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Hemeros. A iniziare da un punto

Premessa a "Hemeros" di Carolina Giorgi

Flavio Ermini

Dall’antro difeso da "emeri muri" ai confini della lingua. Toccarli e, forzati, spostarli fino al pronunciarsi di un canto non assegnabile a un precetto è un atto necessario. Solo così lo sguardo potrà aprirsi senza paura sul mutevole e sul vuoto.

(1.05.2004)

Essere nel mondo. Ma senza perdere il ricordo dell’antro dal quale ci siamo mossi per andare incontro all’esperienza. Ingrandirlo, anzi. Scatenando su esso le nostre riflessioni. Fino a conferirgli una grande estensione.

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Hiko Yoshitaka, "La fierezza", 2003, ceramica in lustro metallico, 28,5 x 28,5 cm

In questo passaggio tra il vedere dei sensi e il vedere della ricordanza per un vedere senza paragone s’inscrive il programmatico cammino a cui ci invita Carolina Giorgi con Hemeros.

Hemeros. A iniziare da un punto: da un centro d’irradiazione qualsiasi nell’antro.

Hemeros. A inziare da un suono: da un centro di propagazione di emozioni e concetti.

Il punto. Una serie di punti. L’incisione della linea sul palmo della mano e la varietà dei progetti. L’essere umano avanza con le sue aspirazioni, i suoi raggiungimenti, le sue oscure regressioni.

Il suono. La parola pronunciata in tono lieve e vibrato. Promessa all’atto di interrogare la vita. E dunque separata da calcoli coperti da garanzie.

Da Hemeros (propriamente: "domestico", "non selvatico") all’ignoto (vissuto come pericolo, ma anche come custodia del procedere del tempo). Nel suo percorso verso il dissimile, Carolina Gíorgi si assume il compito di descrivere il senso di evento, promosso dall’esperienza, in opposizione al senso disponibile. E porta con sé l’impeto di un gesto: dare al mondo parole votate alla nostra avventura umana, e dunque al dubbio e alla conoscenza, alla contraddizione e alla materialità. Parole che ardano nella pronuncia, rendendosi irriducibili alle catene.

Dall’antro difeso da "emeri muri" ai confini della lingua. Toccarli e, forzati, spostarli fino al pronunciarsi di un canto non assegnabile a un precetto è un atto necessario. Solo così lo sguardo potrà aprirsi senza paura sul mutevole e sul vuoto.

Hemeros

Carolina Giorgi

Opera Prima, collana di poesia a cura di Flavio Ermini

Cierre Grafica Verona,

Febbraio 2004

[edizione fuori commercio]

Flavio Ermini, poeta, direttore di "Anterem", rivista di ricerca letteraria, fondata nel 1976 assieme a Silvano Martini.

Sito Anterem


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