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Hiroshima/Nagasaki : la fine e l’inizio

Antonella Iurilli Duhamel
(22.10.2012)

Il 6 Agosto 1945 Enola Gay lanciò una bomba atomica su Hiroshima, l’esplosione nucleare ed il vento arrecarono distruzione e morte nel raggio di 3 chilometri; dopo tre giorni un’altra bomba fu scaricata su Nagasaki.


Sui banchi di scuola abbiamo appreso che, grazie a questa operazione militare, gli Americani divennero i salvatori dell’umanità mettendo fine ad una terribile guerra mondiale. Nell’immaginario collettivo gli Americani divennero da quel giorno i cavalieri senza macchia e senza paura, di cui l’umanità aveva disperato bisogno per ritornare a vivere. Anche se questi audaci cavalieri poi, per ben due volte si videro costretti a usare micidiali armi di distruzione di massa, la nobiltà dell’intento iniziale riuscì ad oscurare l’efferatezza dell’atto anche per gli anni a venire.

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Opera di Antonella Iurilli Duhamel

Le conseguenze nefaste di questo tipo di intervento furono prontamente negate, ogni possibile testimonianza dell’immane tragedia che vide sterminate le vite di uomini donne e bambini, fu immediatamente censurata.


Sulle maggiori testate giornalistiche degli Stati Uniti come Western Press, New York Time o Life, la censura era ampiamente giustificata dalla mancanza di documenti, foto, interviste, ecc. e questo occultamento della realtà si protrasse per molto tempo ancora, persino quando le foto di Yoshito Matsushige, cominciarono a circolare liberamente in Giappone e nel resto del mondo.


La spessa cortina di negazione fu la tattica privilegiata alla quale gli Americani ricorsero per far dileguare nel nulla un incommensurabile atto di barbarie dalla portata devastante; non solo per il Giappone e i suoi anni a venire, ma anche nei confronti dell’intera umanità.


Le morti, di innocenti, e la morte progressiva per radiazioni, con le quali i giapponesi avrebbero dovuto fare i conti nel corso degli anni, furono ritenute dal governo americano un bieco tentativo di colpevolizzazione nei confronti del grande popolo americano che aveva liberato il mondo dall’orrore della guerra.


Dal momento che, il generale Douglas macArtur, comandante supremo delle forze alleate in Giappone, dichiarò il sud del Giappone off limits, per molti anni a venire le uniche immagini disponibili circa l’evento, furono le illustrazioni realizzate per mano dei sopravvissuti. Molti reportage fotografici di autori giapponesi furono requisiti, come il book di Akira Iwsai per esempio, fu restituito al Giappone solo nel 1968. Ipocritamente adducendo da parte degli Americani, di non voler turbare l’opinione pubblica, le prime immagini della tragedia causata da loro su Iroshima e Nagasaki furono pubblicate solo dopo il 1952, quando ebbe termine l’occupazione americana del Giappone.


La stima dei danni causati vide lo sterminio di 300.000 uomini donne bambini e oltre 700.000 mila morti per radiazioni negli anni successivi.


Il Giappone stava per arrendersi, ma gli Americani avevano fretta di provare i loro nuovi giocattoli nucleari, per dare una prova di forza al mondo, e soprattutto avevano la necessità di testare i reali effetti sul campo, onde farne buon uso al fine di sottomettere tutta l’umanità.


Non fu sufficiente lo sgancio della prima bomba, dopo tre giorni ne sganciarono un’altra e non su obiettivi militari, ma su vulnerabili civili, alla stregua di un tipico atto terroristico ben organizzato.


A ben vedere siamo sicuri che ci sia così tanta differenza tra i civili rinchiusi ed uccisi dai tedeschi con il gas nei campi di concentramento, e i civili giapponesi bruciati vivi dal cielo dagli americani?


Gli Americani hanno sempre rifiutano la responsabilità del loro atto puramente assassino nei confronti di migliaia persone innocenti, e soprattutto continuano a negare di mantenere inalterato il primato assoluto del terrorismo nucleare per quasi un secolo. Il mondo continua ad ignorare che il più grande nemico degli Stati Uniti erano i Russi, si continua ancora a credere che la seconda Guerra mondiale ebbe inizio con Pearl Harbour e che finì con il D-day, dopo di che i soldati tornarono a casa felici e contenti di aver liberato il mondo dagli aggressori della democrazia e riabbracciarono le loro famiglie.


Di fatto Truman subito dopo diede immediatamente inizio a nuovi propositi bellici, gli Stati Uniti si attivarono in Korea ricorrendo ai medesimi principi di distruzione di massa.


