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Peregrinatio aetherea. Divagazioni sull’anima [3]

Roberto Panichi
(4.04.2015)

FREUD Il caro Jung si muoveva mi pare più da artista che da scienziato. Far conoscere le sue percezioni era più importante per lui che attenersi alle leggi generali ricavate da pure e semplici osservazioni.

SAN TOMMASO Sarò cattivo. Tesi problemi inconsci fasulli. Sciorina il repertorio delle umane contezze per farsi lui grande e credibile, un pavoneggiare insopportabile. Torniamo a problemi seri. Riprendi, ti prego, Aristotele, quelle tue conclusioni sulla memoria e la reminiscenza. Sintetizzo, dimmi se sbaglio: memoriam nihil aliud est quam bene conservare semel accepta...reminisci est quaedam reinventio prius acceptorum non conservatorum. La reminiscenza implica un vuoto di coscienza, una lacuna da riempire. Lo sforzo è riportare alla consapevolezza del soggetto fatti trascorsi ed esperienze smarrite.

ARISTOTELE Non c’è memoria né del futuro né del presente.............

FREUD Stagirita, la prendi troppo larga, ragguagliaci più tardi. Se l’Io è capace attraverso la messa in atto della censura di dimenticare sarà anche in grado di agire in senso opposto, di recuperare cioè l’esperienza perduta per la coscienza. Gli esperimenti di Bernheim a Nancy mi fecero intravedere le associazioni libere. Non era questione solo d’ipnosi, una zona vulnerabile al blocco delle resistenze emotive era quella dei pensieri subitanei, dei contenuti mentali involontari, delle parole in libertà apparentemente disorganizzate e casuali.

TERZO ESCLUSO Il terapeuta diventa venerabile per il paziente che canta come un merlo si racconta e si mette beato in mutande e il venerabile lo rivolta come un calzino.

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Opera di Roberto Panichi

ARISTOTELE (Imperturbabile) L’aspettativa del futuro è la mantica del presente dicesi sensazione. Sicché la memoria non è sensazione né pensiero ma uno stato o affezione di uno di questi quando sia trascorso del tempo.

SAN TOMMASO Sed oportet quod ad aliquid horum pertineat vel per modum habitus, puta si sit aliqua vis permanens vel per modum passionis, puta si sit aliqua impressio transiens.

ARISTOTELE Senza immaginazione non si può pensare. Disse bene il fenomeno vinciano di geniali intuizioni nel pensare darsi lo stesso effetto che nel disegnare una figura.

SAN TOMMASO Puta volenti intelligere hominem occurrit imaginatio alicuius hominis bicubiti, sed intellectus intelligit hominem in quantum est homo, non autem in quantum habet quantitatem hanc.

ARISTOTELE L’intelletto intende la quantità a prescindere dalla sua specifica determinazione.

SAN TOMMASO ....sicut volenti intelligere lineam occurrit phantasma lineae bipedalis sed intellectus intelligit eam solum secundum naturam quantitatis non secundum quod est bipedalis.

ARISTOTELE Per quale motivo poi non si può pensare alcunché senza il continuo né senza il tempo cose che non sono nel tempo è un’altra questione.

SAN TOMMASO Nei libri della Fisica scrivi le cose che non sono nel tempo sono eterne". Essere nel tempo è esistere. Il senso comune, primum sensitivum, vi è tutto incluso. Aggiungo che anche molti animali ricordano, memoria è l’immaginativa di qualcosa trasferita al presente, il perdurante stato di un disegno.

ARISTOTELE È come un’impronta. Di anello o sigillo.

FREUD Scrivi pure che i troppo giovani e i troppo vecchi non hanno memoria. Inesattezze, filosofo. Ti voglio raccontare la storia del piccolo Hans...

SAN TOMMASO (Ignora l’obiezione) Si quis dicat quod homo memoratur hanc passionem praesentem, sequitur quod nihil absentium memoretur, quod est contra praedeterminata...si aliquis memoretur illam rem a qua facta est passio, videtur esse inconveniens quod homo sentiat id quod est praesens, scilicet passionem et simul cum hoc memoretur id quod est absens, quod non potest sentire.

ARISTOTELE L’animale dipinto in una tavola è animale e immagine, la medesima cosa. La nozione che ne abbiamo no, rappresentazione in sé e sussidio alla memoria, pensiero [concetto] e immagine ad un tempo. Il contrario avviene negli alienati mentali che parlano di visioni come di fatti reali.

