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Nella politica europea futura, e anche mondiale, il fattore religioso sarà molto importante.

Intervista a Jurij Karlov : "Parlando con il Papa"

Giancarlo Calciolari

Il linguaggio diplomatico, tenendo conto della vigilia del terzo millennio e seguendo le norme dell’etica internazionale, è una parte integrante della civiltà umana. Non è un doppio linguaggio ma una forma d’espressione delle cose reali.

(19.05.2005)

Jurij Karlov è stato primo e ultimo ambasciatore dell’Unione sovietica in Vaticano, e primo ambasciatore della Russia in Vaticano dal 1990 al 1995. Di questa vicenda, della missione decisiva per gli incontri di Gorbaciov e di Eltsin con il Papa, Karlov narra nel libro "Parlando con il Papa" (Spirali, Milano 1998, pp.247, L. 30.000)
Jurij Karlov, giurista laureatosi nel 1961 presso l’Istituto statale delle relazioni internazionali di Mosca, ha intrapreso subito la carriera diplomatica ricoprendo vari incarichi nelle ambasciate dell’Urss in Romania e in Italia e in varie commissioni e Consigli dell’Unesco. Dal giugno del 1995 è rappresentante speciale del Presidente della Russia e Ordinario di economia politica.

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Hiko Yoshitaka, "Metafisica del ladrone", 1999, pastelli a olio su carta, cm 23 x 30


Il suo libro Parlando con il Papa, oltre che una testimonianza è anche un messaggio rispetto alle relazioni tra la Russia, il Vaticano e l’Italia?

"Messaggio" è proprio la parola giusta. Noi dobbiamo esaminare il contenuto dei nostri rapporti con la Santa Sede, in questo periodo ben determinato, per vedere le prospettive, ma forse anche per allargare la base delle nostre azioni comuni.

Io credo che nella politica europea futura, e anche mondiale, il fattore religioso sarà molto importante. Da questo punto di vista si tratta proprio di "messaggio.
Noi abbiamo fatto molte cose in comune, abbiamo superato molte barriere ideologiche di contrapposizione, certo in questo periodo dal 1990-1995 non abbiamo fatto tutto. Ci sono parecchie cose da riesaminare, bisognerebbe fare un’analisi più approfondita; ma la linea scelta allora, quella della cooperazione - la ricerca di una base per azioni comuni - è molto giusta.

Questa è anche un’occasione per le relazioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa?

Forse la lezione che personalmente ho preso da questa esperienza unica è che noi dobbiamo ridare più spazio ai rapporti diretti tra le Chiese. Vorrei anche usare una parola inedita: forse si tratterebbe di una diplomazia religiosa. Non è che nel nostro mondo laico le Chiese debbano prendere quello che appartiene agli stati. Certamente, no. Mi pare che adesso dobbiamo vedere chiaramente lo spazio politico, sociale, anche nel senso più lato di questa parola, dove il fattore religioso - la diplomazia religiosa - ha la propria nicchia.

Il suo libro "Parlando con il Papa" è scritto senza alcuna traccia di polemica. D’accordo, lei è diplomatico, ma da dove viene questa lingua diplomatica, là dove l’ideologia che prima presideva al continente russo non era proprio "diplomatica"?

Mi piace questa definizione che il mio libro è scritto fuori da ogni polemica. In effetti lo scopo di questo libro è ben diverso, non di assicurare la posizione di una parte, ma proprio di trovare la base per le azioni comuni.
Io sono diplomatico di carriera, da quasi trent’anni sulla "breccia" diplomatica. Ma non posso dire che il linguaggio diplomatico è quello per coprire il linguaggio reale della politica.
Il linguaggio diplomatico, tenendo conto della vigilia del terzo millennio e seguendo le norme dell’etica internazionale, è una parte integrante della civiltà umana. Non è un doppio linguaggio ma una forma d’espressione delle cose reali.

(1998)Jurij Karlov, giurista laureatosi nel 1961 presso l’Istituto statale delle relazioni internazionali di Mosca, ha intrapreso subito la carriera diplomatica, ricoprendo vari incarichi nelle ambasciate dell’Urss in Romania e in Italia e in varie commissioni e consigli dell’Unesco. Dal 1990 al 1995, è stato il rappresentante della Russia presso il Vaticano. Dal giugno 1995, è rappresentante speciale del Presidente della Russia e Ordinario di economia politica.

Giancarlo Calciolari, direttore di "Transfinito".


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30.07.2017