di più orribile, e meno in carattere con l’ambiente circostante / Al pensiero che sono stati spesi circa quattro miliardi e mezzo di vecchie lire ( così mi hanno detto i residenti) dei contribuenti, c’è veramente da piangere / A nulla sono valse le proteste dei residenti e un articolo di Sgarbi per impedire questo scempio. Congratulazioni a chi si è riempito le tasche...”

Ed è, questo, mi si creda, uno dei meno negativi...
Il fatto che non sia piaciuto a Sgarbi è comunque un buon segno, sono note le incapacità di comprendonio, almeno sull’arte contemporanea, di questo personaggio pubblico e televisivo, che cominciò la sua carriera come critico d’arte (anche piuttosto bravino), per diventare poi un’altra cosa. Per fortuna, da più parti, a bilanciare, si sono avuti pareri positivi, che hanno riconosciuto la validità dell’intervento che ha visto una vecchia piazza dedicata a un parcheggio, rinascere (il termine non è dato a caso) a nuova vita, nella scultura a cielo aperto dell’artista di Paduli (Benevento), protagonista e primattore della Transavanguardia, inventata e definita a suo tempo da Achille Bonito Oliva.

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Foto di Alena Fialova

Certo, tutte le volte che il contemporaneo penetra, si insinua, contamina, il passato, si strilla al misfatto, ai soldi pubblici mal spesi se non proprio rubati, al delitto di lesa maestà, dove per tale deve intendersi il pubblico decoro dell’arredo urbano. E spesso a ragione.
Il problema è quello d’intendersi, al solito. Si deve conservare ad libitum l’esistente, l’acquisito, quello che sopravvive ai secoli, o la città, che è un animale vivo, deve potersi cambiare ogni tanto i vestiti, e sceglierseli fra gli ultimi ninnoli nelle boutiques nei viali buoni, anziché nei mercatini dell’antiquariato?
Guardiamo ogni giorno, da noi in Empoli, la piazza della Vittoria. Per pareggiare i conti con gli spigoli, sarebbe conseguenza irriverente chiamarla “La Piazza dei Denti”, sempre a limitarci ad una visione di primo impatto: qualcuno di loro comincia anche a cadere, sia per la carie che per urto d’auto.

Se devo scegliere, dico subito che preferisco gli spigoli. La piazzetta di Vinci è un racconto, un’opera d’arte che vive di creatività e di simboli, di miti narrati e di spazio. La piazza della Vittoria non è un racconto, è un insieme di strutture architettoniche, che violentano lo spazio. Là c’è anche poesia, insieme alla pietra grigia (che non è pietra serena, ma cardoso, resistente ai secoli), qui da noi no, c’è arredo urbano post moderno e tanto, troppo cemento.

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Piazza "dei denti", al secolo "Piazza della Vittoria"

Ma ce la teniamo, la piazza dei denti, insieme alla intonsa, o quasi, piazza dei leoni, in centro, e cominciamo anche a farci l’occhio e a volergli quasi bene, per abitudine se non per convinzione, purché si lascino stare, e per sempre, i progetti al momento accantonati nel profondo dei cassetti comunali, per via Roma e piazza Don Minzoni.

Quando si vanno a toccare gli spazi pubblici che hanno una storia, che fanno parte del vissuto della gente, bisogna affidarsi a due categorie di interventi possibili: o a un artista o a un architetto. E qui ci vuole che siano scelti bravi, fra i migliori sulla piazza. E la responsabilità è di chi sceglie, dei pubblici amministratori. Responsabilità grave, perché la scelta pesa e peserà sui cittadini negli anni a venire. Si dovrebbe mettere il nome e il cognome, accanto a quello delle piazze principali, sia degli architetti progettisti che di coloro che li hanno scelti. A guardare vicino, ad esempio, metterei un bel cartello con i nomi e i cognomi di quelli che hanno dato i permessi per erigere la casa del popolo a Pontorme, qui nei pressi di Empoli. Stridìo infame di cemento e cristallo di fronte a una piazzetta medievale stupenda.

Ma guardiamo, sempre per esempio e per inciso, un po’ più lontano: e qui tremo davvero, al pensiero che in questi giorni, dalla vicina Firenze, ci giunge notizia che lo stadio di Nervi, che è monumento nazionale e capolavoro assoluto del grande architetto, a breve sarà dotato di gonnellino di copertura, per adeguarlo alle norme Uefa. Una scelta dell’ufficio tecnico di quel comune, pieno immagino di bravi tecnici. Ma qui si parla di Architettura, di storia dell’architettura. Speriamo che qualcuno li fermi.
Vediamo, in chiusura di discorso, cosa ci ha detto il primo cittadino di Vinci, che abbiamo incontrato nei giorni immediatamente antistanti l’inaugurazione, nel mentre si occupava degli ultimi preparativi.

Dario Parrini è un collega, in passato ha lavorato come giornalista. Andiamo con lui, quindi, subito al centro della questione:

Transfinito: Che dice, qui a Vinci, la gente di questa piazza?

