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Peregrinatio aetherea. Divagazioni sull’anima [4]

Roberto Panichi
(4.04.2015)

JUNG La possessività genitoriale non meno del complesso edipico giustifica la sottomissione sodomitica, quasi un sordo rancore che nasce dalla sudditanza al potere e non meno dal bisogno di conservarsene i favori.

ARISTOTELE Figlio madre, figlia padre. Un chiasmo perfetto. Non sbeffeggio dottori, nei meandri viscidi e oscuri dell’animo mai ho pensato di addentrarmi anche perché ai miei tempi omosessualità e pederastia non erano sub iudice, erano nel novero delle possibilità relazionali comunemente ammesse.

JUNG Avevo dei problemi con mio padre, un pastore protestante e di vedute troppo ristrette per me. Mi ribellai alla fine e presi la mia strada. Quanto a te, Sigmund, mi amavi di un amore che mi faceva paura e mi metteva a disagio.....[Lettera 338, 18 dicembre 1912] "e intanto Lei se ne sta assiso in veste di padre. Per puro spirito di sudditanza nessuno ha il coraggio di afferrare il profeta per la barba e domandare una buona volta che cosa dice Lei ad un paziente che ha la tendenza ad analizzare l’analista anziché se stesso, io infatti non sono assolutamente nevrotico....Insomma Lei ama a tal punto i nevrotici da essere sempre in armonia con se stesso?...Lei forse odiava i nevrotici". Io avevo 37 anni.

FREUD Io 57 e il mio cervello era a posto. La mia risposta [Lettera 342, 3 gennaio 1913] era netta:"......Le propongo dunque di cessare completamente i nostri rapporti privati. Io non ci perdo nulla perché ormai...ero legato a Lei soltanto dal filo di delusioni provate che continuavano ad avere il loro effetto...Lei ultimamente a Monaco ha confessato che un rapporto intimo con un uomo ha effetto di inibizione nella sua libertà scientifica".

JUNG Lo spostamento della libido come possibile fonte delle primitive invenzioni umane andava nella direzione di una desessualizzazione ulteriore.

SAN TOMMASO Il rovesciamento dell’icona divina, l’uomo dimidiato.

JUNG Scopersi con mio grande stupore che una giovane paziente, educata molto religiosamente, aveva visto in sogno il crocifisso rappresentato sul fondo di un pitale da notte......quindi sotto forma di escrementi.

SAN TOMMASO Trucco blasfemo del demonio!

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Opera di Roberto Panichi

JUNG In una mia fantasia infantile, avevo 12 anni, Dio seduto sul trono d’oro....sotto il trono una immensa massa di sterco colava sul tetto nuovo e scintillante e abbattendolo faceva crollare in pezzi i muri della cattedrale.

TERZO ESCLUSO Un’esondazione onirica!

JUNG Allora mi sembrava di emergere dalle feci del padre con una fede rinnovata e direi personale. Quando presi a scrivere la mia autobiografia, a 65 anni, ne traevo questa morale: la sapienza e la bontà di Dio mi erano state rivelate...era come se avessi fatto esperienza di un’illuminazione; tante cose che prima erano oscure mi diventavano chiare! Ecco che cosa mio padre non aveva capito, gli era mancata l’esperienza diretta della volontà di Dio.

SAN TOMMASO Una profanazione bella e buona.

TERZO ESCLUSO Il tentativo di ribaltare la tua posizione passiva, anale cloacale, nei confronti del padre. Come con Freud!

JUNG La nascita di Chiwantopel l’eroe di Miss Miller cioè di una personalità del suo inconscio....intende significare stando alle sue precedenti spiegazioni "io stessa l’ho fatto, prodotto inventato, si tratta quindi di una specie di creazione dell’uomo o di nascita per via anale".

TERZO ESCLUSO Per la soggezione all’analista suggerisci la metafora delle Madri (Goethe, Faust, Atto I, vv.219 ss. Finstere Galerie). Accostare elementi distanti e diversi per analogiam è documento di sincretismo citazionista corrivo. Il cantore di Weimar a sua volta nei colloqui con Eckermann racconta di aver tratto il mito dalla Vita di Marcello di Plutarco. Un caso direi di delibazione multipla. Ne sai qualcosa?

