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A proposito del libro "La strada di Viareggio" di Brunello Maffei

La decisione assoluta

Christiane Apprieux

La vita è stata come giocare al lotto? L’itinerario, semplice, in cui si trova Ancilla, sfata la credenza nella predestinazione della fortuna, e quindi anche della sfortuna. Questa vita di una donna non illustre è degna. È questa la lezione di vita del romanzo di Brunello Maffei.

(12.07.2002)

La strada di Viareggio, di Brunello Maffei (Spirali, 2002, pp. 146, € 20,00) narra di Ancilla, abbandonata dalla nascita, frutto di un amore mercenario, è cresciuta nel cortile della Bragina, tra il puzzo di letame e quello dei liquami dell’intera famiglia. Resti entrambi utilizzati per concimare i campi.

Lavoratrice, determinata, Ancilla prosegue il suo percorso malgrado il matrimonio con un uomo, anarchico, che diventerà un assassino, proprio a causa della sua anarchia, presa a pretesto per provocarlo. Con due parole nell’osteria si trova coinvolto in una rissa, e l’uso del coltello lo condannerà.

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Hiko Yoshitaka, "Leggere Alexandre Grothendieck", 2007

Ancilla ha il tempo di partorire due cadaverini giallognoli come cera. Ma non si lascia andare. Intende che per proseguire nella dura vita occorre una fatica spietata fin dalla nascita; e il suo percorso è da compiere con umiltà.
Qual è il messaggio di Brunello Maffei? Sono forse solo ricordi? Anche quelli di Viareggio che da miserabile borgo di scampati alle galere diventa una ricca città balneare? Senza specularità la storia di Ancilla e la storia di Viareggio si annodano, e talvolta paiono la stessa storia.

Quale la storia? Anche quella di un contrasto: quando l’autore parla di Ancilla come di una vita di povertà e di Viareggio come di una città balneare sempre più ricca.
Brunello Maffei mette in risalto l’ossimoro ricco povero. Modo dell’apertura della vita. E l’apertura è costante. Ancilla non dà mai le cose per chiuse, per finite; accoglie anche il marito quando esce di prigione, ormai disinnescato dalla sua ribellione.

Qual è la materia del libro? La determinazione di andare avanti, di non lasciarsi andare. Ancilla affronta ogni giorno la battaglia, anche se le circostanze sono negative. La decisione di proseguire non viene mai meno, è assoluta.

Quale la questione intellettuale? Brunello Maffei, come scrittore, è testimone di Ancilla. La strada di Viareggio parrebbe la storia di una donna che nacque visse morì, senza che nulla di particolare accadesse. Invece la vita mette Ancilla quasi biblicamente alla prova: da bambina adottata si trova a ben di più che bambinaia. La morte della mamma del bambino accudito, pone Ancilla in posizione di madre adottiva; e il bambino, Michelino, la prende per la sua vera madre.

Ancilla prosegue senza tentennamenti nella sua via.
La vita è stata come giocare al lotto? L’itinerario, semplice, in cui si trova Ancilla, sfata la credenza nella predestinazione della fortuna, e quindi anche della sfortuna. Questa vita di una donna non illustre è degna. È questa la lezione di vita del romanzo di Brunello Maffei.


Brunello Maffei è di Viareggio. Negli anni sessanta, si trasferisce a Roma, dove, come autore di testi radiofonici e televisivi, inizia una lunga collaborazione con la Rai. Partecipa alla realizzazione del programmi Sorella Rai (diretto da Silvio Gigli). Con Guglielmo Morandi, manda in onda una lunga serie di sceneggiati di carattere musicale, tratti da celebri capolavori letterari, di carettere storico e di cronaca (Cocò Chanel). Suoi i testi per Sceneggiata Italiana e la Patria minore (regia di E. Fenoglio). Per il teatro, oltre a traduzioni e adattamenti, ha scritto, con Gian Andrea Rocco, Il ventre pregnante di Gian Gastone De’ Medici, ultimo granduca di Toscana (premio Eleonora Duse nel 1977). Per il cinema, sono sue le sceneggiature dei film Giarrettiera Colt (regia di Gian Andrea Rocco) e Goethe e Faustine (regia di Giovanni Gigliozzi). Vari gli articoli e i saggi usciti sulla rivista ‘Roma, ieri, oggi e domani”. Ha pubblicato il romanzo La contessa Lara (Edizioni Serarcangeli, Roma 1992, segnalato brillantemente durante il “Todi Festival”) ispirato alla vita stravagante della poetessa romana Evelina Cattermole Mancini.

Christiane Apprieux, codirettore di "Transfinito".


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30.07.2017