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Simona Lo Iacono, "Effatà"

Marina Monego
(15.07.2013)

Nino Smith è un bimbetto sordomuto, figlio dell’attrice Dora Genesio, siciliana, e di un inglese, un padre che lui non conosce e che l’ha rispedito insieme alla madre a Siracusa non appena si è stancato di loro.

Siamo in pieno dopoguerra (1950) e l’Italia faticosamente cerca di risorgere dalle proprie macerie. Nino è l’unico biondo e di carnagione chiara in mezzo a bande di ragazzetti bruni, cresciuti in strada, sporchi e cenciosi. Si sente solo, la madre è sempre occupata nelle prove a teatro e lui osserva la realtà dal suo punto di vista particolare, non sente, ma immagina, non parla, ma legge le labbra. Se qualcuno glielo insegnasse, Nino imparerebbe ad esprimersi quasi come tutti gli altri.

“Al che Nino ha capito che il linguaggio è un animale strano e movimentato. Che non ha abitudini, e nemmeno madri e padri o fratelli. Che s’impenna e s’addolcisce, anticipa il senso delle cose o le distrugge. Soprattutto inganna, perché si leva la mattina in un modo e s’addormenta la sera dimenticando di essere quello che è stato. Non ha senso cercarlo sempre uguale nelle bocche che si muovono e nemmeno afferrarlo ossessivamente dai fiati.
È forse come Nino quando cerca di capire e non capisce.
Immaginazione”. (pp.82-83)

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Opera di Christiane Apprieux

Nino è intelligente e fantasioso, immagina se stesso in una missione di guerra quando decide di avvicinarsi e farsi capire da un personaggio ai suoi occhi misterioso: il suggeritore o maestro di buca. Questi è un anziano signore, d’aspetto trasandato, con gli occhi velati di cateratte, ma cela un terribile segreto…ed ecco che la piccola storia di Nino, di sua madre, del quartiere siracusano in cui si trova il teatro s’interseca con la storia tragica degli eccidi nazisti e del terribile programma Aktion T4, che prevedeva la soppressione e la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche inguaribili o da malformazioni fisiche. T4 è l’abbreviazione di Tiergartenstrasse, l’indirizzo di Berlino dove si trovava il quartier generale dell’ente pubblico per la salute e l’assistenza sociale. Il nome pomposo dell’ente era una tragica copertura per un luogo di esperimenti e di sterminio programmato di tutte quelle creature nate con qualche problema o semplicemente ritenute un peso per la società.

La storia di Nino s’alterna allora agli atti del processo di Norimberga e così la Lo Iacono intreccia le sue due principali attività: la scrittura e la magistratura.
Il suggeritore, che è stato medico, è sempre gentile con Nino, lo visita, lo aiuta ad esprimersi, gli insegna a scrivere le parole, a capirle. Per Nino è una grande avventura, un cambiamento dai tratti paurosi a volte, perché cambia la sua percezione del mondo. Per lui si realizza il miracolo che dà il titolo al libro – Effatà – Apriti- che è la parola che Gesù pronuncia nel guarire un sordomuto nel vangelo di Marco.
Per il vecchio è la redenzione di un’antica colpa, un riscatto.

Romanzo con pagine delicate e tenere che s’alternano agli agghiaccianti atti del processo, “Effatà” rivela uno struggente desiderio di giustizia per i bambini vittime della storia e per tutti ideboli e gli umili, emarginati e offesi nella loro dignità umana.
Accanto a Nino e al suggeritore compaiono personaggi mediterranei, esempi di un sottobosco sociale variegato e vivido, colorato e ciarliero, preso da piccoli traffici, imbrogli, pettegolezzi, miserie e piccinerie. È una Sicilia vivace e popolare, piena di vita, così diversa e contrapposta alla suprema freddezza degli interrogatori del processo, dal quale emergono i crimini più efferati.
La simpatia dell’Autrice e del lettore va tutta alla calda umanità popolare e al piccolo Nino, innocente in cerca della felicità.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Simona Lo Iacono (Siracusa), magistrato e scrittrice italiana. Cura, sul blog letteratitudine, una rubrica a metà tra diritto e letteratura. Con il suo primo romanzo “Tu non dici parole” ha vinto il premio Vittorini 2009, sezione opera prima, cui sono seguiti altri successi.

Simona Lo Iacono, Effatà, Roma, Cavallo di Ferro 2013.

Link: Pagine Internet su Simona Lo Iacono: Blog / Editoria siciliana (intervista) / Scheda Cavallo di Ferro / Lankelot

Marina Monego, luglio 2013


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