Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

La modernità della poesia di Dino Campana

Dino Campana: «una poesia europea musicale colorita»

Costanza Geddes da Filicaia

L’intervento di Elena Di Giovanni è stato inoltre arricchito dalla presentazione della prima traduzione europea dei Canti Orfici: si tratta di un’edizione in lingua ceca, del poeta e traduttore Jan Vladislav, publicata a Praga nel 1968, di cui la studiosa è venuta a conoscenza grazie alla segnalazione di Paolo Pianigiani.

(9.07.2005)

Nelle giornate del 12 e 13 maggio 2005 si è svolto a Macerata, presso il Dipartimento di ricerca linguistica, letteraria e filologica (DIPRI) della Facoltà di Lettere e Filosofia, il convegno dal titolo Dino Campana: «una poesia europea musicale colorita». Tale occasione di studio si è collocata a poco più di due anni di distanza da un precedente convegno campaniano, anch’esso ospitato dal DIPRI e svoltosi nell’ottobre del 2002. In quel caso, il titolo scelto dagli organizzatori fu «O poesia tu più non tornerai». Campana moderno, al fine di sottolineare i rapporti dell’autore con la modernità, ma anche nell’intenzione di approfondire la tematica del «silenzio» poetico campaniano e della sua produzione «minore».

In questa circostanza, citando una frase dello stesso Campana¹, si è invece voluto proporre ai diciotto conferenzieri di analizzare la dimensione europea del poeta, nonché gli elementi di musicalità e di cromatismo della sua opera.

Ad inaugurare il convegno è stato Giorgio Bàrberi Squarotti, illustre studioso dell’Università di Torino, tra i primi intellettuali a scandagliare l’esperienza poetica campaniana, pur in un’ottica costruttivamente critica, il quale ha condotto un analitico raffronto tra le figure di Gabriele d’Annunzio e Dino Campana con la relazione dal titolo Le due Chimere: d’Annunzio e Campana. È poi intervenuta Fiorenza Ceragioli, curatrice della prestigiosa edizione critica dei Canti Orfici datata 1984, che ha approfonditamente indagato vari aspetti del rapporto fra il poeta e la cultura europea.

Sulla dimensione europea di Campana, ma anche sui suoi legami con le avanguardie fiorentine e con d’Annunzio, in particolare nell’ottica di un’indagine su Il più lungo giorno, si è soffermato Stefano Giovannuzzi dell’Università di Torino, curatore della recente edizione del «manoscritto ritrovato». La tematica delle relazioni tra il poeta e la cultura europea è dunque apparsa di importanza fondamentale per la definizione di un profilo a tutto tondo del marradese: non è pertanto un caso che proprio la questione sia stata nuovamente affrontata nell’intervento di chiusura delle due giornate di studio, quello di Marcello Verdenelli, organizzatore tanto di questo convegno quanto di quello dell’ottobre 2002. Da parte di Verdenelli vi è stata l’affermazione forte e dettagliatamente motivata della modernità della poesia campaniana proprio in un’ottica largamente europea.

Sul tema del cromatismo si sono soffermati Nicolò Mineo dell’Università di Catania (I colori e la luce nei Canti), Mario Tropea dell’Università di Catania (Colore della notte e del viaggio) e Costanza Geddes da Filicaia dell’Università di Macerata (I Canti Orfici: colori e suoni del mondo naturale). Nel pomeriggio della prima giornata si sono poi concentrate le relazioni sulla lingua e il ritmo della poesia campaniana: Diego Poli dell’Università di Macerata ha indagato la valenza del termine «barbaro» nella poesia-e nella poetica-di Campana, Salvatore C. Sgroi dell’Università di Catania ha condotto uno studio a tutto tondo sulla lingua di Campana, Gianluca Frenguelli dell’Università di Macerata si è soffermato invece, più specificamente, sul lessico e la semantica dei Canti Orfici, Marcello La Matina dell’Università di Macerata ha presentato un intervento dal titolo Musicalità della prosodia nei Canti Orfici, Simona Giri dell’Università di Macerata ha studiato, sempre negli Orfici, lo stilema della ripetizione.

La giornata di venerdì 13 maggio è stata invece quasi interamente dedicata all’analisi dei rapporti tra Campana e la cultura europea. Ha inaugurato la sessione mattutina Antonella Gargano dell’Università di Macerata che ha scandagliato le relazioni tra Campana e l’espressionismo tedesco; Tiziana Catenazzo dell’Università di Torino ha evidenziato le somiglianze nei percorsi artistico-biografici di Dino Campana e Georg Trakl; Sonia Saporiti dell’Università di Macerata si è concentrata sul tema dell’orfismo campaniano e del dibattito sul mito nella Germania del primo Novecento; Stefano De Rosa della Fondazione «Primo Conti» di Fiesole ha presentato e commentato varie raffigurazioni pittoriche di Campana; Daniela Fabiani dell’Università di Macerata ha analizzato i rapporti tra la poetica campaniana e la cultura francese primo novecentesca; Elena Di Giovanni dell’Università di Bologna/Macerata ha presentato e diffusamente commentato una serie di traduzioni in inglese dei Canti Orfici, focalizzando le numerose problematiche emergenti.

L’intervento di Elena Di Giovanni è stato inoltre arricchito dalla presentazione della prima traduzione europea dei Canti Orfici: si tratta di un’edizione in lingua ceca, del poeta e traduttore Jan Vladislav, publicata a Praga nel 1968, di cui la studiosa è venuta a conoscenza grazie alla segnalazione di Paolo Pianigiani.
I presenti hanno potuto vedere in anteprima assoluta per l’Italia la riproduzione della copertina del libro, edito dalla casa editrice praghese Mlada Fronta, e della pagina con la traduzione della poesia “La Chimera”.

Le conclusioni del convegno sono state tratte da Piero Floriani dell’Università di Pisa il quale ha sottolineato in maniera acuta e puntuale come le relazioni presentate avessero saputo mettere a fuoco le questioni di maggior interesse nell’analisi della poetica campaniana, sia evidenziando gli aspetti assolutamente innovativi dell’opera del marradese sia non tacendone alcuni limiti di carattere contenutistico e strutturale.

(1)L’espressione «una poesia europea musicale colorita» è estrapolata da una frase di Campana riportata da Carlo Pariani, il medico che ebbe l’opportunità di intervistare il poeta durante gli anni di internamento nel manicomio di Castelpulci, nel volume Vita non romanzata di Dino Campana.

Costanza Geddes da Filicaia. Macerata.


Gli altri articoli della rubrica Poesia :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ... | 16 |

30.07.2017