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Da: Donne in strada a scuola di non violenza

Prostituzione

Paola Zaretti

PROSTITUZIONE. Da: DONNE in STRADA A SCUOLA DI NON VIOLENZA. SPETTACOLO IN SETTE EVENTI
a cura di Oikos-bios Centro Filosofico di Psicanalisi di genere Antiviolenza

(24.09.2014)

Da: Donne in strada a scuola di non violenza.

Spettacolo in sette eventi

a cura di Oikos-bios Centro Filosofico di Psicanalisi di genere Antiviolenza

PAOLA: "Prudence, bella, vent’anni, analfabeta, non una parola di italiano, sparisce dopo pochi giorni dal suo arrivo dalla Nigeria. Non tornava a casa da due giorni. Le compagne di strada la stavano cercando dappertutto. Ospedali, questure, niente. Fino a che è ricomparsa. Irriconoscibile. Sfigurata dalle botte. Quasi non riusciva a camminare. Mi hanno bucato l’utero, mi hanno bucato l’utero" - continuava a ripetere.

LORE: "Prudence riusciva a dire solo questo, ossessivamente. Un cliente l’aveva caricata al suo joint. Caricata e portata chissà dove. E violentata. E riviolentata. E picchiata. Massacrata. Derubata. Scaricata in un bosco…".

CHIARA: "Mi hanno bucato l’utero, mi hanno bucato l’utero".

ROSS RIVOLTA A MARCO: Giriamo agli uomini una domanda che un uomo ha rivolto a se stesso:

MARCO: "Perché ogni giorno in Italia centinaia di migliaia di uomini di tutte le classi, di tutti i livelli culturali consumano sesso con una prostituta? Con una prostituta paghi e non devi sostenere la fatica di una relazione".

PUCCI: ANCHE IL PALAZZO DEVE AVERE LE SUE FOGNE

LEDA: La Chiesa cristiana ha sempre condannato la prostituzione ma in diverse epoche l’ha tollerata come il "minore dei mali". Ne temeva l’abolizione per via della libidine sfrenata, violenze sessuali, adulterio e omosessualità che ne sarebbero derivate.

DANIELA: "Ma "L’etica cristiana condanna davvero il sessismo maschile? Quello che presume che il maschio abbia una natura sessuale che richiede sempre soddisfacimento?"

LORE: "Tredici anni, quattordici. Vergini. Vendute dalle famiglie".

PUCCI: "Quando arrivano in Italia le maman si mettono le mani nei capelli. "Che cosa devo fare con te, che non sai niente?". Allora pagano tre quattro ragazzoni africani che le violentano in tutti i modi finché non hanno capito e imparato quel che si deve fare sulla strada".

ROSS: "Tornano a casa più morte che vive. Traumatizzate. Distrutte. La maman dice: ma di cosa ti lamenti. E il giorno dopo le rimanda sulla strada, coi lividi ed i tagli e i segni dei morsi e delle cinghiate e delle bruciature di sigarette".
PAOLA: "(…) A volte gli uomini dicono delle cose, mentre ti stuprano: brutta negra. Cazzo vieni a fare qui. Così impari. Stattene in mutande a casa tua. Ti faccio vedere io. Schifosa puttana… Tornatene nella foresta, insieme alle scimmie. Si sentono in qualche modo dei giustizieri. Ce l’hanno con te perché sei donna. E nera. E puttana. E debole".

LORE: Di quale giustizia si fanno portavoce questi giustizieri che agiscono in nome di una giustizia fondata sulla forza, sull’orgia violenta e sull’odio contro l’altro sesso?

ROSS: "In più di dieci occasioni, svegliandomi presto la mattina, ho trovato il cadavere di una ragazzina che galleggiava sull’acqua vicino alla barca. Nessuno si curava di seppellirle. Si limitavano a gettarne i corpi nel fiume perché i pesci se le mangiassero".

PUCCI: "Mi balzò addosso come un cane impazzito. Il buco nella protuberanza (sul viso) trasudava gocce di pus che avevano un odore nauseabondo. Un giorno mi picchiò con un bastone pesante finché mi colò il sangue dal naso e dalle orecchie. Per difendere il mio intimo, il mio fondo, offrivo agli uomini solo la scorza superficiale. In altre parole, concedevo agli uomini il mio corpo, ma un corpo morto". (21)

PAOLA: È questo che salva Firdaus anche se non la salverà dall’impiccagione. La sua terribile storia di donna egiziana, prostituta e condannata a morte per omicidio, ci viene raccontata da Nawal al Sa’ dawi, la psichiatra che da trent’anni subisce attacchi e persecuzioni per il suo impegno sui diritti delle donne. Nawal, nell’autunno del ’74, raccoglie la testimonianza di Firdaus nel carcere di Qanatir, in cui Firdaus attende l’esecuzione. Firdaus, dopo aver attraversato l’Inferno, uccide uno dei suoi aguzzini e alla polizia che la arresta, dice: "Sono un assassina ma non ho commesso delitti. Anch’io come voi, uccido solo criminali". Firdaus è diventata dura, "più dura della vita"- come un’altra donna le aveva insegnato ad essere:

ROSS: "Devi essere più dura della vita, Firdaus. Le uniche persone che vivono realmente sono quelle più dure della vita stessa. La mia pelle è dolce ma il mio cuore è crudele e il mio morso mortale.

