Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

"Mi sono imbattuto nel nodo e solo dopo vent’anni qualche cosa ho inteso"

Il nodo della vita. Intervista a Hiko Yoshitaka

Christiane Apprieux

Leggendo, appunto, sopra tutto leggendo, ma anche viaggiando, scrivo a margine con il pennello. Il programma? Dopo il nodo della vita, vorrei occuparmi del filo e della corda della vita. C’è un accenno nelle ceramiche fatte con il lustro metallico...
Ringrazio Michelangelo Marchi per avermi messo a disposizione non solo il suo atelier ma anche la sua preziosissima maestria. Io non sapevo nemmeno che cosa fosse il lustro metallico.

(1.07.2002)

Perché la pittura?

Una cosa mi arriva e per me si tratta di vita e di morte. Occorre che io scriva il pittogramma di questo elemento: dal nodo al filo del labirinto fino alla corda del tempo, sino al paradiso. E non posso non scrivere. Talvolta la superficie trova il pretesto nella pergamena, nella tela, nella tavola, nell’argilla, nello zucchero e come strumento si prestano le mani, il pennello, la penna, la spatola, la spugna, il raschietto, la tasca del pasticcere, i flaconi di plastica...

JPEG - 21.8 Kb
"La banca del piacere", 2002, ceramica a lustro metallico, cm 28x28

Perché il nodo?

Perché mi sono imbattuto nel nodo e solo dopo vent’anni qualche cosa ho inteso. Potevo incontrare altre cose; e sicuramente molte altre le ho incontrate, ma non ho nessuno spirito enciclopedico, malgrado un regalo di mia madre quando ero bambino, quello della Enciclopedia di Alembert, per via delle tavole disegnate con gli alfabeti delle lingue più note. E per me erano tavole dei nodi...

Può fare un esempio di nodo di vita?

Le cose procedono dal nodo come legame e slegame. Il nodo non procede da null’altro. In Giappone la madre si annoda la veste di dietro e la gheisha davanti. Questo nodo è irresolubile. Donna pura o impura. Madre vergine o vergine non madre. Ognuno è doppio? Convive con la coppia speculare di sé o con una serie infinita di suoi doppi?

Qualcuno ha scritto che la sua cultura non ha nulla di occidentale. Altri ha detto che la sua pittura non è orientale e nemmeno occidentale. Perché questi effetti differenti di lettura?

JPEG - 18.6 Kb
"Dramma", 2002, ceramica grezza su smalto, cm 28x28

"Non arrivo a dire ’io sono orientale e occidentale’, anche se potrei dirlo essendo mio padre giapponese e mia madre francese. Mi ha insegnato mio padre che noi abbiamo in Giappone quindici modi di dire ’io’, a seconda del contesto in cui si trova chi parla. Allora non so quale ’io’ impiegare parlando di oriente e di occidente... Io... ciascuno procede da oriente e da occidente. E nessuno può fare senza di uno dei due, altrimenti rimane l’incubo di una parte che vuole divorare l’altra.

Sì, gli occidentali trovano la mia pittura ancora troppo orientale e gli orientali la trovano troppo occidentalizzata... È chiaro che io non ho nessun progetto di dipingere in un modo che possa definirsi orientale o occidentale o una combinazione dei due...

Qual è il frutto della sua pittura sulla "questione giapponese", più che sul Giappone?

Quello che da più di vent’anni scrivo con il pennello, e talvolta anche con altri utensili, non è noto in Giappone. Non ho mai pensato che qualcuno potesse pagare le annotazioni di viaggio della mia vita... Solo per amicizia espongo ceramiche e disegni recenti in una piccola e bellissima cittadina italiana. Le ceramiche stesse non le avrei mai fatte se nel mio penultimo viaggio in Italia, Michelangelo Marchi - dopo aver visto i miei disegni sul webzine "Transfinito", diretta dall’amico Giancarlo Calciolari - non mi avesse invitato nel suo atelier di maestro ceramista. Tra l’altro, ho inviato i miei disegni per la sua rivista convinto che non avessero conseguenze nella mia vita a Osaka...

