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La Costituzione della Repubblica Italiana a cura di Leonardo Rinella

Monica Cito
(4.01.2011)

Con pazienza l’autore delinea un testo d’educazione civica, teso all’amalgama sopra e sotto articolato normativo di tutto quanto il tessuto storico-ideale che ha compiuto il passato politico ed in Assemblea Costituente, verso l’universo imprescindibile che compone la vita democratico-giuridica di un popolo: quello italiano.

Il lavoro snoda riflessioni semplici, intessute da un pensiero sinottico essenziale e precipuo a chi vuole rendere un percorso di lettura base al mondo del primo discente, spesso in passato ed ancora oggi prono al testo scolastico di quella educazione civica, appunto, non autonoma materia, schiava di lezioni di storia, e troppo spesso altrettanto ampio da cadere nel dimenticatoio dei discenti di prima sfera, consci d’uno Stato per frasi fatte e della struttura per proclami del mondo “politichese”.

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"Cifratipo" di Hiko Yoshitaka

Il saggetto di Leonardo Rinella, ponendo un articolo alla Costituzione della nostra Repubblica, segna il passo alla necessità dell’amore da nutrire verso il progetto politico più importante realizzato nel dopoguerra.

Mi sono lasciata ingannare dal titolo, al punto da chiederlo all’editore con un tocco di convinzione decisa: l’essere, la Costituzione, difficile da trattare come tema giuridico e l’esplicarsi d’un manuale denso di richiami accademici o professional-maieutici sempre adusi ai laureati in legge. Mi accingevo, così, alla valutazione d’un tomo, e invece ho scoperto l’assoluta complessità di un testo, indice compreso, di sole cinquantaquattro pagine, volto al ragazzo giovane, al post-elementare o al genietto delle prime classi, denso del miglior “bignamesimo” base per un proficuo futuro giuspubblicistico e senz’altro prezioso strumento per chi non avrà, tra i giovanissimi, nessuna ulteriore intenzione di proseguire gli studi giuridici.

Come “il Piccolo Chimico”, si può realizzare con appositi kit salvasogno, e così il sogno d’una Comunità e d’una Legge Fondamentale vive in queste pagine, recando l’amore per la presenza/esistenza di uno Stato democratico. È chiaro che questa religione laica del libro dei libri di un popolo, poggiato sulle cattedre di ogni aula nella quale s’insegnino scienza, letteratura e civiltà, nonché storia e diritto, rivaluti quest’ultimo come approdo di una conoscenza di equilibri tra poteri, diritto, doveri e giustizia.

Così Napolitano e Bossi, Berlusconi e la magistratura siedono delicatamente al desco del mancato giudizio dell’estensore, il quale espone un’epoca attraverso la legge di questa e della precedente, figurando potenziali cambiamenti dell’assetto (con procedura qualificata), ma non del Concetto Unificante che ha reso possibile uno Stato. Nessuno spazio, per nessuna ideologia residuante, soltanto il voto al rispetto delle armonie preordinate e il delicato amore verso la/le libertà e la/le responsabilità degli enti, organi e poteri.

Uno sguardo terzo, uno studio terso, un riassunto che prepari il civismo che è in noi, e che dispieghi il fascino della storia-pensiero che si aggancia alla contemporaneità, in quel transito da un regime ad un altro, dalla dittatura alla democrazia.


Monica Cito è nata a Telese Terme (Benevento) nel 1972 e vive a Ceglie Messapica (Brindisi).
Avvocato, si è laureata all’Università di Bari con una tesi sperimentale sulle condotte pedofile (pubblicata come e-book su www.kultvirtualpress.com); articolista sin dai tempi della pratica forense della rivista giuridica on line www.diritto.it diretta dal dott. Francesco Brugaletta, referendario TAR. Collabora inoltre con portali letterari, anche di rilevanza internazionale.

Suoi interventi, sollecitati dal circolo politico di Alleanza Nazionale “Pinuccio Tatarella” della sua città, si rinvengono nell’organo di partito Cegliedestra in qualità di Responsabile Cultura.

Compare su Book and the others sorrows, blog della scrittrice Francesca Mazzucato su Kataweb, nel numero d’esordio della rivista letteraria Il Cavallo di Cavalcanti, Azimut edizioni, Roma, e su periodici altri.

Presiede il premio letterario Storie a Mezzogiorno – di cui ha curato omonima collettanea per i tipi Edizioni Simple, Macerata, 2009 – organizzato annualmente in partnership con la più originale editoria.

Nel 2005 ha pubblicato il romanzo “Venere, io t’amerò” per i tipi di Giulio Perrone Editore, Roma.

Presente in antologie poetiche, curatrice d’introduzioni e postfazioni, editor di esordienti
.
Le è dedicata una voce, a cura del professor Ettore Catalano (ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Bari) nel tomo Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008, Progedit editore, Bari, 2009.

Essere intollerante al glutine e socio collaboratore dell’Associazione Italiana Celiachia sono per lei entità soggettivo-sociali inscindibili.


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19.05.2017