JUNG Queste Madri non hanno a che fare con quelle venerate dai Greci e a essi pervenute dalle religioni orientali. Il poeta ci metteva del suo, la sua convinzione era che ogni forma vivente dovesse risalire a una forma originaria e primitiva celata nel grembo stesso della natura.

ARISTOTELE Al poeta è ammesso infiorettare, amplificare e inventare, ma la scienza? A supporto di una tesi maneggi elementi i più disparati e diversi, dal mondo antico orientale alla Bibbia e alla classicità, li metti in fila e pretendi di darci delle prove, vuoi dimostrare assunti che richiederebbero di essere analizzati in un quadro unitario.

TERZO ESCLUSO Amatoriale.

SAN TOMMASO Penso a quelle crestomazie d’altri tempi, come ape operosa fior da fiore.

ARISTOTELE Sonno, veglia, la stasi, il movimento sono funzioni dell’anima. Queste sembrano sospese o si attivano sollecitate dall’invadente (oltraggiosa? avvenente?) presenza del mondo. Svenimenti, deliri, deliqui della mente sono preavvisi dell’esodo ultimo.

SAN TOMMASO In una trama di cause e concause emigra l’anima nel suo planare difficile lungo la via lattea che allerta l’intelligenza su plaghe sanguigne dove il raggio debole della luna sembra quasi ritrarsi provando ribrezzo per l’irrazionale e la violenza che lo condensa. Così a spiriti candidi innamorati di armonie invisibili. Hai disciolto l’enigma, Stagirita, indagando le quattro cause?

ARISTOTELE Nei Parva naturalia di struscio. La finale, la efficiente, la materiale, la formale danno fondo al senso comune, praecipuum ac primarium. Nel cuore è lo pneuma, fonte del calore vitale e sede dell’anima. È pure di evidenza che talune persone cadute in un profondo deliquio hanno l’immaginazione desta, ricordano il sogno e dimenticano le azioni che alla veglia si convengono, che esse hanno compiuto durante il sonno.

FREUD L’Interpretazione dei sogni è del 1900. Una tromba del giudizio per gli uomini tutti quale che fosse la cartella clinica, normali con riserva e malati. Si prendeva atto finalmente della riserva conoscitiva del corpo e delle sue grandi ragioni. Mi riferivo a Nietzsche difatti in una lettera a Fliess del primo febbraio: "Spero di trovare in lui le parole per tutto quanto resta muto in me".

ARISTOTELE I narcotici in genere, il papavero, la mandragora, il vino, il loglio e che altro? inducono pesantezza di testa e torpore, allentano le tensioni e producono stati incerti prossimi alla fisima e al sogno.

SAN TOMMASO Malinconia tetra di ipocondriaci e atrabiliari per occlusione di un vaso. L’umore secreto dal fegato li rende tristi e aggrondati, nera atroce bile. Al venir meno o affievolirsi della coscienza la processione delle immagini è sospesa.

JUNG A sentire il maestro di color che sanno mi sembra di stare a Wonderland. Il cosmo si squaderna nella sua adamantina sostanza e l’anima, questo groppo oscuro di miserie, vi si rispecchia serena ignara di turpitudini e mali quasi ne andasse esente per miracolo o non so quale proroga elargita dal creatore. Per dirla in breve, tutta l’arte di vivere si riduce a un unico problema, come liberarsi della libido nel modo meno dannoso possibile (A San Tommaso) Ma la tesi di Dio padre regge?

SAN TOMMASO Per Cristo lo era, io credo alle sue parole. Per gli uomini in genere il concetto si conforma diversamente. La natura e le sue leggi ferree sono divine, in esse c’è tutta la provvidenza possibile, l’amore sollecito e la giustizia inflessibile che è consequenziarità. E poi, nell’eterno e nell’assenza di vane passioni, il dolore di questo uomo qui e del suo piccolo mondo è forse rilevante? È strabismo di creature terrene vaghe di esistere, un attimo fuggente in ogni caso.