SAN TOMMASO Nihil est aliud meditari quam multoties considerare aliqua, sicut imaginem aliorum apprehensorum et non solum secundum se.

FREUD Sottigliezze! L’esperienza analitica è stata la chiave di volta. Esperienze mentali non per questo sono meno reali di quelle ritenute oggettive perché non meno vissute. Quando non ci siano pederasti di mezzo, la sessualità infantile è tutta immaginazione. Dietro il trauma si nasconde, può essere, un avvenimento fantasmatico, l’Edipo di sempre che è in tutti, metastorico, ubiquo, passepartout multiuso. Chi non ha un Edipino nel suo archivio?

SAN TOMMASO Farneticazioni, sogni di mezz’estate.

FREUD Il caro Edipo è frutto dell’analisi originaria e nasce dall’interpretazione psicanalitica dei sogni. L’amore a chiasmo per i genitori né si tratta di fantasmi dell’inconscio quando il bambino è involontario, casuale testimone di certe effusioni che non sa interpretare.

JUNG Il padre naturale è termine inevitabile di confronto. Ma eri tu (accenna a Freud) il putativo! Nella situazione che si era venuta a determinare, ebbi a scriverti, mi sembrava che per lo psicanalista fosse diventata un’esigenza imperiosa allargare l’analisi dei problemi individuali facendo ricorso al materiale storico, e tu l’hai fatto in modo esemplare in quel saggio su Leonardo da Vinci,

TERZO ESCLUSO La moltiplicazione dei sogni, per romanzieri e novellieri: stupri, nevrosi a doppio fondo, voglie mancate, desideri perversi. Il buco della chiave ha amateurs ed estimatori dove meno te lo aspetti.

SAN TOMMASO Cicero pro domo sua. Come il pio abate Oegger di cui scrisse Anatol France. Si sentiva un Giuda per l’abiura e voleva l’Iscariota salvo. Era finito male abbindolato dalla setta di Swedemborg, uno svitato che si era confezionata una chiesa su misura e spargeva fluidum Spiritosum. La sua debolezza, aveva cominciato ad avere visioni, rivelazioni apocalittiche. Si era persuaso di essere un campione della scienza ermetica. Aspettavo una sua comunicazione dal mondo dei vivi. Mai ricevuta.

TERZO ESCLUSO Delle fantasie di Miss Miller alias Jung vorrei giudice Karl Jaspers che di schizofrenie se ne intendeva. Su Swedemborg e altri fantasisti di fama, Strindberg Van Gogh Hoelderlin aveva scritto un bel saggio nel 1922. La moda che tirava era quella.

JUNG Ricordo una poesia onirica, primo sogno di un paziente in analisi. L’idea di una divinità creatrice maschile è analiticamente e da un punto di vista storico psicologico un derivato dell’imago paterna e risponde al fine di sostituire il transfert infantile sul padre.

TERZO ESCLUSO Foraggio dicasi browse.

FREUD (A Jung) Mi salutasti padre della psicanalisi. Riconosci gli apporti di Honegger, un tuo allievo morto prematuramente. Le sue ricerche scrivi sono in mano mia e la loro pubblicazione è in preparazione. Il lavoro di Honegger non fu più pubblicato. Perché?

TERZO ESCLUSO Cascami, miserie. C’è qualcuno che ne è esente?

JUNG La dottoressa Spielrein mi dà ragione. La tendenza a dissolversi [trasformarsi] di ogni singolo complesso è la molla della poesia, della pittura, di ogni forma d’arte. Un simbolo deve la sua origine principalmente alla tendenza di un complesso a dissolversi nella totalità generale del pensiero...il complesso viene in tal modo spogliato del suo carattere personale.

ARISTOTELE La verità è una sola. Energia e solo energia è l’anima e un solo coefficiente, dalle sensazioni più elementari ai vertici del pensiero, è la solita sostanza. Ma detto questo ne sappiamo come prima.

SAN TOMMASO Stagirita, ti devo dire la verità. Nel De anima sofistichi un po’ a proposito della reminiscenza.
ARISTOTELE Per Platone l’anàmnesis era metafisica in quanto fonda la preesistenza dell’anima. Per me è una funzione psichica. Bene chiosasti quia nihil resumitur nisi prius existens:nulla autem memoria praecessit, ergo primum addiscere vel sentire non est memoria resumere. Memoria dico lo stato o l’affezione della sensazione o del pensiero quando è trascorso del tempo. D’altronde che tornino alla consapevolezza dell’uomo cose che un giorno furono nella sua anima non è di per sé reminiscenza. Qualche volta può essere, è possibile infatti che la medesima persona apprenda e scopra due volte la stessa cosa.

