Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Ciascuno di noi è in viaggio

Introduzione al turismo intellettuale

Juhani Harakka

E se lo smarrimento è planetario, da Helsinki a Roma, da Cuba alle Maldive, il problema riguarda gli smarriti e non i rarissimi che si trovano in un viaggio senza più droge né farmaci, ossia senza più nulla da consumare.

(26.05.2009)

Capita di rado di leggere un testo teorico sul turismo e ancora più di scriverne. Si leggono per lo più ideologie, non elaborate come teorie, implicite nei discorsi sul turismo. I predatori e i saccheggiatori del territorio per scopi di turismo non teorizzano il loro fare. È rarissimo che un criminale teorizzi il crimine che compie, al più lo giustifica rozzamente. I predati e i saccheggiati non teorizzano il crimine che si abbatte su di loro. Più o meno lo subiscono. E quando intraprendono diventano superpredatori e mettono a sacco anche gli amici e i parenti.

JPEG - 18.6 Kb
Hiko Yoshitaka, "Venere di Willendorf", 2000, pastelli a olio su carta, cm 23x30

Chi teorizza? Appena appena teorizza la coscienza vigile della classe dominante. Teorizzano i figli inquieti, sempre più rari, dei predatori. Ma la natura del turismo non è indagata. Per lo più si tratta di idee di ridistribuzione dei ruoli di turisti e di addetti al turismo, di canalizzare differentemente il turismo, di devolvere una parte degli incassi del turismo per investire in infrastrutture nei cosiddetti paesi turistici, in particolare in quelli più poveri.

C’è la richiesta ai principi della Terra di devolvere parte della loro immensa fortuna in opere per il popolo. Questo populismo crede nella pulsione gregaria e quindi nel turismo come consumo. Così l’ecoturismo, il turismo etico, il turismo responsabile, il turismo di solidarietà, il turismo durevole sono varianti del turismo come droga, come sostanza, come consumo.
Il viaggio sarebbe un viaggio di consumo.

L’unica teorizzazione pare quella criptomarxista o new age marxista, ovvero fondata sulla polvere di marxismo in vendita sugli scaffali della boutique new age dei predatori per i colleghi predatori. Allora il turismo sarebbe una consumazione non equa, aleatoria e delocalizzata: Il turista consumerebbe sogni, spazi, popolazioni, culture, colori locali... Importerebbe solo intendere le relazioni di dominazione tra turisti del nord e popolazioni del sud, criticare i ghetti per turisti bianchi.

Insomma il turismo illustrerebbe le problematiche della globalizzazione, ivi compreso il miraggio dello sviluppo basato sul turismo e sul riciclaggio dei soldi mafiosi. Il turismo contribuirebbe all’uniformizzazione del mondo: dopo aver distrutto gli ultimi paradisi terrestri, l’industria turistica ricrea dei paradisi stereotipati. Dal paradiso naturale al paradiso artificiale.

Bisognerebbe resistere a questa fuga in avanti? Bisognerebbe riappropriarsi insieme dell’avvenire del nostro mondo? La nostra creatività farà il resto? Quando ci sarà l’operazione mani pulite nel settore turistico?
Queste sono domande di candidati predatori dal volto umano, ossia i figli dei predatori che premono per avere una nuova distribuzione di fette di torta del pianeta.
I paladini del commercio equo ritengono sempre il viaggiatore un consumatore.

Il turismo è l’andare in vacanza? E’ una diversione dalla vera vita nel senso che già Heidegger ha trovato nella parola "divertimento".

Il turismo convenzionale corrispone e fare un giro, un tour. Secondo l’etimo: un viaggio circolare. Il "girismo" è un girare in tondo dove il punto di arrivo si doppia sul punto di partenza e lo spazza via.

Allora inventare un altro turismo è possibile solo per i nuovi rapaci, per le anime bianche dei figli dei predatori disponibili a ogni nuovo vampirismo, che si ammanta sempre dei toni della salvezza, della resistenza e di ogni altro strumento dell’ideologia dominante. La promessa è di salvare milioni di vite umane. Quindi il massacro continua.
La Charta del turismo durevole e il Codice mondiale d’etica del turismo sono ancora lontanissimi dal turismo intellettuale.

Il viaggio è intellettuale, s’inscrive nell’itinerario di vita. Tolto dall’itinerario rimane un viaggio parallelo, quello della doppia vita composta di vizi privati e pubbliche virtù. La vita convenzionale. La vita relativa. La quasi vita. La pseudo vita.

Anche regolare il turismo vale solo a regolarne il consumo. Ma il turismo non ha nulla a che vedere con il consumo. Il viaggio intellettuale è inconsumabile, ciascuna volta originario.

E se lo smarrimento è planetario, da Helsinki a Roma, da Cuba alle Maldive, il problema riguarda gli smarriti e non i rarissimi che si trovano in un viaggio senza più droge né farmaci, ossia senza più nulla da consumare.

Non si tratta di liberarsi dalle mode turistiche, se non per essere pronti a subire le nuove mode. Neppure è questione di scoprire i paesi stranieri senza il filtro del turismo convenzionale, che è il modo del colmo del convenzionalismo: l’anticonvenzionalismo sempre pronto per nuovi filtri e per nuove e più ferree convenzioni.

La domanda semplice e chiara da porre e da porsi è quale sia l’itinerario di vita. Quale il progetto e quale il programma. Ecco, i viaggi necessari e superflui di questa rotta sono il turismo intellettuale.

Traduzione dal finlandese di Pia Kiiskinen.

Prima pubblicazione: 6 gennaio 2002.

Juhani Harakka, psicanalista. Vive e lavora a Helsinki.


Gli altri articoli della rubrica Società :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |

30.07.2017