TERZO ESCLUSO Per scendere da altezze sublimi, Gustav, e a essere franchi, annaspi in un gran puttanaio. Mescoli, ibridi, la Grande Meretrice di Babilonia e dell’Apocalisse, la Madonna cattolica, le Madri di Faust, Iside egiziana....sguazzi tra incesti e complessi edipici e perversioni di ogni genere, peschi nel torbido e sprofondi in una palude stigia dove una lucetta a malapena rischiara e un fruscio è mortifero avviso di aspidi e serpi.

JUNG La legge che si esprime attraverso il divieto dell’incesto è una coazione all’addomesticamento. Bisogna considerare la religione come il sistema che accoglie le forze pulsionali di natura animale non immediatamente utilizzabili per scopi culturali.

SAN TOMMASO Persino la croce simbolo del sacrificio estremo nell’abiezione e nel disamore, albero della vita, il dottore di Kesswill in Turgovia insozza con sconce allusività falliche, al di là del riscatto e dell’immortalità che dischiude ai fedeli.

FREUD Fantasie regressive copertura edipica un circuito fallico senza uscita.
JUNG Liberarsi della madre.

FREUD Le divagazioni dell’americana sono accomodate, fatte uscire direi a puntate. La censura in effetti si comporta come un doganiere stupido. Presi interesse ai fatti ritenuti insignificanti, quei microfenomeni che in analogia col sogno rappresentano lo scontro di opposte tendenze, appagamento e controllo. Il patologico è normale, psicopatologia del quotidiano appunto.

ARISTOTELE Nelle indagini diuturne sulla natura e sull’uomo sapevo che c’erano buchi neri e la follia, di cui Erasmo scrisse l’elogio, ma parlava dell’utopia cristiana, è uno dei più inquietanti. Nel mondo che era il mio la relazione cui costantemente guardare era la razionalità, è questa che dà la norma e rende accettabile la vita sociale rendendo possibile a taluni individui di sedersi, per degnità, al simposio della sapienza cogli dei, essi stessi quasi fatti divini. Lordure di saltimbanchi e di omuncoli in preda a carnalità, smarriti nella ricerca di falsi beni, incapaci di amare oltre le copule congiunturali, è materia di studio ma l’inchiesta non si fermi alla clinica e alla terapia, non si adegui all’intero la parte sofferente e corrotta, riscopriamo il progetto originario che è di meravigliosa complessità.

FREUD Ricordi di copertura riaffiorano nell’anamnesi infantile, brandelli esistenziali rimossi aprono scenari nel profondo come solo la grande poesia può fare. La libido è tutt’altro che univoca, erratica invece nelle sue epifanie che si legano alle circostanze e alla crescita dei corpi. A partire dal 1911 mi affacciai a un campo inesplorato, la metapsicologia, mi proponevo di definire la mappatura di un’economia del desiderio. La dottrina delle pulsioni, confesso, fu la parte più debole delle mie teorie. Lo sfondo era quello della società borghese ipocrita quanto basta a rovinare ragazzi e giovani donne fragili e vulnerabili come sono. Dato lo squallore del mondo che evocavo esorcista stregone all’abbrivio di ciance e necromanzie, mi rivolsi alla bellezza del mito per ammolcire quella rivelazione di una condizione primigenia da cui l’uomo civile risultava fatto a pezzi, inventando o, meglio, riappropriandomi della congiunzione fatale, agli avveduti nota da sempre, di amore e morte , frontiera tra finito e infinito cui Spinoza s’approssimava nella Terza Parte dell’Etica ragionando con acume dell’origine e della natura delle passioni. Eros elargitore distratto poco oculato, incline a infatuamenti e falsi miraggi, o tragico e melodrammatico regolatore di destini, invocato con la vergine che il poeta di Recanati si augurava benigna, Thanatos letale.

ARISTOTELE Noi Greci avevamo la tendenza a classificare tutto, anche la morte e i modi suoi più vari e impensabili con cui ci toglie dal mondo. Morte e Sonno discoli inferali amano venire di soppiatto, prossimi i sogni albeggiavano nelle vicinanze. Chissà perché il padre Omero li relegava ai confini estremi dell’Occidente veri o fallaci che fossero. Stupide frottole di cui non si saziava mai la gente. Una versione consolatoria della bella morte s’identificava in due figure di gagliarda e giovanile baldanza, Endimione genio della Notte e Eros alato o meno.

FREUD La storia del sacrificio la trovo incresciosamente stonata, Gustav.