PAOLA: "Sì, la vita è come un serpente, Firdaus. Se il serpente si accorge che non sei un serpente, ti morde. E se la vita si accorge che sei disarmata, ti divora".

LORE: Firdaus ha imparato la lezione.

PUCCI: "Continuai a guardarlo fisso, senza battere ciglio. Sapevo di odiarlo come solo una donna può odiare un uomo, come solo uno schiavo può odiare il padrone. Vidi dall’espressione nei suoi occhi che mi temeva, come solo un padrone può temere uno schiavo, come solo un uomo può temere una donna. Ma durò solo un secondo. Poi ritornarono l’espressione arrogante del padrone, lo sguardo aggressivo del maschio che non ha paura di niente". "Afferrai la maniglia della porta, ma lui alzò il braccio e mi colpì. Io alzai la mano ancora più in alto e la calai violentemente sulla sua faccia. Il bianco dei suoi occhi diventò rosso. La sua mano cominciò a cercare il coltello che teneva in tasca, ma la mia mano fu più rapida della sua. Alzai il coltello e glielo affondai dentro il collo; lo trassi dal collo e glielo spinsi dentro il petto; lo tirai fuori dal petto e glielo immersi dentro la pancia. Gli piantai il coltello quasi in ogni parte del corpo".
"Ero sorpresa di vedere con quale facilità si muoveva la mia mano, mentre spingevo il coltello nella sua carne o lo tiravo fuori, quasi senza sforzo. La mia sorpresa era ancora più grande perché non avevo mai fatto quello che stavo facendo. Una domanda mi balenò alla mente. Perché non avevo mai pugnalato un uomo prima d’allora? Mi accorsi che avevo avuto paura, e che la paura non mi aveva mai abbandonato, fino al momento in cui avevo letto la paura nei suoi occhi". "Aprii la porta, scesi giù per le scale e arrivai in strada. Il mio corpo era leggero come una piuma, come se il suo peso fosse derivato dalla paura accumulata attraverso gli anni (…). Camminavo lungo la strada, tenendo la testa alta verso il cielo, orgogliosa di aver distrutto tutte le maschere e di aver rivelato ciò che era nascosto sotto". (29)

"I miei passi (…) non erano passi veloci, come se corressi via atterrita da qualcosa, né passi lenti. Erano i passi di una donna che crede in se stessa (…). Potevo sembrare la moglie di un funzionario con una carica di prestigio. Ma i miei passi, che risuonavano fermi e sicuri sul selciato, provavano che non ero la moglie di nessuno".

"Mi misero le manette ai polsi e mi portarono in prigione (…). Mi hanno condannata a morte non perché ho ucciso un uomo (…). Sanno che finché sono viva, non sono sicuri, sanno che li ucciderei. La mia vita significa la loro morte e la mia morte significa la loro vita. Vogliono vivere. E vita per loro vuol dire altri crimini, altre spoliazioni, rapine infinite".

"Ho trionfato sulla vita e sulla morte, perché non desidero più vivere, e non ho più paura di morire. Non voglio nulla. Non spero nulla né temo nulla, perciò sono libera".

"Sono arrivata alle verità feroci ed elementari della vita dopo anni di lotta.(…) Essere arrivati alla verità significa che uno non teme più la morte. Perché la verità e la morte sono simili. Quando uccisi lo feci con la verità non con un coltello. E’ la mia verità che li spaventa. Questa verità terribile mi dà una grande forza.

"Non sono una prostituta, ma tutti, mio padre, mio zio, mio marito, tutti, mi hanno insegnato a diventare una prostituta.

"Mia madre non era una criminale. Nessuna donna può essere una criminale. Per essere criminale bisogna essere un uomo."

Per gentile concessione di “Tabula rasa. Il femminismo ritrova la strada”

Il sito: http://femminismoinstrada.altervista.org

La pagina fb: https://www.facebook.com/pages/TABULA-RASA-Il-femminismo-ritrova-la-sua-strada/1437161409847702?fref=nf


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24.01.2017