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Dipinti, sculture, mobili e oggetti d’arte decorativa per raccontare il Neoclassicismo in Italia

Il neoclassicismo in Italia

Bettina Todisco

Spiccano nelle arti decorative i cassettoni e la toilette di Maggiolini, le poltrone di Bonzagnico, gli argenti di Boucheron e di Valadier, i modelli di Petitot, le manifatture di Doccia e di Capodimonte.
Risplendono nella prima sala i paesaggi italiani tra placide suggestioni arcadiche di Patch e Wutky.

(1.06.2002)

Palazzo Reale a Milano ospita fino al 28 luglio 2002 una grande mostra dal titolo "Il Neoclassicismo in Italia. Da Tiepolo a Canova". Quattrocento le opere provenienti da oltre 150 musei e collezioni di tutto il mondo, distribuite in uno spazio espositivo di quasi 3000 metri quadrati, in un Palazzo Reale che si riconsegna con il sapore degli antichi fasti. Dopo decenni di incuria e di ritardi tre sale sono state riportate agli antichi splendori ed è finalmente possibile rileggere l’impianto progettato dal Piermarini con gli stucchi di Albertolli, gli affreschi di Knoller, le sovrapporte di Traballesi, i pannelli di Appiani e la magnifica serie di arazzi con le "Storie di Giasone", realizzati nella prestigiosa manifattura reale francese dei Gobelins.

Intento della mostra è illustrare, in un’ampia gamma di sfumature e generi artistici, l’importanza di uno stile, quello neoclassico, in continua oscillazione tra il piacere per l’antico ed una nuova visione scientifica del mondo. Uno stile ignorato sino alla grande mostra londinese di trent’anni fa e qui ripreso e raggruppato in limpide cornici storiche e tipologiche, prima fra tutte il mito dell’Italia e dell’antico. Mito che fa la differenza nell’evento milanese rispetto alle due precedenti mostre di Londra (1972) e di Philadelphia e Houston (2000).
Il Neoclassicismo dunque come riproposizione della civiltà del mondo antico come modello per il presente, e, sul piano delle istituzioni, come attività riformistica dei sovrani illuminati.
Venti i temi affrontati dalla mostra, numerosi i capolavori, non solo nella grande pittura, ma anche nelle arti decorative.
Opere di artisti che vanno da Tiepolo a Casanova, passando attraverso Appiani, Batoni, David, Kauffmann, Pannini, Piranesi, Valadier. O meno noti creatori nel campo dell’oreficeria e del vasellame.
Spiccano nelle arti decorative i cassettoni e la toilette di Maggiolini, le poltrone di Bonzagnico, gli argenti di Boucheron e di Valadier, i modelli di Petitot, le manifatture di Doccia e di Capodimonte.
Risplendono nella prima sala i paesaggi italiani tra placide suggestioni arcadiche di Patch e Wutky.
Conquista la sinfonia di bianchi del biscuit di Volpato per il monumentale centrotavola, composto da 73 figure allineate con il gusto collezionistico dell’epoca, sotto il segno dell’imperturbabile bellezza dell’antico.
Dipinti, sculture, mobili e oggetti d’arte decorativa per raccontare il Neoclassicismo in Italia. Un percorso espositivo che offre la possibilità di comprendere quel mutamento del gusto che prese forma nell’Italia del secondo Settecento e si diffuse poi in tutta Europa. Un’opportunità di rivedere, dopo le distruzioni del 1943, alcune delle sale neoclassiche di Palazzo Reale, restaurate e riallestite coi loro arredi originali.

Bettina Todisco, matematico, pubblicista. Vive e lavora a Trieste.


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30.07.2017