Secondo Bruce Cumming, storico e docente presso la University of Chicago, milioni di civili nord koreani furono uccisi dall’uso di armi chimiche, e 22 delle maggiori città furono rase al suolo . Nel 1950 circa 800 tonnellate di bombe furono sganciate sulla Korea del Nord, quotidianamente. La gente continua ad ignorare che il progetto napalm, cominciò ad essere utilizzato proprio contro i Koreani, e successivamente milioni di tonnellate di bombe furono lanciate su Vietnam, Laos, e Cambogia.

Il terrorismo di massa attuato dagli Stati Uniti sin dal D-day, non si è mai fermato anche se il numero delle bombe è diminuito come fu a Bagdad, dove nel Marzo 2003 furono sganciate solo 1500 bombe, nel frattempo la politica internazionale, predatrice ed assassina, portata avanti dagli Stati Uniti anche se ancora oggi, viene contrabbandata per progresso e difesa della democrazia e dei diritti civili, continua a giustificare le atrocità commesse sui poveri Irakeni.


Dopo Nagasaki ed Hiroshima lo sfregio maggiore nei confronti dell’umanità era stato compiuto ed avallato da una totale assenza di punibilità di tale atto efferato. Di lì in avanti qualunque atrocità sarebbe stata ben piccola cosa.


La memoria ricorda gli incalliti stupratori vestiti ipocritamente di perbenismo e abiti costantemente rinnovati per ogni occasione.


Persino le manovre contro l’Iran risuonano come l’ennesimo tentativo predatorio, che fa apparire l’Iran come un mostro, quando la realtà è che l’Iran da secoli non ha mai attaccato nessuno, e si pretende di addebitargli un uso inconsulto di una improbabilissima bomba atomica, quando invece gli unici ad averla usata sono stati gli Americani.


Nonostante ciò, hanno ancora la pretese di essere gli unici a poterla controllare e porsi in bella mostra nella posizione di difensori delle libertà e fautori di una politica di disarmo.


Una distorsione della realtà a favore della proliferazione dei più bassi istinti contrabbandati per oro, che vuole nascondere che in realtà il 6 agosto 1945 un pilota americano sganciò una bomba atomica sulla città di Hiroshima uccidendo centinaia di migliaia di vittime innocenti, uomini, donne, bambini, animali.


Esattamente come un qualunque volgarissimo atto terroristico, che porta ai massimi livelli la propria efficienza scegliendo come obiettivo dei civili dimostrando il più completo disprezzo per la vita umana.


I fatti dimostrano che Hiroshima e Nagasaki hanno rappresentato l’inizio di una sporca storia, basta guardare al numero di paesi attaccati dagli Stati Uniti direttamente o indirettamente sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.


I fatti dimostrano che Hiroshima e Nagasaki sono il triste emblema della paralisi diplomatica, l’imposizione della legge del più forte che utilizza una tragedia mondiale per affermare ulteriormente il proprio potere.


I fatti dimostrano che l’abuso del potere perpetrato dagli Stati Uniti e supportato dai suoi alleati, non si discosta poi così tanto da Hiroshima e Nagasaki.


Infatti dopo la ribellione libica, gli elicotteri Nato, le armi contro i civili, il supporto nei confronti dei terroristi per eliminare un Gheddafi ormai scomodo, l’urlo della paladina delle libertà e dei diritti umani Hillary Clinton, è la dimostrazione della volgarità che la fa da padrone con il suo “We came, we saw, he died”.


La notizia della morte di Gheddafi, passerà alla storia come una delle cadute di stile più clamorose da parte di codesta paladina, che incarna alla perfezione la doppia morale statunitense e dei suoi alleati.


Ora, giunti al turno della Siria, dove si ripresentano gli stessi gruppi terroristici contro un governo sovrano che tenta di difendere se stesso e i suoi cittadini da una accolita di predatori e assassini, ci troviamo di fronte nuovamente alla solita manipolazione delle informazioni e minacce di morte nei confronti dei social networks dove un po’ di verità tenta di farsi strada.


Ecco quello che l’Occidente è diventato. Dunque non siamo poi così lontani da Hiroshima e Nagasaki, e così sarà in eterno fino a che i veri responsabili di questi crimini, coloro che hanno costruito Lobbies e fortune stratosferiche sulle tragedie di interi paesi, non saranno chiamati sul banco degli imputati per cominciare a pagare.


Il paradosso purtroppo è che gli stessi assassini di massa di allora sono i progenitori politici di quegli uomini che oggi si pongono come protagonisti del Nuovo Ordine Mondiale, la pace, la sicurezza e la democrazia senza confini.




Ottobre 2012


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30.07.2017