JUNG L’eroe e il suo cavallo soccombono morsi da un serpente. Mediante il sacrificio si raggiunge una pienezza di forze che rasenta quella dei genitori. Così il sacrificio ha anche il significato di un processo di maturazione psicologica. Allo stesso modo che il mondo nacque mediante il sacrificio attraverso alla rinuncia della libido materna rivolta al passato, così secondo la dottrina delle Upanisad si produce anche quella condizione dell’uomo che si può chiamare stato di immortalità. Per placare l’ira della madre terribile si sacrificava la donna più bella quale simbolo della propria libido....un secondo caso ideale : l’autoevirazione in onore della madre. Con questi sacrifici si offre simbolicamente la vita per riconquistarla di nuovo.

SAN TOMMASO Impostore!

FREUD Parla di sé e dei suoi problemi con me. Gli tarpavo le ali e lui faceva di tutto per sottrarsi all’abbraccio mortale. La fantasia del serpente è una prospettiva di morte, temeva di non sopravvivere alla sua sortita e la morte mentale, parziale, il pericolo.

ARISTOTELE Il Dottor Jung ibridava e manipolava, cosa non nuova. La Gran Madre era sempre gravida e in fregola, andava in giro su un carro tirato da leoni e pantere con al seguito i Coribanti in uno strepito di timballi -non di riso, sformatini e pasticci-, piatti, corni, flauti. La storia di Attis efebo procace amante di lei è un caso di autoevirazione, ma è una favola, uno dei carmina docta di Catullo.

FREUD Le pagine letterarie di Miss Miller sono superfetazioni dettate dalla volontà di Jung di prendere le distanze da me. Il marchio del padre. Indelebile!

ARISTOTELE In materia di sogni mi fermai al descrittivo. Un’intrusione di elementi apparentemente allotri, può essere che nel dormire uno sia cosciente del suo sognare, diversamente non si ha la percezione del cambiamento. Al momento del risveglio talora ha coscienza che le immagini oniriche siano insidenti negli organi di senso.

FREUD Stimoli sensoriali interni. Soggettivi. La grande baldoria onirica che accampa Jung ha della divinazione.

ARISTOTELE A dire di altre illogicità come che sia Dio a mandare tali segni e non agli uomini migliori e più saggi ma al primo venuto è assurdo. Saranno semplici indizi o coincidenze. Sognare dipenderà pure dalle modificazioni dei corpi e dalle condizioni in cui si trovano, perciò i bravi medici danno importanza alla natura dei sogni poiché gli inizi di tutte le cose sono piccoli e questo vale anche per le altre malattie e altri accidenti che si possono produrre nel corpo. Sintomi che sono manifesti più nel sonno che nello stato di veglia.

FREUD Non è propriamente così, Stagirita. La sintomatologia è diurna e notturna.

SAN TOMMASO Maestro, sei reciso nel rifiutare la messaggeria divina compresa la divinazione che ci può essere nei sogni.

ARISTOTELE Uomini semplici sono talora capaci di prevedere e hanno vividi sogni. Il che fa supporre che non sia Dio a mandarglieli, tutti quelli che hanno una natura ciarliera e atrabiliare hanno visioni di ogni sorta. Le immagini che si producono nel sogno sono simili alle forme riflesse nell’acqua, quando questa si agita si sdoppiano incerte e sembrano sconnesse come di chi parla a vanvera.

JUNG Ogni concezione che definisce l’espressione simbolica come analogia o come denominazione abbreviata di una cosa nota è semeiotica. Una concezione che definisce l’espressione simbolica come la migliore possibile, e quindi come la formulazione più chiara e caratteristica che si possa enunciare per il momento, di una cosa relativamente sconosciuta, è simbolica. Una concezione che definisce l’espressione simbolica come intenzionale circonlocuzione e modificazione di una cosa sconosciuta è allegorica.

SAN TOMMASO Allegoria è parlare per immagine e adombra un oggetto. O sostituisce qualcosa di conosciuto per denotarlo sub specie morali vel per intellectionem vel personam tueri principis.

FREUD (A Jung) Riconosci il debito.

