Transfinito edizioni

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Tesori nostri. Giri l’angolo e ne trovi ancora!

Carla Cavicchini
(26.02.2012)

Nel gergo comune sono chiamati ‘minori’. E quando mai! Il Museo Horne, lo Stibbert, Bardini ed altri, raccolgono opere importantissime, di gran pregio, che val proprio la pena di andare a vedere ammirandole nella loro magnificenza. La mostra “Le stanze dei Tesori – Meraviglie dei collezionisti nei musei di Firenze” che si protrarrà sino al 15 aprile, permette di snodarci nei musei sopracitati includendo anche Palazzo Medici Riccardi, la Fondazione Salvatore Romano, Casa Siviero, Palazzo Davanzati.

Buoni collezionisti sono stati i Medici, i Lorena e, fortunatamente, successero loro persone anche loro amanti del bello, oltre che antiquari, ricchi anglosassoni, esteti dell’arte. La loro meta fu proprio la città dantesca, nel periodo dell’Otto-Novecento. Qualche nome? Elia Volpi, Stefano Bardini, eppoi cultori inglesi quali gli Acton, gli Stibbert, Charles Loeser, etc. Fu così che il Rinascimento ed altri periodi artistici, godettero del giusto valore, riconoscimento, facendosi conoscere anche in Europa e oltre Atlantico, verso orizzonti illimitati, capaci di far ‘intendere’ anche il nostro artigianato artistico. Poi..le cose cambiano. Ogni epoca porta cose belle ed altre meno. Anche da noi la decadenza di molti mecenati e la confisca dei beni ecclesiastici, svalutò economicamente veri e propri tesori, portandoli “sul banco degli usurai”, facendo dissipare molte collezioni. Ma tutto il male non venne per nuocere. La nascita dei musei poc’anzi sopracitati, raccolse moltissime opere, facendo divenir nuovamente Firenze culla d’arte. Un buon parterre di relatori ha parlato dell’uomo Bardini, grande figura, capace di lasciare tutti i suoi beni alla cattedrale di Fiesole. E quindi ricordiamo degnamente anche il suo centenario, visitando anche l’imponente Museo Archeologico di Fiesole. “Il collezionismo è una forza motrice – spiega il soprintendente Cristina Acidini: che arricchisce e dona musei ex-nuovo, e dai Medici è doveroso prenderne buon esempio, senza disdegnare l’atmosfera vibrante che passa tra il gotico ed il rinascimento.”

Significative anche le parole di chi osserva che… “il paesaggio, il bel contesto che gli ruota attorno, inevitabilmente porta agli artigiani, alle competenze capaci d’innervare un meccanismo importante qual “tessuto dei mestieri.” E, si ricordi bene, che la cooperazione tra pubblico e privato è fondamentale per cercare di arginare la crisi.”

Paolucci come sempre mette molta enfasi nello spiegare il vero significato delle cose, accompagnando sempre con una buona mimica e giusta capacità d’osservazione. “Andate al Museo Horne, toccatelo, toccate i capolavori che più vi aggradano e…- aggiungendo una piccola provocazione – tanto nessuno vi dice niente. Sentite quel bel pavimento che scricchiola, i legni vivi, maestosi, e ammirate quel Tino da Camaino autore di quel bell’Angelo che incanta l’interlocutore. Firenze va visitata ‘tutta’, calpestata, ribadisco che non ci sono solamente gli Uffizi e che l’arte, la bellezza ed anche il denaro, continueranno ad avere storia e futuro.”

Tutto ciò è visibile grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con la Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comune di Firenze, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.


sito web: www.stanzedeitesori.it

Carla Cavicchini


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30.07.2017