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Il figurante

Giancarlo Calciolari
(3.10.2018)

La figura è infigurabile e il figurante è il suo punto, oltre il visibile invisibile. L’idea della figura è l’automatismo mentale e sostanziale, l’omicidio e il suicidio, anche di Gaëtan de Clérambault. Era il figurante che lo psichiatra cercava nello specchio dinanzi al quale si suicida. Due facce del figurante: l’omicidio e il suicidio. L’uomo doppio è il figurante impossibile di ogni guerra, di ogni stupro, di ogni massacro, di ogni vita dominata dal doppio standard. La teologia, la filosofia, le scienze umane hanno tentato la presa del figurante, che come progetto politico rivoluzionario si è chiamata presa dello stato, dell’ontologia della figura, ancor prima che della nazione. Il figurante non è l’attante secondario della scena dello spettacolo e nemmeno l’attore fuori scena, osceno, dello spettacolo inscenato dalla società visibile invisibile. L’umanaio. Figurale è la dimensione della figura, dell’immagine non piegata alla bella o alla cattiva figura, l’immagine costruibile e distruggibile. La figura è causa e oggetto; e c’è chi cerca di farsi causa e chi di farsi oggetto. Padroni e schiavi.

Figurante non è qualcuno. Figurante non è soggetto né cogito né dasein. Quando il burocrate, il transumano templare, figurante di Bernardo di Chiaravalle, si prende per figurante uccide o si uccide. Ha la morte facile il burocrate e la vita difficile, sebbene sembri facile ai sottofiguranti. E la vittima se esistesse sarebbe il figurante di se stesso, ovvero il soggetto dello scenario fondamentale, che Freud ha chiamato fantasma, ossia copia impossibile della realtà. L’oscenario e l’ocorpario: l’umanaio.
Il figurante come soggetto è lo spettatore, anche di se stesso: parla infatti tra sé e sé. Guy Debord trova nel non-intervento il principio stesso dello spettacolo.

La giustificazione toglie il fare e il figurante diviene ingiusto: specchio ingiusto, sguardo ingiusto, voce ingiusta. La presunzione infera è quella del figurante che crea un metafigurante a sua immagine, chiamato dio. Il dio che ama e che odia è umanoide: il dio figurabile è antropomorfo, oltre che zoomorfo, come nel pensiero greco. Maimonide sospende la credenza in ogni dio antropomorfo, anche quando riguarda il dio degli ebrei: il dio che gli ebrei si sono dati e che provoca l’invidia dei fratelli, prima cristiani e poi musulmani, entrambi ellenizzati.

Chi tenta l’impossibile presa del figurante diviene il figurante del proprio improprio scenario e risulta macchinato, robotizzato, automatizzato: marionetta, burattino, pupazzo. E i migliori pupazzi sono quelli che dismettono i panni del pupazzo, che trovano il pupazzo monumentale negli emblemi di ogni square.


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3.10.2018