JUNG Gli elementi coscienti che lasciano intravedere i retropiani inconsci li chiami simboli, ma impropriamente perché nella tua dottrina essi svolgono il ruolo di segni o sintomi dei processi sublimari e niente affatto quello di simboli veri e propri. Infatti per simbolo bisogna intendere un mezzo atto ad esprimere una intuizione per la quale non si possano trovare altre e migliori espressioni. Quando Platone con la parabola della caverna esprime il problema della teoria della conoscenza o quando Gesù Cristo esprime con parabole la sua idea del Regno di Dio, abbiamo dei veri e propri simboli, cioè dei tentativi di esprimere ciò per cui non esiste nessun concetto verbale.

FREUD Ribadisco, il simbolo è via di accesso all’inconscio.

SAN TOMMASO Posizioni massimaliste e riduzioni di campo arbitrarie. Il simbolo della croce, degli Apostoli, il niceno-costantinopolitano o quello atanasiano contro gli Ariani compendiano verità di fede e rimandano a storia nota.Quanto al Regno di Dio, convengo, andava mediato dato che non è di questo mondo.
JUNG Mi sono occupato di anime come un prete, sentivo di entrare in un labirinto e l’anima non è un bel giardinetto dove cogliere fiori. È un groviglio di serpentelli inquieti famelici non anime belle santini e icone da mettere sugli altari.

SAN TOMMASO Diagnosi e prognosi le tue per malati di mente.

JUNG M’invitò Sigmund, e il nostro primo incontro ebbe luogo a Vienna nel febbraio del 1907. Conversammo quasi senza sosta per tredici ore. Freud era il primo uomo veramente notevole che avessi mai incontrato...in lui non era nulla che fosse banale, lo trovai di un’intelligenza fuori del comune, acuto notevole sotto ogni aspetto. Il punto di rottura fu la mia interpretazione della libido. Per me era l’equivalente dell’energia fisica, un concetto quantitativo che perciò non avrebbe dovuto essere definito in termini qualitativi, energia psichica insomma. Sigmund era pansessualista convinto e l’orizzonte che io discoprivo metteva a repentaglio il sistema di relazioni e correlazioni che ci aveva costruito sopra. Cambiai anche specificazione: psicologia analitica. Intravedevo ormai chiaramente le differenze che mi separavano da lui e da Adler. Trovai punti di convergenza nella lettura di Schiller e di Nietzsche. Nel Prometeo ed Epimeteo del 1871, poema allegorico di Carl Spitteler, col delineare la centralità del tipo psicologico si veniva a circoscrivere il giudizio entro un’area precisa. La tipologia getta luce sui vari aspetti o modalità coscienziali.

ARISTOTELE Mi vengono in mente i “Caratteri morali” di Teofrasto pieni di humour, le esagerazioni quando ci sono non ubbidivano comunque a espedienti di comicità gratuita, vi si avvertiva anche un senso di amarezza di fronte alle miserie degli uomini e toni disincantati nel descrivere la loro incurabile follia.

JUNG La natura sempre uguale degli uomini.

FREUD Ambigua la relazione fra memoria e dimenticanza. Inter alia, io avevo una capacità di memorizzare eccezionale.
SAN TOMMASO Richiamare alla mente è atto volitivo che presuppone intenzionalità e questa un evento. L’oblio è del superfluo o dell’età.

FREUD Ricordo una mia amnesia apparente. Eravamo io e mia moglie alla table d’hôte e l’attenzione di lei alla conversazione di un tavolo dove sedeva persona a me nota ma che io non volevo riconoscere m’indispettì non poco. Confesso, sono piuttosto rancoroso, ma l’indulgenza in quel caso era d’obbligo.

ARISTOTELE Se tra anima e corpo il rapporto fosse come quello che l’anima ha con la scienza si potrebbe parlare di un’unione accidentale. Nel De anima giunsi alla conclusione che fosse sostanziale invece.

SAN TOMMASO Chiarisci maestro. In uno scrittarello in cui ragioni della vita e della morte così ti esprimi: "È evidente che il corpo non può essere la sostanza dell’anima, ma è pure chiaro che essa risiede in una qualche parte del corpo e in una sola di quelle che hanno il controllo tra le parti". Se c’è consunstanzialità non è chiaro. Ma è solo la rivelazione che ha sciolto il nodo. La ragione è debole cosa in queste cose.

