Transfinito edizioni

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Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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L’onda e la tessitura

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Giancarlo Calciolari
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Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

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Scritto sul corpo, di Jeannette Winterson. Recensione n. 2

Monica Cito
(17.12.2013)

Chi mi segue sa che, quando posso, mi occupo di teatro. E sa anche che il teatro è per me una passione recente.
Adesso adotto anche un altro filone. Prima di questa, avete potuto leggere la mia recensione di Donne pericolose, che è la prima mia critica sulle opere che trattano di omosessualità.

Sono sempre stata convinta della necessità di “non sessualizzare” la letteratura; tuttavia, quando si è giovani ed omosessuali, ci si può sentire soli e persino non accettati, prima da se stessi e poi dagli altri, e si può nutrire la necessità di un confronto che spesso, nei piccoli centri soprattutto, non arriva.
Se poi vogliamo parlare dell’omo-affettività di un bisessuale più che dell’omosessualità, il discorso può dimostrarsi molto più complesso.

Ciò detto, per quanto è nelle potenzialità della letteratura, vi aiuto a cercare almeno un contributo cartaceo più o meno avallante la vostra posizione.
Per rendere più agevole la vostra ricerca su Transfinito – dato che per me a quest’età è chiaro che non vi è letteratura di genere, ma cultura in senso ampio e “al più” tematico, ho numerato, malgrado sia contraria al mio sentire una procedura ghettizzante, tutte le recensioni sull’argomento. Questa è la seconda, appunto.
Non so quante ne seguiranno, allo stato, e non posso garantirvi metodicità. Se voleste, però, potreste segnalare editi, anche vostri, all’amabilissima redazione di Transfinito, che provvederebbe a comunicarmeli.

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Opera di Hiko Yoshitaka

Scritto sul corpo è un romanzo d’amore, denso di tutti gl’ingredienti che sino ad oggi non sono stati presi in considerazione con i romanzi rosa.
Tuttavia, l’autrice pare scrivere per codificare, e lo dimostrano le espressioni.
Il bisogno di certezza, nei suoi personaggi, si fa certezza.

L’io narrante spesso sproloquia sul tema, ma questa raffica d’incipit, definizioni, catalogazioni, espressioni dure, secche, bisognose di rimanere quasi statiche, inaccettabili, è la teorizzazione di un sentimento: tu sei così? Sei lesbica? Bene!
E sappi che un TI AMO è sempre una citazione e «siamo come dei selvaggi che hanno scoperto due parole e le venerano» (pag. 7).
Sappi anche che l’amore non può essere tacitato. Non puoi a lungo nasconderlo a te stesso/a, perché esso «Irromperà in canti di lode, [sarà] la nota acuta che spezza il bicchiere e ne fa versare il liquido» (pag. 8).

Non farti prendere dall’opinione comune, tu non sei una persona comune, provi un’emozione precisa che «richiede un’espressione precisa» (sempre pag. 8), e quella, proprio quell’espressione non un’altra, anche se qualcuno ti dirà: «Si vergogni. Ci sono dei bambini qui» (pag. 9).
Rispondi, inoltre, alle tue domande presto, perché puoi decidere della tua vita, anzi devi.
Tu credi davvero che sia «Meglio […] essere un maiale soddisfatto che un Socrate infelice?» (pag. 12).

È facile distruggere e difficile dimenticare il proprio passato, fatto di rapporti con donne, anche sposate, certe chiamate Betsabea.
Il romanzo è l’incubo di una donna omosessuale, che ama le persone sbagliate, le donne sposate ad ore; ed il suo interrogarsi sul feticismo del mondo diventa un teorema capriccioso, sempre al confine tra quello che c’è e la donna che si vorrebbe avere.
Intanto, nelle more che Dio decida per l’incontro importante e anch’esso paventato «Impacchetta la tua vita stile supermercato, non mischiare il cuore con il fegato» (pag. 80).

È più facile la concettualizzazione della pratica? E la pratica fin dove può spingersi?
Chi sono? Chi sono queste benedette persone omosessuali? «Non facciamo uso di droghe, la nostra droga è il pericolo, dove vederci, quando parlare, cosa succederà quando ci incontreremo in pubblico. Pensiamo che nessuno ci abbia visto, ma ci sono sempre delle facce dietro le tende, occhi per la strada. Non c’è altro su cui spettegolare, perciò spettegolano su di noi» (pag. 82).

Prosegue con la rivisitazione del marchio di Caino (già utilizzato con effetto meno palese e più efficace nel Demian di Hesse), fino a giungere alla sconvenienza ma felicità, “dove” il tabù viene identificato con quella che l’autrice chiama la vita reale.
Purtroppo, questo è anche un romanzo sulla morte.

«Purtroppo ho fatto spesso questo sogno, ma non posso, ne ho orrore: non posso vivere così nudo e solitario, anch’io sono un povero diavolo che ha bisogno d’un po’ di cibo e di calore e qualche volta vorrebbe sentire la vicinanza di un suo pari».
(Da: Herman Hesse Peter Camezind-Demian. Due romanzi della giovinezza. Edizioni Newton, Roma, 1993, traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri; a pag. 229)

***

Jeannette Winterson vive a Londra e dedica ad una donna, con amore, questo libro. È considerata la più importante scrittrice inglese della sua generazione.

Con il libro Sexing the Cherry ha vinto il premio dell’American of Arts and Letters, ma il qui proposto Written on the Body, edito nel 1993 e nel 1995 in italiano per i tipi della Mondadori, con traduzione di Giovanna Marrone, è il libro che l’ha imposta sulla scena internazionale.

Monica Cito è nata a Telese Terme nel 1972.

Avvocato perfezionato in diritto penale minorile, articolista di portali letterari e giuridici, anche di rilevanza internazionale, si è laureata all’Università di Bari con una tesi sperimentale sulle condotte pedofile (consultabile in e-book su www.kultvirtualpress.com).

Sul portale Filodiritto di Antonio Zama, nel 2013 edita a puntate, per divulgazione culturale gratuita e finalità di studio, il volume Studiare per il concorso in magistratura.

Si è altresì formata alla Scuola per Amministratori – S.P.A. 2012. Nello stesso anno pubblica, su commissione del Movimento Cristiano Lavoratori, il saggio Attività amministrativa della Pubblica Amministrazione e attività amministrativa dei privati, Simple edizioni, Macerata.

È stata autrice, per TBM (canale 212 digitale terrestre Puglia), di una rubrica di deontologia forense.

Curatrice dell’antologia del premio letterario Storie a Mezzogiorno, edizioni Simple Macerata 2009; giurata di “Parlami d’amore”, edizione 2012, del caffè letterario “La luna e il drago”, ad ideazione e cura della scrittrice Anna Montella, proviene da numerose esperienze redazionali, tra le quali Il Cavallo di Cavalcanti Azimut editore Roma.

Presente in antologie poetiche, curatrice d’introduzioni e postfazioni, nel 2005 ha pubblicato il romanzo “Venere, io t’amerò” per i tipi di Giulio Perrone Editore, Roma. Per il quale le è dedicata una voce, a cura del professor Ettore Catalano (ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Bari) nel dizionario Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008, Progedit editore, Bari, 2009.

Dopo un’intensa attività di volontariato all’interno dell’Associazione Italiana Celiachia, aderisce all’AAIA (Associazione Ammalati Immunopatici Ambientali) e costituisce il Comitato Autonomo Gluten Sensitivity, per dare voce, attraverso la convegnistica, ad una nuova cittadinanza attiva per il mercato del senza glutine e la libertà e salute alimentare.


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19.05.2017