Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

A proposito di "Le jour où Lacan m’a adopté" di Gérard Haddad

Non c’è più adozione

Christiane Apprieux

Quando lo psicanalista occupa un posto paterno, nulla comincia perché la funzione di nome non s’instaura.
L’abbandono è una proprietà dell’oggetto della parola. E quando s’instaura l’oggetto non c’è più adozione.

(24.10.2002)

"Le jour où Lacan m’a adopté di Gérard Haddad" (Grasset, 2002, pp. 374, € 20,00) è il racconto, quasi romanzo, di un’esperienza che ha trasformato radicalmente la vita del suo autore? Apparentemente è questo il messaggio di Gérard Haddad, ingenere agronomo, psichiatra e psicanalista, formatosi con Jacques Lacan.

Nella mentalità francese e nello psicanalismo alla francese non fa più questione dichiararsi psichiatra e psicanalista, e invece la psicanalisi implica il tramonto della psichiatria quale cura della psiche. L’inconscio di Freud è incurabile. E così, il titolo stesso del romanzo è un errore tecnico, forse non solo di Gérard Haddad.

JPEG - 29 Kb
Hiko Yoshitaka, "Lo spavento", 2002, pastelli a olio su carta, cm23 x 30

L’incontro tra Haddad e Lacan avviene nel mito o avviene in un presunto reale tra due persone? E veramente la prima volta che uno psicanalista racconta la sua analisi? Ma sopra tutto, quale sarebbe la trasformazione, altrove chiamata metamorfosi, di quest’avventura?
L’esperienza trasformatrice compie il ciclo della metamorfosi e riguarda il personaggio, quello che arriva al punto di partenza, e si è occupato del suo fantasma fondamentale. Le questioni ancora aperte in Jacques Lacan divengono sistema nei suoi allievi.

Per esempio la trasformazione è nell’esperienza e procede dalla radice come modo dell’apertura. In tal senso non c’è più nessuna trasformazione radicale, e più precisamente la trasformazione non riguarda l’autore, il nome, ma il tempo. E l’adozione si crea in nome del nome, ovvero togliendo la sua funzione, quella che Freud chiama rimozione. Il babbo adottivo è totem, è animale fantastico.

Questa è una testimonianza unica della pratica controversa di Lacan? Oppure Lacan è il nome dell’Altro (altro nome del nome del nome...), quello del babbo adottivo quale "positivo" del babbo "negativo"?

Non esiste l’incontro tra un analizzante e un analista nel senso di due che si incontrano. L’inesistenza del rapporto sessuale è questa impossibile gnosi, anche dell’incontro.
L’incontro avviene con il sembiante nel contingente. E lo psicanalista occupa la posizione impossibile di sembiante, senza esserlo.

Qual’è la metamorfosi dell’avventura che durerà undici anni? Il personaggio di questa metamorfosi non può che essere animale fantastico. La metamorfosi è una figura soltanto gnostica. Inoltre la durata, gli anni di un’analisi, è un modo di porre il tempo nel luogo comune, nella passabilità e nella fine delle cose. Non conta l’importanza della durata dell’analisi, ma l’elaborazione, il divenire dispositivo. Essenziali il progetto, il programma di vita e dispositivi del fare senza i quali non c’è intendimento.

Qual’è la questione del danno rispetto la propria vita? Credendo al ritornello lacaniano che quello che può arrivare di meglio all’uomo non sono altro che i danni della sua vita, Haddad non può che proseguire nell’economia di questi danni. Haddad crede nel danno, per lui è fondamentale. E la credenza nel danno è quella nel fatto, che toglie l’attuale e rende il segno un ricordo indelebile, tracciato nella tabula inconscia: "La rivelazione principale fu precisamente la scoperta dell’importanza del fatto religioso nell’inconscio (p. 301)".

Haddad non pare sfiorato dalla fede e la questione religiosa è solo un pretesto. Se il più grande affare della sua analisi è la rivelazione del "fatto" religioso nell’inconscio, l’analisi troverebbe il suo punto d’arrivo sopra il suo punto di partenza. Ovvero girerebbe sempre in tondo. La questione gira sullo stesso punto costituito dal fatto religioso: questo è il fantasma materno, la questioncella della religione rispetto al babbo. Situare alle proprio spalle la religione senza più religiosità, come relazione, come modo dell’apertura è un gesto impensabile alla vulgata lacaniana.

A un certo punto del romanzo della sua analisi, Haddad lancia un nuovo combattimento con l’impossibile. E il contingente? E la prova di verità che non abita nell’impossibile? La battaglia contro l’impossibile elude il contingente, elude la guerra intellettuale ovvero la politica del fare. Che sia nuovo o che sia vecchio, questo combattimento di Haddad porta a un dramma, e il suo libro è il dramma di un personaggio in cerca d’autore, che pare trovarlo il giorno che Lacan lo adotta. Niente è più discutibile di questa presunta adozione. In questo caso "il" Lacan di cui parla Haddad è un altro personaggio. Per esempio, definire Lacan come suo padre e sua madre nel transfert significa che Lacan è lo specchio della famiglia. Specchio familiare. "Tu" pertinente come nome del padre. Tolto il padre, il libro narra il dramma del figliolo Haddad con il babbo.

Interrogandosi sull’esperienza di altri psicanalisi che sono stati in analisi con Lacan, Haddad si chiede qual’è la struttura mafiosa della psicanalisi. Dove il fantasma materno non è elaborato c’è mafia. Cos’è la mafia? È una forma di genealogia. Alla stessa domanda posta al congresso di Roma dell’École freudienne nel 1974, Lacan rispose che la società è mafia. La copia dell’Altro e la copia di se stesso sono mafia. La società dei posti è la mafia. La famiglia nella fantasia di adozione è la famiglia mafiosa.
Che cos’è la famiglia mafiosa? È la famiglia senza il mito della famiglia. Il mito della famiglia non s’instaura per via d’adozione.

Quando lo psicanalista occupa un posto paterno, nulla comincia perché la funzione di nome non s’instaura.
L’abbandono è una proprietà dell’oggetto della parola. E quando s’instaura l’oggetto non c’è più adozione.

Christiane Apprieux, codirettore di "Transfinito".


Gli altri articoli della rubrica Psicanalisi :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |

19.05.2017