ARISTOTELE L’organo primo della vita sensitiva e di quella vegetativa è il cuore, prova ne sia che a molti animali a sangue caldo se tagli la testa o la parte inferiore del corpo continuano a dar segni di vita.

FREUD Cadi in errore. Che il gusto e il tatto abbiano a terminare nel cuore e di conseguenza anche gli altri sensori di vista e odorato non sta nella scienza e avevano ragione quanti sostenevano il cerebro.

SAN TOMMASO Che ogni animale abbia un’anima e che questa non esista senza il calore naturale, è punto da cui dissento e ti avvicina, Stagirita, all’atomista Democrito. Ancora una volta la rivelazione è lo spartiacqua.

TERZO ESCLUSO Materia del fuoco è l’aria senza la quale si estingue, la respirazione ha bisogno di aria quindi.....

ARISTOTELE È verità ippocratica, si tratta del calore generato dal cibo. Quello che dice Empedocle sulla respirazione è poesia non scienza. L’idea del mantice è credibile e logica, l’anima prima è nutritiva.

SAN TOMMASO La consunzione naturale è dunque per estinzione del fuoco. Per questo dici, maestro, che anche un piccolo disturbo quando si è vecchi causa rapidamente la morte....è come debole fiamma nel cuore che si estingue a un piccolo movimento. Perciò la morte nella vecchiaia è senza dolore perché gli uomini se ne vanno allora senza che siano colpiti da una qualche affezione violenta, anzi dello sciogliersi dell’anima nemmeno si accorgono.

TERZO ESCLUSO Queste notazioni mi fanno sovvenire di un sonetto in morte di Laura del Petrarca o di quella di un uomo molto vecchio nello spedale di Santa Maria Nuova di che dava testimonianza il Vinciano. Ne scrissi a proposito del compianto.....

JUNG Stagirita, le osservazioni su palpitazione pulsazione respirazione sono elucubrazioni al lume di lucerna, qualunque dottorino di oggi te lo proverebbe.

FREUD Iscrivermi alla facoltà di medicina mi sembrò la scelta più pertinente per affrontare questi problemi.

ARISTOTELE Solo con malizia direte che io mi sono sottratto alle leggi universali dell’intelligenza e alla necessità di ricercare le cose in sé.

SAN TOMMASO Geniale equiparare il cuore al mantice dei fabbri e davvero il polmone e il cuore non sono lontani dall’avere una forma simile. Con questi discorsi però mi accorgo di scivolare nelle scienza medica per la quale l’anima si riduce a un soffio vitale senza legame con la fede.

TERZO ESCLUSO Parlare per distinzioni e divisioni della materia, Aquinate, sembra la cosa più saggia. La visione d’insieme è dove il cuore e la mente ti portano.

SAN TOMMASO Ha ragione il Maestro, il cuore muove tutto, beati pauperes spiritu quoniam ipsorum est regnum coelorum. La giustificazione riposa sul cuore non sull’intelligenza perché la carità è dal cuore, questo il motore dell’umano trascorrimento nella vanità che ci salva dal perderci.

JUNG Il sole rappresenta nel modo migliore il dio visibile di questo mondo, la forza motrice dell’anima che io chiamo libido e la cui essenza è nel produrre l’utile e il nocivo, il bene e il male. Ce lo hanno insegnato i mistici.

SAN TOMMASO Che sia fonte di vita non è consequenziario all’attività dell’anima. Vita e anima coesistono, il resto è favola su cui non ti stanchi di richiamarci insulse rappresentazioni..... antropologia pregressa, incunaboli dell’istintualità allo stato incipiente. E questa archeologia vuota la spacci per sostanza dell’anima.

JUNG Il concetto di libido coincideva, noto per inciso, con la volontà di Schopenhauer.

SAN TOMMASO La sentenza di Cristiano Wolff ottima: Cogitatio est actus animae quo sibi rerumque aliarium extra se conscia est.

TERZO ESCLUSO O ombre i pensieri delle sensazioni? o anche la medesima cosa pensiero e linguaggio?

