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Una passeggiata nell’opera di Céline

A proposito di "Céline" di Emile Brami

Penvins

Emile Brami sottolinea nella sua introduzione questo fastidio permanente d’essere appassionato da colui che aveva voluto la sua pelle.

(1.10.2004)

Se di Louis Ferdinand Céline non avete letto nient’altro che Morte a credito o Il viaggio al termine della notte, o peggio non avete letto nulla, il libro Céline (Editions Ecriture) è per voi.

Scritto da Emile Brami, il libraio che a Parigi vi procura tutto ciò che esiste su Céline e sulla sua epoca, si presenta come una passeggiata nell’opera.

Vi permetterà di farvi un’idea pressoché completa di ciò che si sa sull’autore e sulle questioni che pone questa opera.

Certamente, per voi non sarà che un primo approccio, di uno scrittore così importante non si può dire tutto in quattrocento pagine, ma avrete voglia di rituffarvi in Céline, e non è che una piccolissima parte delle qualità di questo libro.

Sopra tutto avrete compreso che ciò che conoscete dell’autore e l’idea che ve ne avevate fatto erano proprio caricaturali.

JPEG - 20.9 Kb
Hiko Yoshitaka, "La rivincita", 2003, olio su cartoncino telato, cm 23x44

Vi resterà da leggere Céline, veramente, in tutte le sue dimensioni e potrà anche capitare di attaccarsi all’esegesi...

L’argomento è talmente delicato e l’opera è talmente ricca che questo vi richiederà anni di lavoro, e forse potrà occuparvi per il resto dei vostri giorni.

Per questa eccellente ragione, non cavillerei su questo o su quest’altro aspetto del libro, l’essenziale qui è compiuto, e per questo l’autore ha scritto a proposito del libro: "passeggiata", dando così la voglia di leggere.

Direi pure che in quanto autodidatta Emile Brami ha forse più autorità per parlare di Céline che non importa quale universitario! E che in più, in quanto ebreo, la sua lettura dell’inaggirabile antisemitismo è indispensabile.

Da questo punto di vista Emile Brami fa prova di una notevole obiettività, oserei dire puntigliosa: non ha paura di attaccarsi alla questione e di fare la brillante dimostrazione che si può detestare l’antisemitismo e amare l’opera di Céline, giungendo sino a apprezzare Bagatelles disprezzando le sue idee.

Evidentemente i lettori di Céline sanno tutto questo, ma è talmente importante dirlo affinché Céline sia infine letto, per superare i clichés che lo riguardano e si vada infine a riscontrare nel testo di che cosa si tratta.

Il solo rimprovero che potrei muovere all’opera di Emile Brami è sicuramente il rovescio della sua qualità, che è di restare molto legato ai dati di fatto di superficie, per esempio di non spingersi oltre riguardo le idee politiche di Céline, sia di non avere nessun dubbio sull’antisemitismo di uno scrittore di cui ammira lo stile e di non mostrare che cosa c’è là, non un paradosso, ma ben al contrario una formidabile ricchezza, tanto dalla parte dell’opera studiata, che dalla sua parte in quanto lettore.

La forza dello stile consiste sicuramente nel far passare queste idee inaccettabili, anche se all’epoca di Bagatelles non sono state infelicemente vissute in quanto tali da un grande numero di francesi, mentre lo sono state all’epoca degli ultimi romanzi, e in ogni caso tali sono nel discorso divenuto dominante.

Emile Brami sottolinea nella sua introduzione questo fastidio permanente d’essere appassionato da colui che aveva voluto la sua pelle, anche metaforicamente e ancora non sono assolutamente certo della metafora, precisa.

Ben inteso, siamo tutti infastiditi da questa contraddizione e qui sta il punto centrale: come Céline perviene a farsi amare con tali idee? C’è materia per la riflessione, ma Brami si accontenta di evocarla e pare non volere rispondere, e come tanti altri separa lo stile dalle idee, allora che non possono essere letti che insieme, e che se noi amiamo questa letteratura è perché fa risuonare in noi questo odio dell’altro che non osiamo confessare.

Senza dubbio, non è questo il luogo in cui abbordare una questione così difficile da intendere , semplicemente speriamo che questa nota di lettura dia a molti di voi la voglia di leggere i romanzi di Céline, quelli che non si leggono se non dopo aver letto i primi due, e forse pure quei pamphlets che occorre avere il coraggio di affrontare. Evidentemente il libro di Emile Brami è fatto per questo, nella linea del suo impegno di libraio.

Penvins è codirettore della rivista "Exigence-Littérature", Parigi.

25.4.2004.


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