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Il padre dei moderni

Un grande Cézanne in mostra a Roma

Bettina Todisco

Scriveva Cezanne nel 1904 che bisognava "trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva". La maturità era in somma raggiunta e quella frase rappresentava ormai una premessa teorica per il cubismo.

(1.03.2002)

Dopo Renoir, Monet, Chagal e il grande successo dei viennesi, il Complesso del Vittoriano a Roma ospita dal 9 marzo al 7 luglio 2002, una fondamentale retrospettiva su Cézanne (Aix-en-Provence, 1839-1906).
E’ la prima grande rassegna antologica italiana, dal titolo Paul Cézanne. Il padre dei moderni, dedicata all’opera dell’artista provenzale che, in modo determinante, ha influenzato l’arte contemporanea.

Ospitati sessantatrè fra dipinti, acquerelli e disegni provenienti dai più importanti musei internazionali, con l’intento di ripercorrere l’intero cammino artistico del "padre dei moderni" e di gettare nuova luce critica sulla sua opera. Perché Cezanne, molto amato in vita dai suoi geniali colleghi, fu invece bistrattato dalla critica che lo ignorò del tutto. E non meno dagli amici, come Emile Zola che, con lui dai tempi del Collegio Bourbon, al pittore si ispirò per la figura dell’artista fallito e suicida nel suo romanzo "L’opera".

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Paul Cézanne, "Les Grandes Baigneuses", 1898-1905

La retrospettiva romana propone, attraverso il percorso cronologico ed artistico del grande pittore, le influenze che egli esercitò su tutto il ’900, da Picasso a Matisse, da Leger a Mondrian, da Morandi a Sironi e Carrà.
Il percorso si apre con una serie bellissima di disegni, di studi di corpi e teste, di acquerelli. Sono gli studi degli anni giovanili che, come le prove di colore nelle varie tonalità del verde, ritroveremo poi nei suoi paesaggi più maturi.

Fino alla sala grande che rappresenta il trionfo dell’artista. Dai suoi primi lavori ancora cupi, ai quadri più luminosi, frutto dell’incontro a Parigi con Emile Pissarro nel 1862. Al tema delle bagnanti, nudi femminili immersi in una natura limpida e luminosa, che rivelano assieme l’adesione di Cézanne all’esperienza impressionista e la sua passione per l’arte classica.

Ed ancora un passo avanti nella ricerca verso quella fase "costruttiva", a Picasso tanto cara, nella quale il colore viene steso in tasselli corposi ed i colori, pur in contrasto fra loro, sanno regalare una forte unità d’insieme. Ne sono esempi: Il ponte di Maincy (1879-80); Il mare all’Estaque dietro gli alberi (1878-79), Il golfo di Marsiglia visto dall’Estaque (1885 ca.).

Per concludere con una serie di nature morte e di ritratti, nei quali le forme, ridotte all’essenzialità, sono rapportabili a figure geometriche. Scriveva Cezanne nel 1904 che bisognava "trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva". La maturità era in somma raggiunta e quella frase rappresentava ormai una premessa teorica per il cubismo.

Bettina Todisco, matematico, pubblicista. Vive e lavora a Trieste.


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19.05.2017