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La politica procede dal Mediterraneo come apertura

Tra Bruxelles e Gerusalemme

Pino Rotta

Lettura del contributo del prof. C. De Bartolomei.

(13.02.2005)

La scelta di guardare il Mediterraneo come "luogo di incontro" e non come teatro di conflitti può sembrare oggi fuori da ogni logica. Oggi che stiamo vivendo un’epoca di guerre, terrore, insicurezza, paura. Oggi che ogni straniero è visto non più come ospite, come era nella tradizione di tutti i paesi del Mediterraneo, ma come potenziale nemico, corruttore di razza, di cultura, di religione.

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Hiko Yoshitaka, "Enigma gnostico", 2002, pastelli a olio su carta, cm 23 x 30

È proprio in controtendenza con questa filosofia moderna che segnaliamo, un mosaico di storia e di cultura che può farci ricordare che il Mediterraneo è il mare antico, quello delle grandi narrazioni epiche, dei miti, delle grandi religioni monoteistiche, della filosofia moderna che parte dall’antica Grecia ed arriva fino ai giorni nostri dopo aver prodotto il concetto di scienza, di libertà, di individuo, di dualismo, sia in senso filosofico che politico. Una pluralità di pensieri e tradizioni che sono state e restano una ricchezza che non meritano di essere distrutte, cancellate solo per compiacere l’idea astratta, estranea alla nostra cultura, di un unico pensiero reso schiavo dell’economia mondiale che tutto e tutti tende a omologare e a cancellare come diversità che arricchisce. Forse è un concetto ottimista, ma l’ottimismo non è forse oggi il grande assente nella psicologia di massa e che getta nell’angoscia ogni uomo che vuole pensare al futuro come tempo da vivere in pace e in armonia con tutti gli altri uomini?

Dalla storia antica del Mediterraneo arrivano fino a noi i concetti più moderni anche nella nascita dell’unità di nazioni e popoli, dopo un lungo periodo in cui questo mare, anche se solcato da navi da guerra, ha continuato a rappresentare la trama tessuta a lungo e finemente che ha portato a concetti di universalità e di unità dai tempi dell’Impero romano all’Unione europea. E su questo concetto forse non si riflette abbastanza. Qualcuno invece questo tema lo pone da un punto di vista nuovo e, a nostro avviso interessante. Seguiamo il ragionamento fatto nel brano tratto da una conversazione dello scorso anno del prof. C. De Bartolomei, tenuta in Umbria, che forse meglio di altri mette l’accento su questo tema, con una analisi che può sembrare storicamente forzata ma che possiamo prendere come una provocazione intellettuale di grande interesse per introdurre questo tema.

Dice il prof. De Bartolomei: "...Esiste in Europa e in Occidente una situazione poco conosciuta (rimarrete infatti stupiti da ciò che sarà oggi detto), poco conosciuta in quanto fin dalle origini, il pensiero cattolico manifestò la volontà di occultare certe verità. Esiste un pensiero... un filone che unisce tutte queste conferenze... è il recupero esatto di ciò che avviene al livello di pensiero, sia dal punto di vista del marxismo, sia dal punto di vista di una tradizione più lontana che è il Cristianesimo esoterico (il vero Cristianesimo), movimento che diede impulso a molteplici situazioni politiche e non, per duemila anni in occidente, creando movimenti e regni... ".

Quindi ci sarebbe un una trama antica che porta nel passare dei secoli a ricostruire in forme diverse quello che fu l’Impero romano e che oggi individuiamo con l’Unione europea e la zona del Nord Africa e Medio Oriente che resta sotto l’influenza occidentale. Naturalmente questo processo è in corso ed è difficile cogliere i sottili giochi diplomatici che stanno dietro i discorsi ufficiali, le strette di mano e le foto di gruppo. Questo processo inoltre, porta con sé una pesante eredità antica: l’uso della forza e della guerra.

Continua il prof. De Bartolomei: "...Uno dei più grossi problemi che il Cristianesimo-Cattolicesimo ebbe, fu quello legato al fatto che Gesù aveva comandato di non uccidere, anzi secondo i Dieci Comandamenti della tradizione ebraica, il "non uccidere" è il V comandamento. Questo comandamento riportato da Gesù nella frase "...offri l’altra guancia..." fu il più grosso ostacolo dal 900 in poi. Con l’incoronazione da parte della Chiesa di Carlo Magno ad Imperatore del Sacro Romano Impero, la Chiesa, si appropriò dell’autorità di affidare il comando di un impero. In un certo senso l’ostacolo rimaneva quello di liberare Gerusalemme ed il Sepolcro del Cristo (siamo in pieno 1000-1100) dalla mano saracena... combattendo... i Saraceni infatti si erano appropriati ingiustamente di quel territorio... situazione alla fine non troppo distante da ciò che sta accadendo in medio oriente oggi, dove il discorso religioso non è superato ancora... e questi sono i fatti importanti che non vanno sottovalutati... quando si studia la storia.

