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Una prova generale di asservimento?

La mucca pazza è una bufala!

Giancarlo Calciolari

E l’ideologia che cerca di ridurre o di togliere la macelleria, come se fosse una pratica sacrificale e non una pratica civile nell’alimentazione, realizza la macelleria e la cucina degli umani su scala mondiale. Anche Hitler era vegetariano.

(1.04.2002)

Non temo l’impurità delle vivande, ma l’impurità del desiderio.

Sant’Agostino, Confessioni

Apparentemente è facile dire "mucca pazza". La parola d’ordine lanciata dalla casta dei media crea l’ordine della parola, la parola pura e dura e uguale per tutti, senza metafora, senza poesia. Apparentemente ognuno capisce cosa vuol dire "mucca pazza". E se si trattasse di un’altra cosa? Potrebbero pochi umani intendere che cosa accade sul pianeta, mentre la moltitudine, comprese le alte gerarchie del sapere, trovarsi nello smarrimento? Accade.

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Hiko Yoshitaka, "Sogno sul Bosforo", 1998, olio su tela, cm 35x45

Il matematico Gottlob Frege se n’era già accorto che questo (che l’intendimento riguardi ciascuno e non tutti) può accadere, malgrado le cattedrali del sapere, le accademie del senso e le università della verità. Il cibo impazzito è l’altra faccia del cibo sano e naturale del conformismo alimentare, che è la forma perfetta del teologismo zoologico, del bla-bla in materia di cibo.

L’altra faccia del nutrimento perfetto è l’assenza di cibo intellettuale. E l’occhio del nutrimento perfetto ingrassa la malattia. Solo rari scienziati, come Peter Duesberg, David Rasnick, Sam Mhlongo e Klaus Köhnlein, testimoniano, quasi senza eco nei media internazionali, del deragliamento del pianeta in materia di salute, in particolare rispetto al cancro, all’aids e alla cosiddetta "mucca pazza". A loro è applicato il teorema dell’istupidimento obbligatorio che segue alla domanda: perché solo loro hanno capito e tutti gli altri no? Nel regno dell’uguaglianza tutti sono stupidi. La domanda è posta da chi cerca il monopolio sulla ragione. E implica la caccia al cervello. La questione non interessa il ricercatore che s’imbatte, come accade a Düsberg, nell’inesistenza dell’ipotesi virale nel caso del cancro e anche in quello dell’aids.

Parodiando il luogo comune, ci si potrebbe chiedere come mai in così pochi non abbiano capito cosa vuol dire "mucca pazza" oppure "aids". Sono, forse, i rarissimi che s’interrogano sullo statuto di ciascuna parola. La prima ricerca, in ciascun settore, è linguistica e procede analizzando il senso, il sapere e la verità ritenute comuni; quindi trovando nell’etimo l’introduzione alla scienza della parola.

Il cibo impazzito, il cibo frankenstein è il contraccolpo del cibo sostanziale e mentale, ossia del cibo psicofarmacolgico spacciato dagli umani come rimedio a tutte le cose, anche a Dio. Infatti la certezza assoluta che il morbo detto della mucca pazza non sia trasmissibile dagli animali all’uomo è la richiesta degli uomini alla bestia di quell’assoluto che non trovano più in Dio. Il cibo pagano troverà il cammino farcito di mucche folli. Il panico, lo spavento, il terrore e l’orrore alimentari sono la scia che lascia il cibo sostanziale e mentale, il cibo delle logie. Il cibo senza eucarestia, senza transustanziazione.

L’alimentazione non sottostà alla legge - del capitalismo come del socialismo. L’impero sulla vita - dall’alto come dal basso, dai pochi come dai tanti, da destra come da sinistra, dalla globalizzazione come dall’antiglobalizzazione - si compie divorando la morte, sino a che la morte divora la vita.

I contraccolpi sono l’unico effetto del cibo sostanziale e mentale. Infatti, mentalizzato il disturbo è subito trovato il cibo rimedio per guarire. L’effetto? L’effetto è quello che a torto è chiamato secondario. Perché c’è l’effetto secondario? Perché altrimenti si realizzerebbe l’assurdo: Adamo mangerebbe il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male e invece della cacciata otterrebbe di divenire simile a Dio.

