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Il futuro della Cina

Intervista a Shen Dali

Giancarlo Calciolari

"Ci sono dei punti convergenti tra il marxismo alla cinese e il confucianesimo, perché Marx preconizza il comunismo, mentre Confucio preconizza la grande unione del mondo. Ma c’è una grande differenza di mezzi. Confucio cercava la via di mezzo, il compromesso per arrivare alla grande unione del mondo, mentre i marxisti cinesi si attengono alla lotta di classe. Sono due metodi diametralmente opposti."

(1.03.2003)

Qual è oggi l’ideologia cinese del consenso? Non solamente in termini politici ma di luoghi comuni che lo scrittore cinese dovrebbe rispettare.

Den Shiao Ping ha definito i quattro principi da osservare da parte di ogni artista cinese. Il rispetto del socialismo, del marxismo, della direzione del partito comunista e della dittatura del proletariato. Quando gli ordini letterari, artistici non rispettato i quattro principi fondamentali, allora interviene la censura. In Cina si chiamano proprio i quattro principi fondamentali.

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Hiko Yoshitaka, "Il comunista", 2000, olio su cartoncino telato, cm 24x30

Possiamo dire che questi principi sono diventati oggi le regole del conformismo intellettuale in Cina?

È la base ideologica che esige il partito comunista in Cina. E nella costituzione cinese non si dice più oggi la dittatura del proletariato ma la dittatura del popolo. Tuttavia il senso è lo stesso.
Se uno scrittore non rispetta i quattro elementi essenziali sarà considerato come un eretico. Questa è la censura ideologica, politica.

Si tratta sempre di regole valide? Occorre prestare loro molta attenzione?

Sì. Ho fatto degli studi abbastanza approfonditi sulla Comune di Parigi del 1871, ho molto scritto su questo tema, formulando il principio della sovranità del popolo. La sovranità popolare che è all’opposto della dittatura del proletariato. In Cina si dice che la dittatura del proletariato, come concetto, viene da Karl Marx, nella sua opera La guerra civile in Francia. Ma ho letto e riletto questa opera ma da nessuna parte Karl Marx parla della dittatura del proletariato.
In effetti, la dittatura del proletariato è completamente falsa.
Quanto meno ci sono dei giornali, degli editori coraggiosi che hanno pubblicato i miei articoli dove denuncio il concetto di dittatura del proletariato.

Qual è per voi oggi lo specifico della tradizione cinese, non più dell’ideologia, ma della cultura con la quale occorre che si confronti l’intellettuale europeo quando intende leggere il testo cinese?

È il confucianesimo. La società cinese è stata per moltissimo tempo confuciana. Allora ci sono i retaggi del feudalismo, e poi il confucianesimo è entrato nella psiche delle persone, anche nel pensiero di molti comunisti. Perché in Cina molti comunisti non hanno nulla di comunista! Sono confuciani.
Quindi c’è un tabù. Non bisogna descrivere delle scene erotiche troppo spinte, ancora di meno delle scene a carattere pornografico o decisamente pornografiche. Se uno scrittore descrive nella sua opera questa specie di scene il suo libro verrà messo all’indice.

Possiamo dire che c’è oggi un purismo post-confuciano?

Proprio così.

In quale parte del confucianesimo ha potuto ancorarsi il marxismo?

Ci sono dei punti convergenti tra il marxismo alla cinese e il confucianesimo, perché Marx preconizza il comunismo, mentre Confucio preconizza la grande unione del mondo. Ma c’è una grande differenza di mezzi. Confucio cercava la via di mezzo, il compromesso per arrivare alla grande unione del mondo, mentre i marxisti cinesi si attengono alla lotta di classe. Sono due metodi diametralmente opposti.

Perché ha scritto un romanzo, Gli amanti del lago, sulla storia di un cinese e di una francese? Sullo sfondo è anche una storia tra la Cina e la Francia?

Ho scritto una storia d’amore tra un cinese e una francese, anche per confrontare le due civiltà, cinese e francese, e più precisamente orientale e occidentale.
Ho cercato una fusione tra le due culture, ma è praticamente impossibile.

Borges voleva andare in Cina per un congresso organizzato dal suo amico Verdiglione, e il suo è risultato un amore impossibile. Nel mio romanzo ho descritto l’amore impossibile di Rimbaud, l’amore di Ofelia, l’amore universale. Se in qualche parte del mondo esistesse questo amore universale allora noi tutti andremo in questo luogo! Purtroppo l’ideale s’innalza sempre ma la realtà rimane in basso. È triste dirlo. Quello che giustifica il titolo del mio libro è la scomparsa dei due amanti del lago.

Come si è imbattuto nella lingua e nella letteratura francese?

Ho imparato il francese da bambino. Mi sono messo a leggere Carmen di Prosper Merimée. Poi ho letto Balzac. Ho imparato lo spagnolo, l’inglese e il russo per sei anni, ma non ho mai avuto l’occasione di praticare queste tre lingue. È la letteratura francese che mi ha molto influenzato.

Poeta, traduttore, storico e romanziere, Shen Dali è nato a Yan’an nel 1938. Vive a Pechino, dove insegna letteratura europea e latinoamericana all’Università. È presidente dell’Associazione degli scrittori della Cina. Ha pubblicato poesie e romanzi, tra cui I gigli rossi, La stella filante, I bambini di Yan’an (edito da Spirali), Gli amanti del lago; novelle (L’umile violetta, La meteora), e una pièce di teatro, Il calice dei Titani. Nel 1990 è stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal Ministro della cultura francese.


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19.05.2017