Dario Parrini: Dice bene e dice male, come sempre quando si fanno cose importanti: aspettiamo un po’ di tempo per valutare. Ci saranno incontri con la popolazione, per spiegare e confrontarci sulle scelte che sono state fatte.

T.: Come è nata l’idea di far fare a un artista un intervento su una piazza?

D.P.: Si è trattato del punto d’arrivo di un programma pluriennale, che prevedeva la realizzazione alcuni interventi importanti per Vinci, come l’allargamento del Museo, il Cavallo di Leonardo, il restauro della casa natale. Ci è sembrato opportuno chiamare un artista, un grande artista, a fare questo lavoro, per trasformare una piazzetta anonima, che prima era un parcheggio, in uno spazio in sintonia con il pensiero di Leonardo e con la sua arte.

T.: Come l’ha vissuta, da primo cittadino, questa realizzazione?

D.P.: Quando è partita non ero sindaco, ma ero in Giunta; ho dato la mia collaborazione al progetto fino dal suo nascere. Da sindaco l’ho vissuta con la massima passione possibile, si tratta di un’opera d’arte, non di semplice arredo urbano. Questo vorrei che lei scrivesse.

T.: ...lo scriveremo, stia tranquillo. E con Paladino, come sono andate le cose?

D.P.: Direi molto bene, è venuto spesso a Vinci, ha seguito da vicino i lavori, che hanno visto l’apporto dell’architetto Fiorillo e del nostro Ufficio Lavori Pubblici, di cui il responsabile è l’ ing. Andrea Pestelli.

T.: L’Uomo Vitruviano di Ceroli (che ha bisogno di un bel restauro!), il cavallo di Leonardo, ora la piazza di Paladino... Vinci sta diventando un museo a cielo aperto?

D.P.: Ha ragione, Paladino è un grande artista! La sua piazza, insieme alle altre opere d’arte che arricchiscono Vinci, contribuirà a diffondere nel mondo il nome di Vinci e a far parlare di Leonardo, che è stato il figlio più illustre.

T.: Domanda di rito... e i soldi?

D.P.: La cifra esatta sarà resa pubblica a cose finite, comunque è coperta, per la gran parte da fondi europei. Soldi comunque spesi bene, c’è da stare tranquilli...

Finisce l’intervista con la promessa di risentirci, più in qua, quando le inaugurazioni e le celebrazioni saranno archiviate. Per i soldi il Sindaco Parrini ha ragione: un’opera di Paladino, di medie dimensioni, vale centinaia di migliaia di euro, sul mercato dell’arte, figuriamoci una scultura grande 310 metri quadri!

Paolo Pianigiani, Firenze, scrittore, artista, redattore di "Transfinito".

PIAZZA CONTI GUIDI DI VINCI :

Scheda dei lavori per la piazza di Paladino, a Vinci
Fonte Ufficio Tecnico Comune di Vinci

Opera ideata dall’artista Mimmo Paladino in collaborazione con l’Arch. Nicola Fiorillo per la riconfigurazione artistica della piazza dei Conti Guidi; opera vincitrice del concorso di idee indetto dal Comune di Vinci.

Commissione scientifica per il concorso di idee:
Mario Cristiani, Giacinto Dipietrantonio, Romano Nanni

Tecnici ed imprese che hanno progettato ed eseguito le varie parti dell’opera:

Lavori di realizzazione Sottoservizi e Sottostrutture della piazza:
Progetto e direzione lavori: Ing. Andrea Pestelli (Ufficio Lavori Pubblici Comune di Vinci)
Lavori: Bitumstrade, Campi Bisenzio

Progetto architettonico e direzione dei lavori della piazza: Nicola Fiorillo
Lavorazione ed installazione del cardoso: Sollazzini srl, Firenze
Mosaici: Buendia Mosaici di Costantino A. Buccolieri, Roma

Progetto di illuminazione: Cannata & Partners - Lighting Design srl., Benevento
Progetto impianto elettrico: Ing. Roberto Masini, Empoli
Messa in opera impianto di illuminazione: Elettrica 2000 snc., Prato

Caratteristiche della piazza

-  Superficie della zona artistica mq. 310

-  Pavimentazione realizzata con lastre di pietra di Cardoso di cm. 3 incise;

-  Disegni e mosaici realizzati con tessere d’argento inserite nelle incisioni delle lastre di pietra;

-  Illuminazione con fibre ottiche inserite in apposite canalette che hanno pure la funzione di drenare le acque meteoriche.

-  Fontana: nella zona est della piazza si trova una fontana di forma pentagono irregolare realizzata in pietra di Cardoso, contenente un “velo d’acqua” di cm. 1.5 di spessore, che deve dare l’idea dell’acqua stagnante; al centro della fontana è posizionata una stella tridimensionale a dodici punte in fusione di alluminio che appoggia con tre punte sul velo d’acqua.


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19.05.2017