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L’opera tecnica, ovvero la clinica

Francis Pagano
(24.01.2017)

Walter Benjamin in –L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica- edizione SE, riflette circa l’opera d’arte, la tecnica e la fruizione di questa.

Egli scrive che, “genio e creatività” sono anche i modi adottati dai totalitaristi per controllare le masse. Questa “l’estetizzazione della politica” che sa più di anestetizzazione della politica piuttosto che, di estetica sull’orlo della rimozione e nella sua legge.

“L’opera d’arte è sempre stata riproducibile e riprodotta”

Il simulacro è inspeculare. Non si specchia, non si copia e nemmeno si riproduce: il quale termine pare provenire dalla biologia, puntando così più all’origine che all’originario della vita. Il simulacro provoca. Questiona, sul filo della notte, nel labirinto del tempo. Il simulacro causa.

Esso causa, senza essere corpo o minaccia. Senza sacrificio o volontà di bene come causa finale. Senza accusa o colpa, non si rappresenta neanche nella mano che imputa.

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Opera di Hiko Yoshitaka

Il simulacro causa, per ciò è inricalcabile e gli allievi che cercano di ricopiare l’opera del maestro, inseguirebbero solo un fantasma. Una copia della copia, rimanendo così nell’ombra di quest’ultimo.

Scrivere senza fare è copiare senza ingegno e invenzione, senza simulacro e sembiante, ovvero varrebbe ad agire. A fare tanto per fare ad affacendarsi, quindi agire.

Il pragmatico senza pragma abolisce il progetto e il programma, ovvero l’arte di operare.

L’arte di operare sospende la mitologia della mano di dio, perciò dell’uomo a immagine di dio, quale suo proseguimento. Proseguimento ontologico è chiaro. Nel caso, se l’arto agisse giungerebbe alla dicotomia omicidio-suicidio realizzandosi come sostanziale e mentale.

Invece, l’operatore pragmantico è innominabile e irriproducibile e fa secondo l’occorrenza.

Nessun Hic et Nunc. Nessuna esistenza qui ed ora. Nessuna topologia entro la quale o fuori dalla quale l’opera possa dirsi unica e perciò esistere.

Con l’attuale l’opera sarebbe meno soggettuale?

Se così fosse, già il mondo del visibile sarebbe sufficiente a instaurare il soggetto esistente e l’esistenzialismo di Jean Paul Sarte, sbiancando quanto meno, anche il concetto lacaniano di existence; instaurando le classi, i gradi nonché i livelli entro cui c’è chi sarebbe eletto alla purezza e chi no.

Un principio di unicità, di dottrina, di morale, di circolarità, di dominio, di Hic et Nunc dove lo spirituale va a braccietto col cosmico, nascondendo l’altra faccia che è il demoniaco.

Non c’è più autentico nel terzo millennnio. Non c’è più idea di fine, idealismo. Non c’è più idea di sé che debba ispirare e guidare le azioni umane e stabilire un ritorno e intendere. Intendere già. Concepire. Concepire l’altro. Concepire l’opera. Concettualizzare l’opera. Renderla pura. Indurire l’opera per riprodurla, equipartirla per la massa. Il pubblico, la massa demoniaca.

Altra cosa il pubblico ne Il giardino dell’automa di Armando Verdiglione. Il pubblico consta l’esistenza del transfinito. L’accadere della vita. E la massa indica la dimensione della parola, e non la massa parlante, il popolo.

Nell’epoca della riproducibilità tecnica la massa si occupa della fruizione dell’arte, della concretizzazione, della produzione e della destinazione. Nell’epoca di oggi tutto circola e tutto si divulga. Tutto è nell’erotizzazione e il pubblico fa fruire, ovvero fa godere e gode del possesso. Gode della copia. Divora la copia per l’identico. L’epoca della tecnica pare cannibalica e vampirica. E non appetisce, vede l’opera come oggetto e ne fa culto, rituale, tradizione. E questa massa culturale, questa epoca tecnicista, Walter Benjamin l’accomuna all’avanguardia artistica affermando che entrambe hanno perso l’aura, ovvero l’involucro: il loro luogo del sacro.

CIFRANTE. La tecnica è clinica. L’arte dell’identificazione cammina dal tempo del sintomo al tempo dell’impasse, al tempo inerente al punto di schisi. La tecnica clinica si costituisce nella terapia clinica. Agli antipodi della psicoterapia (della psicodinamica; della psicotecnologica; della psicoenergetistica) – Il giardino dell’automa. Armando Verdiglione

Francis Pagano
(13/11/2016)


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