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Un libro nel filone della saggistica alla scoperta della matematica

Viaggio matematico in Italia

Bettina Todisco

Affascinante l’infinito nel quale Beutelspacher ci guida. Per un viaggio matematico e italiano, ricco di scoperte, curiosità ed avventure.

(2.05.2002)

Un nuovo libro nel filone della saggistica alla scoperta della matematica. E’ Pasta all’infinito (Ponte delle Grazie, pagg. 288, £ 28mila) di Albrecht Beutelspacher, professore di Matematica all’Università di Giessen, saggista ed esperto di messaggi cifrati.

Non classico manuale, né semplice cronaca di un viaggio. Ma un "viaggio matematico in Italia", come il sottotitolo suggerisce, nato dall’incontro ad un convegno internazionale tra l’autore, giovane assistente tedesco, e due colleghi italiani pronti a offrirgli sei settimane come visiting professor presso l’Università dell’Aquila.

Albrecht accetta l’invito. Non sa bene dove si trovi l’Aquila. E non lo preoccupa non conoscere la lingua, né che la coppia che lo ospita mastichi poco l’inglese. Sarà la geometria finita, specializzazione comune ai tre, a fare da trait d’union.

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Antonio Sanson, "Senza titolo", 2000, olio su tela, dettaglio, cm 50x70

Questa l’esperienza che, parecchi anni dopo, l’autore decide di raccontare in "Pasta all’infinito". L’avventura antropologica, tra matematica e quotidianità, di uno straniero acuto ed ironico, capace di addentrarsi nelle piccole inefficienze italiane, come nei riti della vita di provincia.

La scoperta degli enormi piatti di pasta, che per deformazione chiama "pasta all’infinito". Dell’Italia dove lo cose sembrano in fondo andare bene. "E non perché lo Stato organizzi tutto alla perfezione. Anzi. E nemmeno perché gli italiani lavorano coerentemente per raggiungere i loro obiettivi. (...) La mia sensazione è che l’Italia sia come un’ouverture di Rossini: già dalla prima nota si capisce che andrà a finire bene."

E poi la passione per quel territorio incorporeo ed inafferrabile che è l’infinito. Quello della matematica, unica scienza nella quale si possa parlare di infinito in modo oggettivo. Perché nessun infinito in senso stretto alberga nel reale. Finito il numero dei disoccupati, anche se elevato. Finito, seppur astronomico, il numero degli atomi presenti nell’universo (circa 10 elevato alla 78 , insegnano gli astronomi). Eppure infiniti i numeri primi.

All’infinito il punto d’incontro di due rette parallele.
Zenone - racconta l’autore - il primo a cimentarsi con esso, già nel V secolo a.C., in quel famoso paradosso che vede Achille e la tartaruga protagonisti. A dimostrare come la somma di infiniti segmenti possa dare un segmento finito. E che quindi grandezze finite come distanze e tempi possano essere divise all’infinito. Questo in sintesi il ragionamento, per cui il piè veloce Achille non raggiungerà mai una lenta tartaruga cui aveva dato solo un metro di vantaggio. Sapeva Zenone che Achille poteva catturare la tartaruga. Ma voleva mostrare, semplicemente, le conseguenze paradossali del considerare il tempo e lo spazio come infiniti punti discreti che si susseguono l’uno all’altro.

Affascinante l’infinito nel quale Beutelspacher ci guida. Per un viaggio matematico e italiano, ricco di scoperte, curiosità ed avventure. E c’è da crederci, perché "è nell’infinito che vi è infinita libertà".

Prima pubblicazione: maggio 2002.

Bettina Todisco, matematico, pubblicista. Vive e lavora a Trieste.


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6.10.2016