Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

E le donne al bar non hanno allora confini, respirano aria di grandi città

Le donne al bar di Antonio Trifoglio

Paolo Pianigiani

Spazi cifrati, spesso con le cifre del pittore. Annotazione di proprietà, come la firma in basso a destra. Si diffonde in mille possibilità pittoriche, dall’olio traslucido e denso, che inabissa lo spazio in superfici a specchio, al rapido farsi della pennellata leggera, che appunta per strati i riflessi e la luce.

(1.05.2003)

Chi sono queste donne al bar, che si incupiscono in sguardi sospesi o guardano la spirale del fumo che ambigua sale da una sigaretta accesa? Dove sono finite le donne colonna che salivano al cielo col il loro carico di dolore? Eleganti e trasparenti, diafane e armoniose. Dove sono?

JPEG - 34.6 Kb
Antonio Trifoglio, "Donna al caffè"

Dipinge donne, da sempre, Trifoglio: agli uomini ritaglia spazi esigui sulle sue tele, o i primi autoritratti o ruoli feroci, di soldati cruenti. O i pescatori di lidi ionici che si perdono nel mare.

Donne inseguite nel loro camminare o nel loro distendersi sui davanzali, di finestre aperte verso l’infinito. Pittore calabrese trapiantato in Empoli, questa etichetta se la porta dietro da sempre.

JPEG - 27.4 Kb
Antonio Trifoglio, "Donna al bar"

Provo a fargliela dimenticare, rischiando il suo sorriso paziente, come quando, io ragazzo, gli portavo alla cattedra, per un parere, i miei poveri disegni di scolaro.
Prima pensare all’astratto, impara a fare i paesaggi senza sbagliare la prospettiva! E io la sbagliavo, sempre.
Calabrese e trapiantato, dicevano, come una pianta costretta a cambiare terreno per le sue radici.
Mai a casa sua, straniero ovunque. Le etichette sono fatte per essere perse, dimenticate nei cassetti: semplicemente non servono a nessuno. Nemmeno a chi le mette e meno che mai a chi le porta.

JPEG - 28.1 Kb
Antonio Trifoglio, "Ragazza cinese"

E le donne al bar non hanno allora confini, respirano aria di grandi città: infinite città dove c’è spazio per l’attesa, il silenzio e la solitudine. Sono nate mi dice nel ’74, variare improvviso di orizzonti, distacco da un mondo passato, ma non dimenticato. Guardando questi quadri ho sempre pensato ad Hopper, il pittore americano degli interni e della solitudine.

Ma di altro Trifoglio dipinge, dipinge di mistero e di pensiero, non di solitudine. Perché la bellezza non è mai solitudine, è apertura e dialogo, è consapevolezza. E l’eleganza esibita e naturale, di queste donne, ci parla da interni liberty, dove le spirali delle decorazioni ricercano suggestioni floreali e le grandi lettere delle scritte sulle vetrate titolano appena spazi da art nouveau.

Spazi cifrati, spesso con le cifre del pittore. Annotazione di proprietà, come la firma in basso a destra. Si diffonde in mille possibilità pittoriche, dall’olio traslucido e denso, che inabissa lo spazio in superfici a specchio, al rapido farsi della pennellata leggera, che appunta per strati i riflessi e la luce. Sembrano uscite da un romanzo o da una sceneggiatura di qualche film, tanto hanno da dirci, da raccontarci. E noi curiosi spettatori di occhi e di sguardi, non sappiamo ascoltare che il loro silenzio, scorrere le loro mani dalle dita sottili che nascondono tenerezze e distanze.

Antonio Trifoglio è nato a Locri e attualmente residente in Toscana.

Paolo Pianigiani, artista, scrittore, redattore di "Transfinito".


Gli altri articoli della rubrica Pittura :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |

30.07.2017