Non sottovalutate il fatto che il mondo non è ristretto ad un certo pensiero... ci sono tanti pensieri che agitano il mondo, pensieri che portano avanti discorsi di guerra e di pace... Il fatto di dover armare delle persone per andare a liberare questo sepolcro, era un grosso ostacolo, in quanto rimaneva il precetto cristiano di non combattere e di non uccidere. San Bernardo, uomo perspicace ed attivo, dotato se volete anche di arte, teorizzò (...e fu accettata...) la famosa tesi della Guerra Santa, ossia "se io combatto in nome di un dio, se io combatto in nome di una situazione giusta dal punto di vista della santità e della sacralità, è giusto uccidere". E’ un concetto manicheo questo qui (manicheo come dicotomia tra bene e male), un concetto che ha agitato ed agita a tutt’oggi la Chiesa... il bene ed il male, dio ed il demonio, il demonio nell’eternità ed il dio nell’eternità, ossia questa scissione dell’uno in due...

Così San Bernardo (monaco cistercense) andò a teorizzare questo concetto di Guerra Santa, per cui diventava giusto armarsi, è giusto andare a combattere, è giusto andare ad uccidere, perché questo sepolcro del dio deve essere in un certo qual modo liberato da mani impure. Certo sembra una cosa strana che a distanza di mille anni l’Islam dice attualmente le stesse cose, basti pensare all’Islam così come agli Ebrei, come gli Indù rispetto ai Mussulmani in India... si uccide per questo anche in India... si uccide per religione...".

In quell’epoca c’è l’idea di un "mondo" che sta attorno alle acque del Mediterraneo, frutto di tutto quello che, in epoche ancora più antiche, sia sul piano filosofiche che religioso che politico, era approdato su quelle rive. E una figura forse impersona il risultato di questo processo storico-culturale.

De Bartolomei:"...Ma torniamo a Bernardo, Bernardo da Chiaravalle era il nipote di uno dei nove cavalieri che si recarono a Gerusalemme nel 1118; ed ecco il primo collegamento di San Bernardo ai Templari, poiché tutto lo sviluppo templare dal 1118 fu uno sviluppo politico di grande successo e di grande ricchezza, ricchezza e privilegio che ebbe tutto l’ordine dei Cistercensi. Voi vivete in una regione, la regione dell’Umbria che è terra templare, avete qui ad esempio la località di Magione che era possedimento templare, dove infatti i Templari risiedevano chiamavano il loro luogo "maison" ovvero "casa" e di qui il nome Magione. Nove cavalieri, secondogeniti di grandi casati di occidente, si recano da Re Baldovino a Gerusalemme (città che era stata liberata qualche anno prima e dove era stato nominato re Goffredo da Buglione ) e chiesero ospitalità al monarca. Baldovino non solo accettò (si trovava infatti nelle condizioni di non poter "non accettare") ma ospitò questi nove cavalieri, per un periodo di nove anni, in quello che era il Tempio di Salomone. Questo tempio creato su disegno di Iram (della stirpe di Caino) aveva nelle sue cantine dei grandi tesori. Dopo il saccheggio dei romani, sembrerebbe che alcuni tesori fossero scampati da questa distruzione del tempio.

Questi nove cavalieri, secondo lo scrittore Guillelme De Tail, furono chiamati L’ordine dei poveri cavalieri di Cristo e del tempio di Salomone. Uno di questi era Ugo De Pains ed un altro era Albert De Montalbair, che era lo zio di San Bernardo. La loro situazione era precisa: castità povertà e rinuncia; ognuno che aderiva all’ordine del tempio doveva dare tutte le sue ricchezze all’ordine (come tutti gli ordini di carattere religioso) diversamente dagli altri però, loro erano monaci-soldati, erano monaci-guerrieri... anzi più guerrieri che monaci... loro avevano un’armatura e su questa armatura una tunica bianca con la croce rossa. Erano chiamati "d’oltremare" perché la loro finalità era di dare ospitalità, appoggio, aiuto e difesa e tutti i pellegrini che si recavano a visitare la tomba di Gesù Cristo. Gli aderenti all’ordine donavano tutte le loro ricchezze al tempio, ed il tempio non doveva vendere mai ciò che era stato donato. Essi viaggiavano "in due su di un solo cavallo" come riportano alcuni simboli su medaglie dell’epoca. Qui c’è una strana cosa... ci può essere un discorso di povertà ed un discorso diverso dal punto di vista esoterico... il discorso alchemico... due elementi si fondono attraverso il cavallo, attraverso un "elemento volatile". Tutto ciò vuol dire che i templari, secondo una certa tradizione, assunsero una certa ricchezza poiché avevano scoperto la possibilità di creare l’oro (ipotesi a mio avviso poco probabile !!!).

