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A proposito di un libro di Geoffroy de Lagasnerie

“L’università contemporanea e la distruzione della vita intellettuale”

Giancarlo Calciolari
(5.04.2011)

Geoffroy de Lagasnerie s’interroga nella Logica della creazione sulle condizioni propizie all’innovazione del pensiero e lo fa in particolare in un capitolo dal titolo “L’università contemporanea e la distruzione della vita intellettuale”. Dopo l’apertura magmatica del 1968, la ri-professionalizzazione dell’università corrisponde a un vero “ritorno all’ordine”, quello che in Italia è stato chiamato il riflusso, il controllo dell’onda della vita.

Il catastrofismo in materia di studi universitari non è una prerogativa francese, infinite testimonianze dal paese Italia indicano lo stesso piagnisteo per un essiccamento radicale della creatività intellettuale. Nessun campo della creazione libera dalla morsa della logica economica e neanche nessun matrimonio riuscito tra invenzione e mercato com’è il vanto dei campus americani.

L’università – scrive Patrice Bollon, lettore di Geoffroy de Lagasnerie – sarebbe divenuta un luogo di una ricerca per funzionari: di una non-ricerca, di una “sotto-vita intellettuale”. A nulla vale la distinzione di Thomas Kuhn tra scienza normale e scienza rivoluzionaria per accorgersi del registro cumulativo e non inventivo dell’università.

Ecco l’ipotesi di lettura di questo aspetto del treno (lamento funebre) dell’università, non a caso valido anche per coloro che presumono di sedere sul carro navale (carnevale) dell’università, come istituzione della libera invenzione: chi dichiara l’interesse per l’invenzione e quindi anche proprio coloro che fanno l’anatomia dell’affossamento dell’invenzione dovrebbero essere gli acquirenti dei libri non privi d’invenzione e invece partecipano all’autodafè.

Uno sguardo alle vendite dei libri in cui c’è una breccia d’invenzione mostra che il milione d’insegnanti della scuola francese (come il quasi milione d’insegnanti della scuola italiana) non legge nulla.

Non basta la sociologia che indica tra le cause della degradazione la dominazione indiscussa della cultura mercantile e il ruolo dei media. Non c’è nessuna lettura del come sorgono i grandi autori come Lévi-Strauss, Foucault e Lacan? E se ci fosse tale lettura, in che cosa toccherebbe l’andazzo della cultura, dell’arte e della scienza nel pianeta?

Constatiamo che gli apposti e gli opposti, gli integrati e i ribelli, i conformisti e gli anticonformisti (che non da oggi sono legione) condividono la stessa passione per la pseudo vita.

Il lettore Patrice Bollon, giornalista de “Le Magazine Littéraire”, si interroga sulla questione se le grandi opere non siano anche quelle che rifiutano di piegarsi alle ingiunzioni della propria epoca, le opere sconcertanti, “inattuali” nel senso di Nietzsche. No. Il rifiuto del ribelle pone sé al posto di Dio (Albert Camus), che per altro è dato per morto.

Lo scrittore che si attiene alla libertà della parola, colui che secondo Franz Kafka salta fuori dalla fila degli assassini, procede sospendendo il fantasma teologico, il primato del fallo, la doppia gerarchia quale presunto fondamento degli umani. Il ribelle, l’anticonformista, l’opposto, è il candidato al neo conformismo, al nuovo ordine solare che ancora una volta riscalderà alcuni e ne brucerà altri. Mein Kampf è scritto dal ribelle Hitler contro l’ordine che presume di matrice ebraica.

Nel dettaglio dell’opera del giovane sociologo di 29 anni, Geoffroy de Lagasnerie, è reperibile qualcosa di questo pseudo movimento? L’autore sprona le basi di una “scienza delle opere” o di una “ecologia delle idee”. Non si tratta di elaborare la scienza e l’ecologia proposte, troppo facile, a partire dalla strizzatina d’occhio al significante a dominanza sociale di “ecologia”.

È il caso d’intendere il gesto, come nel caso di Cesare, che non è tribuno del popolo per il popolo ma come trampolino per divenire imperatore. La proposta è ieratica, sacerdotale, gerarchica: non sappiamo a che livello di funzionariato di collochi il giovane Geoffroy, tanto infinita è la scala di Giacobbe, ma di questo si tratta.



Una scheggia per proseguire: leggere la scala, la lista, la serie, il ponte, l’albero, il nodo, la barra, il fallo, il lato, con il principio d’incompletezza di Gödel.

Geoffroy de Lagasnerie, Logique de la création, 2011,Fayard, pp. 280, 18 €.


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15.11.2017