Lo psicofarmaco - il frutto dell’albero che non c’è - non ha altra pretesa che la salute perfetta, la salute di Dio. Il contraccolpo è l’animalizzazione di Adamo. Per diventare come Dio assomiglia al serpente. Il cibo del paradiso è altra cosa dal frutto dell’albero del bene e del male. Per l’ignoranza del parricidio e della sessualità, Adamo è immune dalla congiura di Caino. E nutrendosi di quel cibo che solo è il suo, Caino non cede alla tentazione del fratricidio. L’encefalite spongiforme e la malattia della mucca pazza sono due questioni distinte. L’encefalite spongiforme non è dovuta all’uso di farine animali.

E la sua trasmissione da animale ad animale si è ottenuta per inoculazione diretta nel cervello. Quanto alla trasmissibilità dall’animale all’uomo è un’ipotesi non confermata. Da dove viene questa ipotesi? E’ il contraccolpo del puritanesimo europeo (che è anche un modo di non lettura della Bibbia), con i vari distinguo da quello latino a quello germanico, da quello slavo a quello anglicano.

È lo stesso puritanesimo che nella forma del nazionalsocialismo ha perseguito la purezza della razza, e non solo, sino all’eliminazione industriale di ogni altro uomo. Paradossalmente, sino all’eliminazione della tecnica impiegata per tornare allo stato puro di natura. La malattia della mucca pazza, come ha riscontrato il ricercatore Klaus Köhnlein, era dovuta all’utilizzo di un prodotto a base di fosfati per prevenire la comparsa di un parassita della mucca, tramite un’iniezione sottocutanea nel collo. Tolto quel prodotto la malattia si è fermata. I rarissimi casi positivi sono testogeni, ovvero causati dal test stesso, che qualche colpo lo sbaglia.

Perché il pianeta tace? Perché ognuno rispetta le parole d’ordine dell’apparato mediatico, che come ogni altro centro direttivo del pianeta è acefalo. E’ assolutamente escluso che ci sia una direzione intelligente del cannibalismo e del vampirismo planetario dell’uomo sull’uomo.

Il sistema morfologico dinamico mondiale non sa perché i suoi ereditieri si suicidano o sono fulminati dal cancro. L’acefalo, il senza cervello artificiale, il "sanza capo" di cui parla Dante Alighieri, è senza direzione.

Il cervello artificiale è fatto di arte, di cultura e di scienza. E la direzione intellettuale va verso la qualità. Chi crede di andare in direzione della quantità, ha già perso la testa. E non pu˜ capire nulla. E ogni contraccolpo al tentativo acefalo di controllare la vita è visto come il frutto di una cattiva natura. È il minimo che l’acefalite umana mondiale abbia orrore dell’encefalite spongiforme animale. La nomenclatura celestiale del pianeta non sa dove andare, ma basta che dica ugualmente dove andare, come vivere, e in materia di cibo: cosa mangiare.

Ora la carne, ora il pesce, ora le verdure... Siccome i responsabili dell’uso del fosfato in Gran Bretagna sono identificabili e i produttori delle farina animali sono un bersaglio pressoché anonimo data la loro diffusione, la nomenclatura ha preferito sparare nel mucchio, salvando la sua purezza nell’ammucchiata. Quindi l’affare dei fosfati antiparassitari per le mucche è diventato la pseudo questione mondiale della mucca pazza per l’azione dell’ideologia anglicana: il puritanesimo che colpisce le mucche e la finanza dei prodotti tecnologici è lo stesso. E di questo aspetto se ne accorge anche un giornalista dell’International Herald Tribune, il 16 marzo 2001, quando a proposito dei virus annota che "si spostano con una fuidità comparabile solo a quella dei movimenti di capitali".

L’analisi dei totem e dei tabù delle varie ideologie nazionali resta ancora da fare. E sicuramente attenendosi a una ideologia non si arriva a analizzare e a intendere niente che appartenga a un’altra ideologia. La lingua dell’esperienza non è la lingua di parole. E l’ideologia che cerca di ridurre o di togliere la macelleria, come se fosse una pratica sacrificale e non una pratica civile nell’alimentazione, realizza la macelleria e la cucina degli umani su scala mondiale. Anche Hitler era vegetariano.

Giancarlo Calciolari, direttore id "Transfinito".

Prima pubblicazione su "Helios Magazine", Reggio Calabria.


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30.07.2017