Forse, oggi, ci sono appunto delle conseguenze da trarre dalla mia opera. Non dico dalla mia pittura, che resta inclassificabile, anche come non-pittura. La questione giapponese non è la questione che c’è anche il Giappone, che il mondo non può farne senza, anche se si tratterebbe di imitazione dell’occidente. L’americanizzazione del Giappone è vista in questo modo. La questione giapponese è la questione del tempo, la questione del taglio; e l’ideologia, la mentalità, la mitologia - sono entrambi termini occidentali - del Giappone ha rappresentato piuttosto la negazione del tempo. Direi che il Giappone ha inferto il taglio sul corpo e tra il figlio e la madre. Il Giappone non ha il mito di Edipo. Ha quello di Ajasé. Il figlio che si stacca dalla madre. Il figlio che taglia il nodo che lo lega alla madre. E quando la situazione diventa estrema il figlio si uccide un’altra volta, si taglia il nodo della vita. È il seppuku. Il fiasco di Mishima.

JPEG - 23.8 Kb
"Governo", 2002, maiolica, cm 28x28

Nella mitologia occidentale Edipo uccide il padre e giace con la madre; poi Edipo si acceca e la madre si impicca. Anche qui la cintura di Giocasta è cinto di Venere, è corda, nodo attorno al corpo. Nel cristianesimo il nodo è nel perizoma di Gesù in croce. E la croce è nord-sud, est-ovest. Ci sarebbe il nodo del nodo. Il nodo in croce: questione che ho ripreso in molti disegni e dipinti...
Se la questione dell’occidente è quella di sfatare l’obbligo al crimine e all’incesto - come dire di giungere dalla tragedia di Edipo al suo mito - la questione giapponese è quella di sfatare l’obbligo al taglio del figlio, di vanificare la prescrizione al suicidio. Non c’è più kamikaze! Il nodo della vita non si può tagliare. Il nodo della vita è l’obbligo di vivere. In obbligo c’è proprio la parola "legare".
Mi ha posto una questione difficilissima. Ho appena incominciato a raccontare favole...

Qual è il suo programma dell’avvenire?

Vorrei riprendere un attimo la sua precedente domanda. Alessandro Magno non è giunto fino in Giappone, eppure portava le stessa mitologia, in modo più astratto, apparentemente non legato alla madre. Posto di fronte alla questione che nessuno era riuscito a districare il nodo di Gordio, lo taglia con la spada. C’è anche nell’occidente il tentativo di tagliare il nodo...

JPEG - 30.2 Kb
"L’urlo e l’uragano", 2002, ceramica a smalto, cm 28x28

E il programma...?

Proseguo a lavorare come traduttore nella casa editrice dove tuttora lavora mio padre, che traduce dal francese. Io non traduco ancora dall’italiano, sebbene lo leggo, aiutandomi sempre con i dizionari...
Leggendo, appunto, sopra tutto leggendo, ma anche viaggiando, scrivo a margine con il pennello. Il programma? Dopo il nodo della vita, vorrei occuparmi del filo e della corda della vita. C’è un accenno nelle ceramiche fatte con il lustro metallico...
Ringrazio Michelangelo Marchi per avermi messo a disposizione non solo il suo atelier ma anche la sua preziosissima maestria. Io non sapevo nemmeno che cosa fosse il lustro metallico.

Qual è il progetto che non è ancora diventato programma?

Ne ho due...

Il primo?

Dipingere le mie note di lettura del buddismo zen.

E l’altro?

Dipingere leggendo la Commedia di Dante.

Hiko Yoshitaka, artista, traduttore. Vive e lavora a Tokyo.

Christiane Apprieux, artista, codirettore di "Transfinito".


Gli altri articoli della rubrica Pittura :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |

19.05.2017