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L’invenzione fotografica

L’immagine in fuga di Antonio Sferlazzo

Paolo Pianigiani

Nessuno ha mai letto così il paesaggio toscano,
dai tempi che Leonardo sfumava ambiguo i confini,
e gli alberi avevano respiro denso di poesia,
e si snodava sinuoso il fiume,
per perdersi lento nel mare infinito.

(15.06.2005)

Non ha densità l’immagine,

si spande a cercare velocità,

oltre qualunque confine.

Resta immobile un punto,

dove si ritrova la certezza

della visione.

Il resto è contorno che si spande,

si diluisce nella velocità continua

del tempo.

I verdi si animano di vibrazioni liquide,

raccontano di come la luce li percorre

e li porta lontano.

La fotografia diventa l’occhio dell’anima,

in equilibrio instabile

fra il divenire e l’essere.

Nessuno ha mai letto così il paesaggio toscano,

dai tempi che Leonardo sfumava ambiguo i confini,

e gli alberi avevano respiro denso di poesia,

e si snodava sinuoso il fiume,

per perdersi lento nel mare infinito.

Paolo Pianigiani, pittore, scrittore, redattore di "Transfinito".

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Antonio Sferlazzo, "Maremma. Girasoli all’alba", 1989

Nota su Antonio Sferlazzo

(italiano, english, français)

Quaranta anni passati, è nato e "spiritualmente" cresciuto in Maremma, seppur fiorentino involontario. Fotografo, giornalista, ha collaborato con i principali periodici illustrati italiani realizzando reportage di varia natura. Da qualche anno pendolare tra la Toscana e New York, dove ha a lungo soggiornato, si è dedicato a rinnovare il proprio linguaggio fotografico, avvicinandolo sempre di più a quello pittorico, con tecniche di ripresa in movimento, in sequenza, sfuocate. Ha presentato le sue foto con successo in varie mostre in Italia e a New York. La prestigiosa rivista di fotografia americana Aperture, lo ha incluso di recente in una monografia sui più significativi fotografi italiani, catalogo di una mostra itinerante che ha preso il via dalla Fondazione Guggenheim di Venezia nell’agosto del ’93.

In his early forties, was born and "spiritually" raised in Maremma, although involuntarily Fiorentine. Free-lance photo-journalist, he had collaborated with the principal Italian illustrated magazines, covering various types of reportage. For several years, commuting between Tuscany and New York, he focused on the more personal aspects of his work, renovating his own photographic language, making it more pictoral with techniques of Ollt of focus, in-movement and sequential shooting. He has presented his work successfully in shows in Italy and New York City. "Aperture", the prestigious American maga¬zine of photography, included him in a show and an issue on the most significant Italian photographers. The show started at the Guggenheim Foundation in Venice, august 1993.

Environ quarante ans, est né et a "spirituellement" grandi en Maremma, quoique Florentin involontaire. Photographe, journaliste, il a collaboré aux principaux magazines illustrés italiens, réalisé différents types de reportages. Depuis quelques années entre la Toscane et New York où il a longuement séjourné, il s’est appliqué à renouveler son langage photographique, le rapprochant de plus en plus de la peinture impressionniste. Sa technique se base sur des reprises en mouvement, floues, séquentielles. Il a présenté son travail avec succès dans diverses expositions en Italie et à New York. La prestigieuse revue américaine de photos Aperture l’a récemment inclus dans une monographie sur les photographes italiens les plus significatifs, catalogue de l’exposition itinérante qui a déburé à la Fondation Guggenheim de Venise en aout 1993.

« La Via di Mezzo » di Antonio Sferlazzo, Morgana Edizioni Firenze, 1994.

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Antonio Sferlazzo, "Cipressi. Fuga", 1989

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19.05.2017