SAN TOMMASO Oportet igitur reminisci differat ab his [altre funzioni psichiche], scilicet ab iterato addiscere et invenire, et aliquid plus insit quod sit principium reminiscendi quam requiratur ad addiscendum.

ARISTOTELE Prima di questi dottori per la verità io e Platone trovammo le leggi di associazione per simiglianza, contrarietà, contiguità. La dinamica dell’ordo rerum somiglia o ricalca quella dell’ordo idearum. Invero come i fatti sono correlati tra loro secondo un certo ordine o sequenza così lo sono pure i movimenti mnemonici.

TERZO ESCLUSO Mi fai venire in mente l’arte combinatoria. Giordano Bruno, de umbris idearum: "È questa [ars mnemonica] che coi suoi mezzi rende presenti e visibili le cose sensibili trascorse o assenti. Da questo dipende che da una parte fa in modo che le cose siano percettibili alla vista con la pittura e la scultura mentre dall’altra, con la scrittura, rende durevoli e immutabili le parole che nel loro fluire vanno quasi smarrendosi nel nulla. Inoltre trasmette a distanza e in ogni luogo e tempo concetti e tacite intenzioni comunicabili [solo] da vicino".

SAN TOMMASO Riconosco il genio, il potere dell’immaginazione fa miracoli, alchimia, occultismo, magia, teosofia, spiritismo tenendone fuori l’astrologia, hanno un fondamento, Leibniz e Raimondo Lullo ....l’ars magna la mnemotecnica magna Cicerone e Quintiliano l’avevano presa sul serio, l’oratore ne deve sapere qualcosa o quando parla legge, pessima abitudine vestigia della mediocrità. Mi piacerebbe riprendere quel cantus Circaeus di Bruno, una nuova logica diresti in grado di penetrare la struttura dell’universo.

ARISTOTELE Memorie dell’incipit in galassie di fuoco trascorrenti nel freddo tenebroso dell’infinito. Sto all’analisi, i derivati sono postumi in subordine a un fine. Della memoria e di espedienti retorici mi occupai con diletto quando cercavo di mettere il morso al macedone. Contiguità parziali rendono agevole il ricordare e il trovare. Ci sarà una relazione tra l’ars inveniendi e i trovatori di Linguadoca? Dai luoghi comuni derivai una topica per scoprire modi persuasivi per ogni argomento. I sensibili comuni li percepiamo col movimento, stimolo che s’imprime nell’anima e produce in essa una figura. In effetti ci sono nella mente figure e movimenti o alterazioni di esse. Nell’apprendere c’è chi pensa a una fuoriuscita di energia psichica, un fuoco interno o una vis cinetica per abbranchiare e includere immagini esteriori come nel meccanismo della visione. Io penso a un mutamento interno. Parlare per enimmi o congetture è arte delfica. Il divino Platone ed Empedocle precipite nel cratere dell’Etna in questo caso. Apoftegmi, sentenziare breve e arguto vuoi dire mottetti quei versetti rimati messi anche in musica: non c’è rinascita alcuna di tutte le cose mortali né alcuna fine di morte funesta ma solo mescolanza e cangiamento di cose frammiste che nascita si chiama tra gli uomini.

SAN TOMMASO L’agrigentino era una fiaccola sopra il moggio, si credeva essere stato a un tempo fanciullo e fanciulla, arbusto e uccello e muto pesce nel mare e aveva sentore del precipizio, da quali onori da quali altezze di felicità fosse caduto per errare qui sulla terra tra i mortali.

TERZO ESCLUSO Sindrome paradisiaca.

ARISTOTELE L’anima è in grado di commisurare le cose di fuori a quelle di dentro, le loro grandezze quantitative o formali e le distanze reali avendo corrispondenza nell’analogo psichico dell’eidos di un obietto come della sua distanza. Se c’è simultaneità l’uomo ricorda.

SAN TOMMASO Capita di ricordare talora ma non sappiamo quando qualcosa è avvenuto, ci sfugge l’estensione precisa di questo quando.

ARISTOTELE Memoria di uomini e animali, reminiscenza solo dell’uomo ché questa implica un’illazione ovvero conclusione tratta dalle premesse o anche presume la conseguenza dedotta da un argomentare, ciò che si dice operazione deliberativa.

SAN TOMMASO Stagirita, l’accenno agli atrobiliari e alla melancholia chiama in causa i moderni, quanti ne soffrono sono per loro psicopatici.

