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L’inconscio maschile

Marina de Carneri
(29.05.2013)

È un errore pensare che l’inconscio sia qualcosa di misterioso e sconosciuto che sta nel più profondo della psiche e che deve essere evocato con tecniche speciali. La caratteristica delle idee inconsce è al contrario di essere fin troppo visibili, cioè di essere così ovvie ed evidenti da non essere prese in considerazione. Queste idee costituiscono una rete di significati talmente fitta e pervasiva che la loro azione sulle scelte individuali è di solito interamente ignorata. L’inconscio è tale semplicemente perché non viene osservato dalla giusta prospettiva, basta cambiare punto di vista, cosa per altro non facile, e il disegno che prima era dissimulato si delinea con chiarezza. Nel Seminario XVI Lacan ha coniato il termine “extimità” come opposto di “intimità” per indicare la natura dei pensieri inconsci che da un lato sono quel che l’individuo considera più intimo e personale e dall’altro invece sono reperibili come qualcosa di esterno. Dire che l’inconscio è extimo invece che intimo significa indicare che quel che è percepito come la cosa più segreta e personale, è in realtà un messaggio venuto dall’esterno e ciò che è esterno alla psiche si chiama società.

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Word - 110.5 Kb
Marina de Carneri
"L’inconscio maschile"
JPEG - 27.3 Kb
Hiko Yoshitaka, "Ailleurs immémorial", 2012, cifratipo, acrilico su carta

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19.05.2017