SAN TOMMASO Diffido del feticismo verbale, il vizietto intellettualculturale. L’anima non è la clinica dello spirito, depressione nevrosi psicastenia anoressia psicosi e affezioni varie che deformano quello stampo ideale cui ognora guardare e tenere alto come un vessillo glorioso di redenzione. La scienza e la fede dell’uomo, metafisica la scienza dell’anima.

TERZO ESCLUSO Ottimistico davvero quel detto quanti sono ridotti a niente rispetto a quello che potrebbero essere. Non è da allegare la condizione di angeli neutri e ignavi alla tragedia universale di guerre e genocidi, rivoluzioni abortite e ogni altra sciagura che si consuma nel mondo? Perciò il poeta: questo misero modo / tengon l’anime triste di coloro / che visser sanza infamia e sanza lodo...non ragioniam di loro, ma guarda e passa. La globalizzazione, i mercati finanziari, i guerrafondai, la ragion di stato, tout se tient.

FREUD L’École freudienne di Lacan mi dà ragione su tutta la linea.

JUNG La coscienza è una carta fotografica, riproduce immagini. Lacan in questo non era eracliteo, conta come si dice più di ciò che si dice.

TERZO ESCLUSO Jacques Lacan vi ha fregati, cari dottori, colla funzione del tempo variabile e con l’autoanalisi del paziente ha sospeso i protocolli medici, non c’è normatura che tenga e supervisioni di beccamorti e cattedratici. Navigava a vista, del resto, en amateur.

FREUD La forclusion, parlo ex cathedra, è un concettino che sa di rattoppo, la rimozione di un significante all’esterno anziché nell’inconscio. La reiezione, verwerfung, di uno psicotico come lo avevo trattato ne Il caso dell’uomo dei lupi. Ricordo, era l’inverno del 1914 -1915 e io ero nei miei sessant’anni.

SAN TOMMASO Miei contubernali d’ombra, è tempo di chiudere la questione animale. Lasciamo la clinica e le perturbazioni insane che vi allignano, foraggio di saputi stregoni e terapeuti. Ritorniamo sull’alta vetta dove riluce lo spirito, che non è in tutti i mortali comuni e in pari grado ma di chi lo ricerca e lo coltiva con amore, consolazione negli affanni cui affidare i più segreti pensieri. Questa è l’anima che sigilla il percorso sensitivo e distanzia dal gregge, il vas sapientiae, la filosofia prima e la teologia cui tendere con animo non già, dirò, contrito ma con la modestia e l’umile disposizione di chi si sa non più di un verme o di un atomo di pulviscolo nell’universo spazio e nel trascorrere senza sosta degli astri che ci sovrastano, distanti e innumeri come i granelli di sabbia negli oceani. Per accedere a questo modello non nego lo stimolo che può venire dalla fisica e dalla scienza della natura, numeri algebrici, belle geometrie ellittiche dove l’artista si perde nel ricostruire il suo mondo fittizio. Un peregrinare nell’immanenza è il vostro, non avete sentore del trascendente, del sovrasensibile e dell’incondizionato. Riprendiamo il discorso ontologico dell’Essere in sé e nelle multiformi diatesi in cui si nasconde come dietro la maschera l’istrione nell’oblio dell’essere che ha condotto al delirio e allo strapotere della parvenza nella coralità reificazione e carnalità di omuncoli e donnicciole simili a tanti narcisi.........

FREUD Questo è troppo! Aquinate hai tirato la corda inverecondo e stonato. Ritorna sulla terra e dismetti le ali che non hai, vola basso e noi ti ascolteremo con rispetto e comprensione.

SAN TOMMASO Razzolate nella scienza positivista, puzzate del germe della metodica e della falsificabilità che passa a setaccio il seme di verità.

TERZO ESCLUSO Popper, anche lui buon’anima, con un solo colpo di spugna tolse di mezzo magia e astrologia e insieme la psicanalisi e il marxismo. Questo forse tutti non lo sanno.

SAN TOMMASO Stitiche intelligenze, non avete partorito una sola proposizione che regga al tempo. Nel deserto e nello squallore in cui vi perdete procedete a tentoni senza una bussola. Peregrinatio aetherea, non vuote teorie di manipolatori la nostra speranza più dolce.



Torre dell’Isola, dicembre 2014.

ROBERTO PANICHI

Fine quarta e ultima parte

Prima parte

Seconda parte

Terza parte


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