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Oggi tutto è prodotto per essere consumato in giornata

Non voglio il chador

Pino Rotta

Non capire che il terrorismo e l’imperialismo americano sono sul piano storico non assimilabili ma sul piano politico assolutamente interdipendenti vuol dire fare il gioco di chi cinicamente forse spera di sfruttare i morti di New York per affermare definitivamente il dominio americano sul resto del mondo.

(2.02.2003)

Il tempo della storia è veramente finito! Non poteva essere più attuale il pensiero di Nietzsche sulla frantumazione del tempo e dell’uomo. Ma in confronto ai poteri mediatici di oggi quel vecchio filosofo pazzo e geniale sembra proprio un ingenuo contadino delle lande.

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Hiko Yoshitaka, "Per H. n. 0", 1999, pastelli a olio su carta, cm 23x30

Oggi tutto è prodotto per essere consumato in giornata, usato, bruciato, buttato e sostituito con il prodotto del giorno dopo: anche la storia.

È la rivincita del Bignami, della cultura fast-food, della logica del mercato editoriale che vuole prodotti "accessibili a tutti" e il serpente si morde la coda: la gente è sempre più ignorante e superficiale e gli autori sono spinti ad andare incontro alle "esigenze del pubblico", ergo: autori sempre più superficiali ed inutili!

Scusate ma non accettiamo questa logica! Scusateci ma per leggere questo articolo dovete avere una buona cultura di base (che non è di destra o di sinistra è solo sangue e sudore buttato sui libri), altrimenti non perdete tempo vi annoiereste e basta!
La storia non si inventa è sempre conseguenza di qualche evento precedente!

Così già si dà per scontato il ritorno dei Savoia in Italia, magari già pronto a fare il Presidente della Repubblica (l’importante è il potere, non la forma!) come è successo con l’ex re di Bulgaria. Ma prima vogliamo chiedere ai Savoia, non solo che diano conto del loro tradimento di 50 anni fa, ma anche del significato dell’adesione di Vittorio Emanuele alla Loggia P2 di Licio Gelli! Quale era il suo scopo e a quale costituzione giurerà fedeltà la famiglia Savoia a quella repubblicana e antifascista o a quella fascista di Gelli & C.?

E gli imperi coloniali e razzisti sono spariti di colpo sotto le macerie delle Torri Gemelle? Sotto le rovine del World Trade Center (un nome che è un programma: Centro del Commercio del Mondo)?

Fatti senza storia. Immagini viste in televisione che ci danno un’emozione forte per qualche minuto, tra un paio di tette ed un calcio di rigore.

Sotto l’effetto shoccante dell’orrore dei morti di New York si sta tentando di far sparire di colpo la politica imperialista americana, che negli ultimi 50 anni ha creato centinaia di stati fantoccio, messo al governo dittatori crudeli e corrotti, addestrato, armato e finanziato pazzi criminali che oggi si rivoltano contro i vecchi padroni.
La storia degli Stati Uniti d’America, come quella della Gran Bretagna, dell’ex URSS sono storie di imperi coloniali e razzisti fuori e dentro i propri confini. Questa storia che non può essere confutata dalle scemenze sparate a caso nei talk show, mentre la gente di tre quarti del mondo continua a subire oggi le atroci conseguenze di questa realtà.

Detto questo però vediamo cosa è il terrorismo, quando si parla di terrorismo e su quali basi culturali poggiano i gruppi terroristici.
Preghiamo i lettori con un pò di puzza sotto al naso di avere la pazienza di capire che stiamo facendo un ragionamento sociologico, avendo storie personali alle spalle, storie di lotta "in trincea" contro ogni forma di violenza e quindi avendo molto ancora da imparare ma solo da chi ha qualcosa da insegnare in materia... Dicevamo il terrorismo...

Anche in questo caso si sente troppo spesso parlare di terrorismo mettendo nello stesso mazzo carte che tra di loro spesso non hanno niente a che fare. C’entra il terrorismo irlandese contro la Gran Bretagna o quello basco contro la Spagna o quello zapatista contro il Messico con il terrorismo degli integralisti islamici contro Algeria, Egitto, Israele, Turchia, Russia, Filippine o contro gli Stati Uniti d’America?

Ognuno dei gruppi terroristici europei e sudamericani ha una storia nazionale, lotta con le armi ma con obiettivi limitati al paese in cui agiscono. Spesso sono forme di resistenza verso regimi di stampo fascista appoggiati e finanziati dagli Stati Uniti d’America (vedi Nicaragua, ad es.).

Il terrorismo islamico ha un substrato culturale più radicato e diffuso: il contesto è l’islam contro l’Occidente corrotto ed oppressore. Attenzione! Ci stanno riempiendo di ipocrisia quando ci dicono che gli integralisti islamici sono contro gli americani! Sono contro tutto l’Occidente e contro tutti i moderati arabi!
L’America è giustamente individuata come il Comando Generale delle Forze Armate dell’Occidente! E dicendo questo rifiutiamo di essere assimilati ai filoterroristi.

Siamo contro ogni forma di pensiero unico: quello imperialista americano (di cui Berlusconi è il parente povero del villaggio) e quello integralista di qualunque religione. Tanto più se si usano le armi e le stragi!
La contaminazione della cultura islamica oggi è un pericolo per l’Occidente non perchè è una cultura diversa (questo semmai è l’aspetto positivo) ma perchè è, come e più di quella cattolica, una cultura autoritaria e reazionaria che pretende come quella cattolica, ebraica, ortodossa di avere autorità sulle norme morali e civili in tema di sessualità, istruzione e ruoli sociali.

Quando Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli non si riferiva alle parole di Gesù Cristo ma a tutte le morali religiose che pretendono di imporsi con le leggi dello stato.

Oggi l’integralismo islamico è il nemico principale della civiltà in occidente e negli stessi paesi islamici, ma lo scontro che vediamo in atto oggi è lo stesso che ha portato migliaia di morti tra i cattolici di ogni paese, tra cattolici e protestanti, tra ortodossi e cattolici, tra cristiani-ortodossi e musulmani in Bosnia, Serbia, Kosovo, Albania, Macedonia, tra cattolici e protestanti in Irlanda.

La lotta per la terra, per la patria e per il Dio quando è annaffiata da ignoranza e condizioni di disagio (in Occidente) e di estrema povertà (nel resto del mondo) è un’arma devastante nelle mani di fanatici alienati e disperati. Ma anche quando non è condita da fanatismi religiosi o politici (vedi Cambogia) è sconvolgente perchè tenta di imporre il dominio dei ricchi sui poveri, di ricreare un mondo diviso in caste, religiose o economiche.

Questa condizione può divampare in poche settimane e seminare ancora sangue e morte. Non capire che il terrorismo e l’imperialismo americano sono sul piano storico non assimilabili ma sul piano politico assolutamente interdipendenti vuol dire fare il gioco di chi cinicamente forse spera di sfruttare i morti di New York per affermare definitivamente il dominio americano sul resto del mondo e questo non è nè sensato sul piano della lotta al terrorismo, nè producente per una politica di pace, nè conveniente per l’idea di Unione Europea che tutti diciamo di volere, un’idea che si fonda su una cultura a base illuministica, umanistica e socialista.

Pino Rotta, direttore di "Helios Magazine", Reggio Calabria.


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6.10.2016