Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


TRANSFINITO International Webzine

A proposito di una singolare collana di libri d’arte

Jurij Naghibin e Tintoretto

Alberto Cavicchiolo

Anzitutto le due facce di ciascun volume: in un verso del libro un pittore della tradizione, in un altro verso, "capovolto", un pittore moderno o contemporaneo, che introduce la sua arte.

(8.02.2005)

L’editore Armando Verdiglione ha inventato la collana "L’arca. Pittura e scrittura" lungo una scommessa davvero unica, volta a estrapolare l’arte dai conformismi e dalla trasgressioni rituali che ne hanno caratterizzato, spesso, la vicenda moderna. Il tributo a questa collana edita da Spirali, che ha ospitato i contributi sulla pittura di alcuni tra i più fini scrittori viventi, come Bernard-Henri Lévy, Arrabal, Maximov, Dadoun, è indispensabile. È sicuramente anche il tributo all’opera di un grandioso Jurij Naghibin, che proprio in questa collana ha seguito uno dei fili più difficili e incerti che attraversano la pittura.

Negli anni Novanta ho incontrato diverse volte Naghibin in Italia. Ho lavorato a suo fianco per far leggere i libri pubblicati dalla nostra casa editrice, Spirali, organizzando sue conferenze a Milano, Genova, Sanremo, Sesto San Giovanni.

Ho trascorso con lui giornate ricchissime di conversazioni dedicate al mestiere impossibile di scrittore, ancor più impossibile se situato davanti all’avvento di un modernismo conformista.

"Ho rifiutato il compromesso con lo stalinismo. Come potrei sottoscrivere il compromesso con un editore che mi vieta di continuare a pubblicare con Spirali, la mia prima casa editrice in Italia". Aneddoti di vita e aneddoti di non conformismo, di resistenza politica.

Per quanto concerne la collana "L’arca", ecco anzitutto le due facce di ciascun volume: in un verso del libro un pittore della tradizione, in un altro verso, "capovolto", un pittore moderno o contemporaneo, che introduce la sua arte e si trova, come in un lapsus, a offrire la sua modernità senza aver fatto patti sociali con la sua epoca.

Con il volume "Tintoretto Chagall", Naghibin è in grado di provare l’efficacia di questa collana, che risulta un vero e proprio contrappunto del percorso di ciascun artista. Per Jurij, l’ammissione di non essere esperto d’arte o critico vale anche da mancata specularità rispetto alla limitazione richiesta dal settorialismo.

E si tratta di uno scrittore che trattiene la sua ingenuità come una risorsa e annota come per ciascun pittore la sua arte si precisi nella scrittura della vita. E l’ingenuità è dinanzi a un tema, a un percorso culturale, a un’impresa come quella di Tintoretto.

Naghibin si trova dinanzi a ciò che non comprende né assimila: l’enigma dell’atto della pittura, l’enigma di Tintoretto. L’imprevisione di Naghibin, la sua lucidità, apre, come nessuno prima di lui, all’impresa di Tintoretto.

Provate a verificare in decine di scritti apparsi a commento del "piccolo tintore", e non troverete nulla come il saggio di Naghibin, che attraversi la storia semplice del pittore veneziano, o almeno la sua mappa, che una cartografia mai allestita non è ancora riuscita a contrappuntare.

L’impresa di Jacopo Robusti è quella di un maestro, già frequentatore della scuola di Tiziano, che apre una via con diversi tratti inediti rispetto alla precedente maniera di costruire le rappresentazioni.

Pittore e tintore, dipintore o imbiancatore, scultore o escavatore. Tintoretto, ecco l’ossimoro tra il grandissimo pittore e il piccolo tintore, nella lettura di Naghibin. E questa lettura reca con sé l’aneddoto in cui lo stesso Tiziano lo avrebbe allontanato perché forse troppo reattivo al suo insegnamento.

Naghibin ci avverte della formula incompiuta riguardante l’irruzione nella scena come appare nell’ "Annunciazione" presso la Scuola Grande di San Rocco e ancor più nel "Miracolo di San Marco" all’Accademia.

La collana "L’arca" è così lo strumento della restituzione della pittura. È il mezzo che porta al divenire artista. Questa collana è l’accentuazione di un modo, incomparabile, in cui l’arte risulta irrappresentabile.

Alberto Cavicchiolo è psicanalista, imprenditore


Gli altri articoli della rubrica Arte :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |

23.01.2019