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L’anoressia, il nutrimento, il valore, nonché l’idea cannibalica, la casta, l’oppressione, nonché il sovrano, l’avatara, l’illuminazione, nonché la conoscenza, la partecipazione, la comunione

Armando Verdiglione
(13.02.2018)

Il principio del nulla è principio cannibalico, sacrificale, principio della
metamorfosi divina, principio dell’Uroboro, principio del daímon.

Il cannibalismo, il pasto nell’economia dell’amore e il pasto nell’economia
dell’odio, poggia sul matricidio, sull’espunzione della parola, della materia della
parola. Il precetto misterico è questo: “Màngiati!”. Il mistero è cannibalico. Anche la
mantica. Anche la logica padrone-schiavo. Anche la logica amico-nemico. Il
cerimoniale misterico è cerimoniale cannibalico. Che il sacrificio sia di sé o dell’Altro
vale a indicarlo come circolare. Sacrificio come metamorfosi. Il cibo sostanziale e
mentale, il cibo gnostico, è il cibo farmacologico: ogni cibo che si assuma,
sostanzialmente e mentalmente, ogni cibo che ignori che il gusto è gusto pragmatico,
gusto della differenza e della varietà, gusto immunitario, è cibo farmacologico.
Ma “il principio del nulla” è ossimoro e il sacrificio che presume la metamorfosi è
un’ipotiposi. Il principio è il principio della parola, il principio del sacro. Un assioma
del sacro è questo: l’atto è “scientifico”. Atto di parola.

La virtù senza cui le altre virtù del principio non s’instaurano è l’anoressia.
L’anarchia, il disagio, la tentazione, la libertà, l’arbitrarietà, l’aria, l’integrità, il
pleonasmo, la leggerezza, la neutralità, il caos esigono l’anoressia.

Anoressia della parola: per ciò anoressia intellettuale. Anoressia del numero: “non
più”, “più niente”. Anoressia della relazione: non c’è più sostanza. L’idea di peso (l’idea
di relazione è l’idea di peso) è idea sostanziale e idea mentale, idea sacrificale. L’idea
di due, che è l’animale fantastico, è ipotiposi. Anoressia dell’operazione, anoressia
dell’idea: da qui l’assiomatica e la teorematica. Anoressia della distinzione, anoressia
del sembiante, del tu, dell’io, del lui. Estranea, l’anoressia del sembiante, a qualsiasi
dottrina misterica. L’anoressia è estranea alla dottrina della mano sulla parola, la
dottrina della mano predatrice, della presa della parola, della confisca della parola.
Anoressia della dimensione: la parola non è più spaziale. Anoressia della funzione: non c’è
più funzione di morte.

Anoressia della memoria. La ricerca e l’impresa (proprietà della memoria) procedono dal due per integrazione, secondo il numero singolare triale. Anoressia della ricerca,
anoressia dell’impresa.

Il principio di non contraddizione è il principio dell’anoressia sostanziale,
principio dell’economia del sangue, principio della conciliazione, da cui discende il
principio dell’anoressia mentale, il principio dell’economia del tempo e dell’odio.
Idealmente finendo, il tempo passa e diventa misurabile, con tanto di
consumatore, e il tempo scorre e diventa risparmiabile, con tanto di mediatore. Si
presenta l’ideale dell’alternativa alla parola, alla relazione, all’operazione, alla
condizione, alla dimensione, alla funzione, allo stato, alla società, alla ricerca, alla
politica.

Perché mai il banchetto è proprio dell’homo mortalis, homo immortalis? Perché mai il
cibo è il cibo dell’immortalità, il cibo del sacrificio, il cibo che risponde al precetto
misterico “Màngiati!”? Perché mai il cibo è sostanziale e mentale? È il cibo del
cerimoniale, il cibo del sacrificio, della metamorfosi, della divinizzazione. È il cibo
dell’iniziazione. Ma l’homo immortalis è ipotiposi. Se ne avvale il carnevale come
parodia della metamorfosi.

Nessuno ha fame. La fame religiosa è la fame del nulla, la fame sostanziale e
mentale, la fame dell’immortalità, la fame dell’oro dell’immortalità.
Il nutrimento non è cenere né polvere, non è il nutrimento circolare, non è il
nutrimento che si conosce. Non è il nutrimento proprio della conoscenza. Non è il
nutrimento atteso. Ovvero non è il nutrimento cannibalico. Non è quel nutrimento
che si chiama “partecipazione” o “comunione”.

Il cibo, il nutrimento. Lo ius nutritionis è contraddistinto dalle virtù dell’Altro,
dall’humanitas. E la ratio nutritionis è contraddistinta dalle virtù del tempo, quindi
dall’humus.

Leggere il testo integrale

L’anoressia, il nutrimento, il valore, nonché l’idea cannibalica, la casta, l’oppressione, nonché il sovrano, l’avatara, l’illuminazione, nonché la conoscenza, la partecipazione, la comunione

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12.04.2018