Nel 1118, in un periodo dove non c’erano né strade, né città e nemmeno mass-media, essi costruirono in meno di sessant’anni non so quante magioni in tutte le nazioni europee (Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Scozia, Germania) e in Germania arrivarono a fondare l’ordine dei Cavalieri Teutonici. Si erano sparsi praticamente in tutta Europa, e per primi crearono un prototipo di "assegno circolare" ovvero: depositando dell’oro o del denaro in una delle magioni il cavaliere riceveva una carta che mostrata in un’altra magione situata a chilometri di distanza, dava diritto ad avere vitto ed alloggio secondo il denaro precedentemente versato. Assunsero una struttura così capillare e potente al punto che molti si chiesero da dove veniva fuori questa grossa capacità commerciale e tutto questo denaro: ecco perché si parla dell’oro del tempio. Quello che risulta strano è che anche gli stessi cadetti (secondogeniti delle nobili famiglie che non avrebbero avuto diritto a nulla se non a ciò che restava rispetto al fratello primogenito) aderivano all’ordine, contribuendo a far divenire l’ordine, in poco tempo, più potente d’Europa, e lo stesso San Bernardo nel 1125 lo fece riconoscere dal Papato, al punto che "...il Tempio ed i Templari non rispondevano a nessuna autorità, erano superiori a qualsiasi autorità temporale e clericale, eccetto che al Pontefice..." erano superiori agli stessi cardinali. Sembra strano tutto ciò in un’epoca dove si stavano formando le prime monarchie... loro rimanevano liberi dagli stessi re... diciamo che avevano creato una sorta di stato europeo, in ogni parte d’Europa c’erano i Templari con una sola legge, con ordinamenti e regole ben precise superiori alle stesse monarchie. Alcuni storici dicono che "...se i Templari non fossero stati sterminati, probabilmente l’Europa e l’occidente avrebbero avuto una storia ed uno sviluppo completamente diverso...".

I Templari poi li ritroviamo in Palestina, dove un loro gran maestro combatté i Saraceni e li portò purtroppo alla sconfitta; ricordiamoci che i Templari non potevano cadere prigionieri, e se catturato, un templare non avrebbe mai dovuto chiedere pietà, avrebbe dovuto combattere fino in fondo, non poteva darsi prigioniero e non poteva non morire; questa era la regola. Regole durissime che sono servite a creare un ordine altrettanto duro. Nella battaglia di Acri ad esempio, morirono tutti compreso il Gran Maestro, e lo stesso castello non resse all’urto e, crollato il pavimento, perirono tutti non arrendendosi...[...] La storia dei Templari prosegue nel tempo fino alla Rivoluzione Francese. Tutto fu scatenato da un trabocchetto organizzato da Cagliostro (massone templare - Rosacroce) contro Maria Antonietta. A costei fu regalata una collana costosissima nel momento in cui il popolo soffriva la povertà. Questo fu motivo di profondo astio. Il re e la regina furono imprigionati nel tempio, e venne così fuori la figura di Napoleone e della sua incoronazione molto particolare. Il Papa infatti mentre stava ad appoggiare la corona sul capo di Napoleone, questi lo fermò dicendo "...questa la metto da solo... non sei tu ad incoronarmi...". Se voi pensate all’incoronazione di Carlo Magno fatta dal Papa, dando inizio ad un lungo periodo di potere laico del papato, al contrario questo gesto di Napoleone stava ad indicare la fine dello stesso periodo, ovvero "io Napoleone mi incorono da solo perché tu Papa non hai questo potere". Non era il gesto di un pazzo, Napoleone faceva infatti parte di un ordine segreto che viene chiamato spesso l’ordine di Sion o Priorato di Sion, il quale sembra essere stato l’ordine più antico dei Templari che diede successivamente origine ai Rosacroce, alla massoneria anti-papale, un ordine che passa attraverso la casa reale della famiglia degli Orleans. La famiglia degli Orleans avrebbero dovuto sostituire la dinastia di Luigi XVI. Gli Orleans come i Lorena, scansati in un primo tempo, presero il potere attraverso la Croce Rossa Internazionale. La CRI ha una sua organizzazione in tutto il mondo. De Gaulle nel 1956, nominato presidente, dice: "...ringrazio la famiglia Lorena... dell’appoggio che mi è stato dato..." Andiamo ancora avanti... Adesso là dove vive una discendenza di Baldovino, ovvero a Bruxelles, c’è la sede della Comunità Europea.".

I brani sono tratti da una conferenza del prof. C. De Bartolomei, 2/02/2001 Castiglione del Lago (PG).

Pino Rotta, direttore di "Helios Magazine", Reggio Calabria.


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30.07.2017