Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

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Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

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Fulvio Caccia
Rain bird

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Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
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Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

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Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

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Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

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Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

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Pornokratès. Sulla questione del genere

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Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

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Don De Lillo, "Rumore bianco"

Elisabetta Blasi
(17.01.2011)

In piena epopea del reaganismo, si situa la tragicomica odissea metafisica di Jack Gladney, strampalato professore di studi hitleriani in un campus sito in una borghesissima cittadina dell’East Coast, dal nome incolore perché, anywhere is; rectius: anywhere can be.

Teorema di fondo di quest’epitome dell’American way of Life postmoderno, postfemminista, neoconformista, schiavo degl’ipermercati (che nelle italiche contrade stanno dispiegando un’analoga force de frappe solo da una decina d’anni circa: mimetismo tardo, ma non meno tragico ahinoi…) è: la paranoia anomica (sta’ tranquillo che) porta all’assassinio.

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Hiko Yoshitaka

Sì, perché il protagonista, cinquantenne plurimaritato (con una delle mogli addirittura per due volte: recidiva specifica, si direbbe in diritto penale sempre italico), con relativo corredo di prole sua e dell’ultima svampita impalmata, dal nome onomatopeico – Babette – finisce col diventare assassino, o almeno ci prova... Ma alfine qualcosa riesce ad ucciderla: l’Identità, e non solo la propria: la folla che, chiudendo il sipario-libro, assiste al tramonto dal cavalcavia, ha qualcosa della pecora nicciana. Immemore appunto di se stessa, del trascorrere del tempo e di ogni finalismo dell’esistere.

Parodia di ogni aspetto e di ogni tic dell’americano medio, culmine dei quali è l’ “EVENTO TOSSICO AEREO” con annesse liturgie evacuative dei residenti nel raggio d’azione della nube tossica di un micidiale cocktail d’insetticidi, questa fatica di De Lillo va gustata in ogni sua parte: dal rumoroso e demenziale rito del pranzo tra accademici – tutti maschi – del campus, altra faccia della “calata dei barbari”-studenti al college all’inizio delle lezioni, al crescendo finto-parossistico della preparazione all’omicidio dello scienziato pazzo, per un po’ amante della moglie in cambio della di lei partecipazione ad un esperimento concernente uno psicofarmaco avvenirista.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.
Don De Lillo (New York, 1936), romanziere statunitense, da famiglia di origine molisana. Prima di diventare romanziere di professione – negli States la cosa è ancora possibile – ha lavorato come pubblicitario. Gli sono stati tributati numerosi riconoscimenti e premi, tra cui il Faullkner e il National Book Award.
Il romanzo testé recensito fu edito nel 1985; l’edizione esaminata è stata tradotta da Maria Biondi, e riproposta dal Gruppo Editoriale L’Espresso nel 2003, in abbinamento col quotidiano “Repubblica”, quale titolo n. 61 de “La Biblioteca di Repubblica”.

8 Gennaio 2011, Elisabetta Blasi

Nata a Grottaglie (Taranto) nel 1968. Laureata cum laude in Scienze Politiche – indirizzo storico- politico – ha curato vari studi sull’applicazione della pari opportunità fra uomini e donne nel campo del disagio sociale (in Francia), nell’istruzione scolastica, universitaria e nella formazione professionale (in Italia).


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