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L’onda e la tessitura

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La dimensione della pittura. Intervista a Carlo Tosin

Christiane Apprieux

Carlo Tosin inizia la sua ricerca pittorica nel 1984, ispirandosi ai movimenti degli anni Sessanta (spazialismo, minimal art e arte povera). Oggi si muove sul versante dell’astrazione, con dei lavori di stampo costruttivista e di forte impatto cromatico; nelle sue opere cerca combinazioni sempre nuove di materia e colore, adattando forme e volumi al contesto in cui opera.

(14.03.2006)

Come interviene il Veneto nel suo itinerario artistico?

"Il Veneto, affermava lo scrittore Goffredo Parise, è forte, barbaro, e dunque produttivo e dunque industriale. La sua arte, se nasce dalla cultura, affonda tuttavia anch’essa dentro la terra, nelle sue radici, nei suoi minerali, nel suo fondo di fuoco".
In questa frase penso ci siano i presupposti per parlare della mia ricerca e della sua appartenenza a questa terra che mi porta al recupero di una integrità di valori all’interno dell’opera, contrariamente a molta arte attuale che fa della provocazione e della spettacolarizzazione la sua arma migliore.

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"Contaminazioni n° 2", 2005, tecnica mista su tavola, cm 100x70

Il Veneto come luogo impossibile del mito dell’origine non offre appigli all’appartenenza?

Il mio lavoro diventa quello della riflessione nei confronti di tutta la storia dell’arte, del già prodotto, in una indagine volta continuamente a sperimentare i fenomeni percettivi e interpretativi della ricerca in una forma inedita, e nella salvaguardia dei valori "atemporali" slegati da qualsiasi appartenenza a un movimento che caratterizzano il mio percorso.

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"Contaminazioni n° 3", 2005, tecnica mista su tavola, cm 100x70

Allora, la pittura è un modo di scrivere l’esperienza autentica?

Penso che la pittura sia il mezzo più tradizionale ma anche il più difficile per poter esprimere qualcosa di veramente innovativo. Da questa considerazione si instaura il punto di partenza di questa personale ricerca che fa della progettualità l’elemento fondante per arrivare a creare dei procedimenti non convenzionali all’interno dell’opera, dialogando con materiali diversi in lavori tridimensionali e plurisensoriali.

Qual è la via che oggi le indica la pittura?

Dopo la caduta delle grandi ideologie, la pittura può rivendicare una propia identità avendo delle caratteristiche specifiche di sperimentazione e di indagine del materiale stesso della pittura, individuando uno spazio che si fa architettura diventando tridimensionale e cercando quello che sembra mancare o si è perso nell’esperienza culturale del momento, evitando i reality show, i brandelli di vita in diretta e la cronaca dell’evidenza.

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"Contaminazioni n° 4", 2005, tecnica mista su tavola, cm 100x70

Perché l’identità?

La questione dell’identità è uno dei grandi temi che la società e l’arte dovranno affrontare nel prossimo futuro, poiché esse non potranno subire la realtà ma dovranno aprirla come un atto introspettivo di conoscenza, cercando di proteggere una posizione per indicare un modo di essere...


Carlo Tosin. Thiene, 1965. Vive e lavora a Bassano del Grappa (VI).Il suo modo d’intendere il fare artistico implica la necessità di indagare le molteplici possibilità offerte dalla materia. La sua ricerca lo ha portato a passare dalla bidimensionalità della tela alla costruzione di immagini spaziali, scultoree come i Totem e le Contaminazioni.
Sito dell’artista.

Christiane Apprieux, codirettore di "Transfinito".


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19.05.2017