Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Il momento Buazizi. L’irragionevole dubbio

Giancarlo Calciolari
(2.05.2011)

Il 2 maggio 2011 alle ore 5 e 36, ora italiana, il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, comunica la morte di Osama bin Laden, avvenuta una settimana fa, ucciso dalle forze speciali americane. Si nascondeva a Islamabad. Il nascondiglio era sotto osservazione dall’agosto scorso. Il corpo di Osama bin Laben è stato portato negli States e riconosciuto come il suo corpo proprio al di là di ogni ragionevole dubbio. A parte che la morte legale di Osama bin Laden, non a caso, si identifica e si identificherà sempre più con la data della comunicazione che ne ha fatto Barak Obama, occorre notare che si tratta appunto della “morte legale” del capo del terrorismo islamico, morto fisicamente nei bombardamenti in Afganistan che sono seguiti all’attacco delle torri gemelle dell’11 settembre 2001. Questo è il nostro “irragionevole dubbio”.


Osama bin Laden è stato legalmente tenuto in vita dagli americani e dagli islamici fondamentalisti. Faceva comodo a entrambi, senza paradosso, per proseguire nella stessa guerra, per le stesse ragioni di dominio sul pianeta, per lo stesso business, ateologico o teologico che fosse.


Siccome noi non ci saremo quando verranno aperti gli archivi tra cent’anni, forse approfitteremo della lettura degli archivi del Kgb, di Vichy e di quelli del Vaticano relativi alla seconda guerra mondiale, leggiamo comunque la cancellazione delle tracce e formuliamo la nostra ipotesi, quello che per altri e per i servizi segreti è chiamato un irragionevole dubbio. Che tra l’altro è il dubbio come questione aperta che richiede la formazione culturale e artistica auspicata da Freud e che si chiama “ancora” psicanalisi.


Il “momento” Osama bin Laden è terminato e al suo termine il presidente degli Stati Uniti può dichiarare la morte legale del suo oggi ex nemico pubblico numero uno. L’ex nemico pubblico numero due nel frattempo si era suicidato nel 1989. Che cosa qualifica la fine del momento Osama bin Laden? La variante della rivoluzione tunisina, per altro ancora in corso, e che si chiama Mohamed Buazizi. Una rivolta assoluta contro l’ordine del mondo sino al sacrificio estremo. Certo non sapremo, se non fra cent’anni, il brusio efficace dei servizi segreti oggi apparentemente così silenziosi. Quanto centra la preparazione minuziosa della società degli infiltrati? Ma noi non trasformiamo la mosca nocchiera nel cavallo! La direzione degli eventi nel pianeta non è data dagli ottimati, dalle oligarchie, dai potenti. Si tratta sempre di una deviazione originaria che non rispetta le forze in campo. Per intendere: vale di più la piccola équipe di Gesù che le migliaia di centurie romane.


La rivoluzione islamica non più fondamentalista ha sorpreso tutti, anche i commentatori politici più esperti. C’è stato un cambiamento di clima, quello che nel suo linguaggio Thomas Khun ha chiamato un cambio di paradigma. Il quarto stato islamico non sta più nei suoi confini, e il movimento è appena cominciato.


Le vecchie mosche nocchiere cercano di dirigere ancora il cavallo, rivoluzionario o riformista che sia, lo cercheranno sempre. Che sia Gheddafi che è dato “legalmente” per già morto o che siano Sarkozy e Berlusconi dati “legalmente” per vivi.


Questo è il momento Buazizi, sebbene altri si siano immolati prima e dopo di lui. Per questo momento, che resiste nella lettura anche all’irragionevole dubbio delle macchine del terrore di Stato o di anti-Stato, non c’è più bisogno di lottare contro l’islam fondamentalista. Certamente sorgeranno altri nemici pubblici numero uno e speriamo che non siano l’India o la Cina, ma certamente Oasam bin Laden ha terminato il suo momento.

Brusago (Italia), 2 maggio 2011, ore 7 e 14.


Gli altri articoli della rubrica Sessualità :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |

19.05.2017