Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Il sesso degli psicanalisti

Giancarlo Calciolari
(19.01.2013)

Nella serie delle divisioni in due operate dal principio di divisione, oltre a dentro e fuori, ricco e povero, avere e essere, alto e basso, uomo e donna, incluso e escluso… c’è anche omosessualità e eterosessualità. Certo dallo scarto come terzo termine (marcatura invisibile lasciata dal fallo in tutto il suo enigma) si può accedere al gioco dell’opposizione binaria come effetto di rappresentazione. A partire da lì, tutte le combinazioni sono possibili, ovvero è aperta la possibilità di annientare il positivo e di positivare il negativo.

In questa epoca in cui il posto del principio di significazione è occupato dal discorso scientifico e non più da quello religioso, l’asse della significazione, lo scettro del potere, permette per esempio di passare dal matrimonio eterosessuale al matrimonio omosessuale, sino a che il matrimonio eterosessuale sarà un’eccezione del matrimonio omosessuale. Ovvero nessuno mette in discussione il principio di divisione: il fallo è saldo sia nelle mani degli omen che delle femen.

JPEG - 90.5 Kb
Hiko Yoshitaka, "Differenza e ripetizione", 2012, cifratipo, acrilico su carta

L’assurdità del matrimonio gay non è impari a quella del matrimonio eterosessuale. C’è chi si sposa perché si ritiene eterosessuale? Ah, sì?
Definire la sessualità da quel che si vede e che si pone dinanzi è il modo del razzismo, in questo caso del sessismo (in filosofia dà la fenomenologia come branca dell’ontologia).

La sessualità non ammette suffissi, non è né omo né etero e non si declina in nessuna algebra e in nessuna geometria della vita. La sessualità è la politica del tempo, la politica del fare. Un’acquisizione di quarant’anni di esperienza e di lettura confrontandomi con il testo di Armando Verdiglione. La politica (anche l’incidenza sulla polis) riguarda la procedura delle cose, che ha come altra faccia la logica delle cose. Questo è l’inconscio, che nessuno padroneggia.

Rispetto all’invenzione della psicanalisi di Freud, che dal 1896 non è ancora stata ammessa, né in Italia né altrove, la sessualità non è l’erotismo. L’inquisizione laicista, tecno-gestionale e scientista, con i suoi criteri di valutazione (di svalutazione della vita: ad esempio, basta chiedere come si sono sentiti i candidati al recente concorso per l’insegnamento pubblico), chiede e ottiene che gli psicanalisti siano marrani della loro scienza, che la pratichino in segreto… senza peraltro aprire la questione dell’etimo di “marrano”.

Più propriamente si tratta di omoerotismo e eteroerotismo, ossia dell’accettazione dell’edipismo e del principio del fallo come origine della significazione delle cose. E queste cose sono ante-psicanalisi. Nell’analisi (che non fa quasi più nessuno, il nuovo oscurantismo con facciata d’illuminismo preferisce la pratica magico-ipnotica, ossia la psicoterapia) l’oggetto s’instaura e il tempo s’instaura: Ovvero non c’è più magia né ipnosi (che è la credenza stessa nel soggetto, nell’assoggettato, negli umani marionette).

Ora, sempre nell’analisi inintegrabile con la società dello spettacolo, paradossalmente detto “integrale” da Guy Debord, ci sono due “non”: uno rispetto all’avere (in particolare “tutto”) e l’altro rispetto all’essere (in particolare “soggetto” di una genealogia teologico-politica), mentre non c’è il “non” del tempo, della procedura, del fare. E non si tratta di fare secondo le presunte prerogative del soggetto: quello che si vuole, quello che si sa, quello che si può, quello che si deve…

Non c’è tabù del fare e la libertà non è del soggetto ma della parola originaria: tradotto in soldoni di vita quotidiana: nulla osta alle unioni di qualsiasi tipo, e non c’è divisione sociale e sessuale che distribuisca l’etica rispetto ai figli i modo vantaggioso per gli uni e svantaggioso per gli altri. E questo dista infinitamente dal matrimonio che ironicamente definiamo eterosessuale così come da quello sempre ironicamente definito omosessuale.
Due uomini o due donne che vivono insieme non sono omosessuali, così come un uomo e una donna che vivono insieme non sono eterosessuali.

Dover declamare un’identità sessuale è come dover dichiarare la propria religione. Io non ho una religione e non ho nulla da dichiarare, come non ho una sessualità e non ho null’altro da dichiarare. Nel mio viaggio intellettuale di vita non ho interesse per il colore della pelle, per la nazionalità, per la religiosità, per il conto in banca, per la casta, il ceto, il gruppo di appartenenza.
E anche se fossi eterosessuale, omosessuale, transessuale o qualcosaltrodisessuale intendo vivere attenendomi alla libertà come proprietà della vita.

La convenzionalità del ragionamento, al punto che uomini che vanno con uomini e donne che vanno con donne si definiscono gay, è tale anche perché la distinzione tra sessualità e erotismo non è ancora giunta nel dibattito civile. Appunto, la psicanalisi non è ancora entrata nel tessuto civile della società, che preferisce gestirsi ancora come una mafia, ovviamente stratificata.

Non è il caso di scendere nell’arena mediatica, di parlare del commercio prostitutivo dai Balcani alla Tailandia per formare industrialmente delle coppie eterosessuali e spesso devote di qualche dio superiore o inferiore, piuttosto che dei disastri delle educazioni religiose comprensive dei tre teomonismi per estendere il matrimonio a chi sinora gli è precluso.

Accenno solo alla pratica degli psicanalisti. È ancora molto in voga la distinzione tra freudiani, junghiani, lacaniani, adleriani, reichiani… È come dichiararsi eterosessuali o omosessuali, e in effetti è una forma di transessualismo, di fantasma schizofrenico vampiristico: stare al posto di Freud, du Jung, di Lacan… ma un gradino più in giù. Comunque è avvertendo qualcosa della loro pratica marrana, (Pierre Soury, martire della psicanalisi lacaniana, parlava di “psicanalisi automatica”) che alcuni psicanalisti francesi hanno firmato un manifesto contro l’uso della psicanalisi come sponsor della censura eterocattolica del matrimonio gay.

Sì, d’accordo, ma occorre molto più: se gli psicanalisti non vogliono analizzare il loro modo di vita nelle istituzioni psicanalitiche, che provino almeno a analizzare il loro transessualismo, molto più diffuso e molto più problematico e ancor più difficile da leggere dell’omosessualità, che ha avuto bisogno di una battaglia civile per farsi togliere come malattia dal nuovo martello delle streghe, famigerato manuale diagnostico arrivato oggi alla sua quinta megaedizione.
In altri termini invito ciascuna e ciascuno psicanalista a avviare un dibattito inedito.


Gli altri articoli della rubrica Sessualità :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |

3.04.2017