Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


TRANSFINITO International Webzine

Dell’intolleranza in materia intelletttuale

Armando Verdiglione
(8.01.2018)

La parola si staglia sul suo principio. Il principio della parola è il principio di
tolleranza. Le virtù: il principio. Tolleranza del due, tolleranza dello zero, tolleranza
dell’uno, tolleranza dell’Altro. La materia della parola, la materia intellettuale, è
questa: il dispositivo del viaggio segue anche la dimensione di materia. La realtà
intellettuale esige il dispositivo di scrittura della memoria, che procede per
integrazione dal due e segue il numero singolare triale.
La tolleranza sta qui: la parola agisce. Non c’è modo di togliere il principio della
parola. Non c’è modo di togliere le virtù della parola. Le virtù della parola esigono la
tolleranza. Tra le virtù della parola, l’anoressia intellettuale.
Il principio del nulla è il principio d’intolleranza, il principio ideale, senza la
parola, senza il numero diadico, senza il numero singolare triale. Senza la memoria. Il
principio d’intolleranza è principio di tolleranza sociale, principio della burocrazia
nel suo sostanzialismo e nel suo mentalismo, principio della vendetta sociale,
principio dell’odio sociale, principio dell’autocritica (la critica del soggetto), principio
del sospetto penale come sospetto sociale. Principio di presunzione.
Il principio d’intolleranza è il principio dell’armonia ideale, il principio dell’ordine
sociale, principio dell’omertà, della sufficienza del diritto senza l’Altro e della
ragione senza l’Altro.
È il principio d’intolleranza a dettare il canone della burocrazia. Un canone
arcaico. Il principio d’intolleranza: principio di non contraddizione, principio del
terzo escluso, principio d’identità, ovvero principio della memoria selettiva e della
memoria elettiva. Il canone: canone ideale, canone ideologico, canone religioso.
La tolleranza sociale come tolleranza burocratica viene stabilita, fondata dalla
riforma cattolica. La burocrazia, nella sua tolleranza sociale, ideale, cioè nel suo
principio d’intolleranza, viene fondata dalla riforma cattolica. Quella che è chiamata
controriforma è la riforma cattolica.
Se la tolleranza propria della riforma cattolica richiedeva la tortura, la prigione e la
morte, la tolleranza illuminista richiede la ghigliottina, la camera a gas, lo
psicofarmaco e le forme di eutanasia proprie della nostra epoca.
La parola è idealmente sospetta. E ciò che è idealmente sospetto è penalmente
sospetto. E chi è idealmente sospetto è penalmente sospetto: la demonizzazione
forma la criminalizzazione. Il nulla ideale è il luogo ideale: luogo comune, luogo
sociale, luogo dell’intolleranza e del sospetto, della vendetta e dell’invidia, luogo
dell’inquisizione come assegnazione ideale della pena, luogo dell’intolleranza
inquisitoria, del sospetto inquisitorio, del sospetto della negativa del tempo e
dell’Altro. Il sospetto ideale. L’idea che “ognuno” ha di sé richiede il sospetto di sé e
il sospetto dell’Altro. Il sospetto di sé si traveste nel sospetto dell’Altro. Il dubbio di
sé si traveste nel dubbio dell’Altro.

Leggere il testo integrale

Armando Verdiglione, "Dell’intolleranza in materia intelletttuale"
Opera di Hiko Yoshitaka

Gli altri articoli della rubrica Cifrematica :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |

5.05.2018