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A proposito del romanzo "Non ti muovere"

Mazzantini, un padre messo a nudo

Bettina Todisco

Un’alta prova letteraria. Un libro come un urlo, l’urlo di un’anima scorticata.

(2.03.2002)

Penetrare nei meandri di una coscienza maschile, l’obiettivo che la scrittrice Margaret Mazzantini si pone con Non ti muovere (Edizioni Mondadori, pagg. 295, £. 32.000), suo secondo romanzo dopo l’esordio del 1994 con il più autobiografico Il catino di zinco (premio Selezione Campiello e Rapallo-Carige).
Un’alta prova letteraria. Un libro come un urlo, l’urlo di un’anima scorticata.

Un romanzo forte, che colpisce allo stomaco, allarma i sensi ed il cuore, nel quale la Mazzantini ci mostra di essere in grado di comprendere i meccanismi di violenza e di autocommiserazione che un uomo può mettere in campo per difendersi da una verità scomoda. E di saper interpretare, con grande sensibilità, la caduta delle difese, l’uscita dalle ipocrisie e la nuova consapevolezza che - a seguito di un trauma - un individuo può conquistare.

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Antonio Sanson, "Birmania", 2004

Ci regala un’infinita pietà, per coloro che amano e vivono e soffrono, per coloro che non possono e non vogliono sfuggire ai grandi momenti di verifica della vita. Perché - si sa - dinanzi ad ogni grande dolore, ad ogni amore che finisce, c’è la possibilità di rassegnarsi e quella di continuare.

Ma qual è dunque quel trauma di cui l’autrice ci parla?
È un segreto che sembrava sbiadito dal tempo, e che riaffiora improvvisamente dal passato. Un amore lontano che un padre distratto, di un’adolescente come tante, racconta alla figlia quindicenne, in coma in seguito ad una caduta dal motorino.

Un lungo monologo, una confessione, un momento di sincerità profondo ed il peso di un’attesa angosciante davanti ad una sala operatoria.

Timoteo padre parla ad Angela figlia, che in coma non può sentirlo. Le racconta una verità che gli restituisce di sé un’immagine diversa e violenta.

Riaffiorano alla sua mente un’estate di tanti anni prima, una squallida periferia urbana, una donna di nome Italia. È brutta, apparentemente priva di lusinghe nel corpo magro, nei capelli stopposi e tinti, nella sciatteria degli abiti.

Si è imbattuto casualmente in lei e le ha usato violenza, ubbidendo ad un torbido istinto. Ma è ubriaco ed è a quell’alibi che Italia si aggrappa per amarlo, nella speranza forse di un’esistenza diversa, affrancata dalla povertà e dall’umiliazione.

Mentre in lui, superata la vergogna del gesto, si fa via via impetuoso il desiderio di tornare in quella casa miserabile, così lontana dal suo mondo borghese. Per possederla ancora ed ancora, sempre con maggior passione e coinvolgimento.

È la trasgressione tardiva di un’adolescenza introversa, la sazietà di una professione - Timoteo è chirurgo - che non gli regala gli slanci pensati. È l’insoddisfazione di una famiglia asetticamente perbene, nella quale la moglie Elsa - affermata giornalista - bella ma distante, non lo ha ancora reso padre.

Ma Elsa resta incinta di Angela. E contemporaneamente alla gravidanza di Italia che, sapendo di non potersi consentire quella maternità, per paura e per ignoranza, sceglie l’aborto praticato da zingari accampati vicino a casa sua. Portando ad un tragico epilogo - la morte - la sua vita.

Rimane Timoteo e il grande dolore di aver compreso troppo tardi quanto la amava.
"Stavo così, sprofondato nel silenzio della vita riconosciuta. Qui ero un uomo libero, non avevo bisogno di nascondermi. La gente mi conosceva, mia moglie, mio suocero, tutti mi conoscevano. Eppure ora mi sembrava fosse questa la vita parallela, non l’altra."

Si confessa così Timoteo, penetrando con il bisturi del ricordo nella propria coscienza. Un chirurgo di successo, abituato a scrutare nei corpi altrui, che per la prima volta viviseziona la propria anima.

E dinanzi all’impotenza del destino, alla figlia Angela che potrebbe morire nella stanza accanto, ai sensi di colpa e al disgusto di sé, sa pronunciare una sola preghiera: "non ti muovere", non andartene, resta ad ascoltarmi ancora.

Bettina Todisco, matematico, pubblicista.


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14.02.2017