FREUD Allora abbiamo ragione noi, Jung e la banda degli analisti lacaniani affetti del morbo eracliteo. La postilla Stagirita sulle debolezze mnemoniche di nani e fanciulli suona ridicola. Per anziani e vecchi non si discute, rintronati e rimbambiti perdono facilmente il filo del discorso e incespicano a ogni passo. L’analisi dei sogni permette peraltro come di prolungare la memoria e richiamare lacerti del passato anche remoti, un’archeologia tutta da riportare in luce.

TERZO ESCLUSO La condensazione di più elementi connessi, lo spostamento di rappresentazioni affettive, la drammatizzazione e la simbolizzazione non so fino a che punto ne delineino la natura. Nei malati di mente i sogni sono sconvolgenti ma sono un argomento a parte.

SAN TOMMASO Di sogni e visioni la Bibbia ne riporta molti. Da riprovare solo dove discordano dalla dottrina di Cristo e della Chiesa.

FREUD I sogni non sono bubbole da raccontare a veglia.

TERZO ESCLUSO Rimpiango le apparizioni notturne degli antichi. Nelle ore antelucane venivano in sogno, ai più fortunati anche da svegli, le ombre dei morti senza medium e terapeuti.

FREUD C’erano maghi indovini consiglieri del principe. Il casto Giuseppe era un interprete accreditato di sogni.

JUNG Le analogie tra il Cyrano de Bergerac, il Paradise lost e il caso di Giobbe mi fanno ritenere che nell’animo di Miss Miller si fosse insinuata l’identificazione con qualcuno di quei personaggi. Perduto l’equilibrio, si finge una fantomatica creazione.

TERZO ESCLUSO Nel mare delle citazioni letterarie sei un Teseo, l’americana un’Arianna stagionata.

UNG Era una ragazza. Il cristianesimo ha fatto tutto quello che poteva...oggi non si può eo ipso gettarlo via, le scoperte e le teorie di Freud incontrano ancora la generale disapprovazione.

SAN TOMMASO Ti lasci andare a digressioni linguistiche avventurose, tue e di altri. Sant’Isidoro nelle sue etimologie era più credibile e sensato. Dopo prolisse considerazioni sulla fantasia etnostorica del trivellare, che aveva trovato una particolare elaborazione negli studi di Kuhn e altri topi di biblioteca vaghi del dettaglio e del pelo nell’uovo, alla fine esci a dire che tutti queste correlazioni sono ritenute molto incerte.

FREUD Il canto della falena è struggente fino all’idiozia. La miss arde di passione e si brucia le ali. Lui non ci rimette le penne e crede nel volo mistico a Dio.

JUNG La deificazione potenzia, la libido si interiorizza e risveglia nei soggetti ricordi assopiti dove dominano figure parentali progressivamente assurte a imago.

FREUD Confondi, Gustav, consideri la libido fallica come energia fisica, generalizzi e svuoti di assolutezza le mie scoperte. Desacralizzi lo schema fallico e tenti di castrare il padre, scilicet il sottoscritto. E sì che sembravi abbacinato dalle mie teorie! Eri così passivo e docile!

JUNG Una particolare soddisfazione che anche tu, allora il nostro maestro, mettendo mano alla scottante materia della vita psichica paranoide........

TERZO ESCLUSO Gente che ha un’idea fissa. Sai quanta ce n’è?

JUNG .......fossi costretto a nutrire qualche dubbio sull’applicabilità del concetto di libido come avevi fino ad allora sostenuto.

ARISTOTELE Da indagare quella affezione paranoica sul delirio di persecuzione. Noi, inclusa la demenza precoce, la si curava con massicce dosi di elleboro.

FREUD L’affievolirsi della libido svelava inclinazioni omosessuali allo stato inconscio. Il caso del dottor Schreber malato di demenzia paranoides di cui informo nel 1911. (A Jung) Perché non sei preciso quando ne accenni nel tuo libro?

JUNG Omosessualità e paranoia non ritenevo fossero relazionabili. Il fatto è che soltanto in forza di questo concetto genetico, la libido eccedere sotto tutti gli aspetti il campo della sessualità descrittiva recente, diventa possibile applicare la tua teoria della psicosi.

TERZO ESCLUSO Nel suo opporsi alla morte la gratificazione della carne è un oppio e insieme una catena, o il disperato tentativo di salvarsi, di sopravvivere. Un’illusione.

Fine terza parte

Prima parte

Seconda parte

Quarta parte


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3.04.2017