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Anelito di un istante

Stefano Fiini
(18.11.2012)

A Silvia F. musa di vita

Un istante racchiude la parentesi dell’eternità. Una vita passata nell’incedere delle parole lasciate come resto su un cammino accidentato. Accostarmi con l’orecchio al vialetto che costeggia l’attesa e ascoltare il vento che sussurra ai tuoi capelli immagini d’altre esistenze. Così scosto il drappo della mia stanza e mi perdo nel ticchettio monotono delle lancette che sorridono dal camino acceso. Ricordo un marinaio che , alla taverna del Bosco, di noi parlava, tra il ritornello del vino sincero, di noi parlava, col chino capo e un sorriso di lama, fraterno a me la vita lo faceva e di noi parlava. La sua storia di un amore perduto nella memoria e una lacrima sola, una sola, gli vidi intingere e perdere nel calice rosso prima di ingoiare ogni amarezza e uscire verso un altro approdo e un altro porto in cui altri occhi avrebbero ascoltato le suo cicatrici. Ma quale uomo non veste l’animo di sontuosi sogni per nasconder i segni che il coltello del tempo incide sulla carne che pulsa?


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Hiko Yoshitaka, "Momento dell’amore", 2012, cifratipo, acrilico su carta



Le mie nebbie e l’afasia del bel tempo in me soltanto abbraccio, come quell’amore così perfetto che racchiudo e per cui molto mi ha fatto crescere, io non più piango, non più vesto di quella debolezza propria di chi si lascia trascinare dalla corrente degli eventi e attende con cura alla propria agonia. Nell’incedere a capo alto ho incontrato sulla via, la mia musa, una ragione, testimone statuaria della lotta e della volontà di riuscita rispetto al proprio progetto, nessuna difficoltà viene accolta, nessuna possibilità esclusa, ogni oggetto lasciato sul selciato; ape regina, del suo sciame testa e braccio.


E ora che sei entrata, varcando la soglia impolverata di un guerriero stanco e, come una barca dalla azzurra vela che d’azzurro intinge il mare, intingi i miei passi, e nuovi sogni, e il brusìo di battaglie da raggiungere e nuove vittorie da scrivere accompagni; aspetto la tua parola o il tuo silenzio e me ne nutro: respiro nel tuo respiro e dispiego le ali.


Un istante racchiude la parentesi dell’eternità. Ogni attimo diventa una vita da vivere in un istante, essere presente, e pronto a viverlo fino a fondo, non esiste più errore né dolore soltanto l’ombra di un secondo gettato nella nebbia e dimenticato nella passione di viverne un altro: sfogliare il libro della vita senza rileggerlo e senza lezioni da imparare o elargire, strappando l’indice e lasciando le note a margine della nostra lettura nell’oblio.


Ora scende la sera e il lume che riflette il viso d’ombra nello specchio non mi appartiene più, a me sconosciuto, saluto lo straniero che mi fissa e lascio cadere la mia penna tendendo la mano, non più giunta nell’inutile e sorda preghiera, ma tesa ai chiaroscuri e ai sussurri che del suo dono mai diffida.



Stefano Fiini


11 novembre 2012


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